spazzatura e ortaggi sulla scalinata di Montecitorio

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Blitz ambientalista a Montecitorio. Verdure, ortaggi, formaggi, resti di cibo, sotto forma di spazzatura sono stati lanciati sulla scalinata della camera dei Deputati da sette attivisti e attiviste che hanno poi srotolato due striscioni: “Ultima generazione” e “Il giusto prezzo”. Sono stati bloccati dai carabinieri e identificati. L’azione non violenta per lanciare la nuova campagna “Il giusto prezzo”. 

Blitz ambientalista 

L’azione ecologista alle 9:05  sulla scalinata monumentale di accesso alla Camera dei Deputati in piazza del Parlamento. Sette persone di Ultima Generazione, hanno sparso lungo la scalinata il contenuto di sacchetti pieni di cibo scartato dalla GDO (Grande Distribuzione Industriale), poi si sedute e messe dei sacchetti con i brand della GDO, per simulare il soffocamento di un sistema che strangola i produttori, lasciando loro la briciole del proprio lavoro, e affama i consumatori che non arrivano a fine mese. Hanno poi srotolando striscioni con scritto “Il giusto prezzo” e “Ultima Generazione”. Alle ore 9.15 sono arrivate le forze dell’ordine.

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Spazzatura a Montecitorio: ambientalisti placcati sulla scalinata del Parlamento (video)

La rivendicazione 

A spiegare la nuova campagna ambientalista gli stessi attivisti: “Siamo al fianco degli 1,3 milioni di imprenditori agricoli che hanno chiuso le attività agricole e dei consumatori affamati dalla GDO. Le proteste degli agricoltori che stanno scuotendo il Paese dimostrano che il momento di agire è ora. Abbiamo un’opportunità storica per costruire una coalizione che possa cambiare il futuro dell’agricoltura italiana e garantire giustizia sociale e ambientale. Oggi su 100 euro di spesa solo 7 ritornano al produttore: serve un’alleanza di produttori e consumatori, entrambi vittime dell’inflazione climatica”.

“Lobby del sistema agroalimentare”.

Fede, 18 anni, studente, ha dichiarato “Stiamo soffocando! Le lobby del sistema agroalimentare – la grande distribuzione, le multinazionali del cibo, la finanza speculativa – ci stanno rubando tutto! Controllano il mercato, decidono i prezzi, schiacciano gli agricoltori e ci svuotano le tasche quando andiamo a fare la spesa. Ci fanno pagare sempre di più, mentre chi lavora la terra prende solo briciole. Vogliamo il giusto prezzo. Per chi coltiva, per chi compra, per chi vuole un futuro senza essere soffocato da questo sistema malato. E non basta. La crisi climatica – siccità, alluvioni, grandinate – distrugge i raccolti, e chi ne paga il prezzo? No.I prezzi salgono, gli agricoltori chiudono, e intanto le lobby fanno profitti milionari! Dove sono quei soldi? Che fine hanno fatto? Li rivogliamo indietro. Perché il cibo deve essere un diritto, non un privilegio! Perché vogliamo sostenere chi produce cibo sano, locale, accessibile a tutti! “

La campagna “Il giusto prezzo”

“L’Italia sta affrontando una crisi agricola senza precedenti. Il prezzo dell’olio, della frutta e di altri generi alimentari di base è raddoppiato negli ultimi dieci anni – proseguono gli ambientalisti -. Dietro questi aumenti ci sono fenomeni climatici estremi come siccità, alluvioni e grandinate, che stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura italiana. Ma la crisi non colpisce solo i consumatori: anche gli agricoltori si trovano in difficoltà, schiacciati tra la crisi climatica e le logiche della grande distribuzione organizzata, che li costringe a vendere i loro prodotti a prezzi irrisori. Per affrontare questa emergenza e costruire un’alleanza tra agricoltori e famiglie italiane preoccupate per il futuro, oggi lanciamo la nostra nuova campagna: “Il Giusto Prezzo”.

Cosa chiedono 

Ma cosa chiedono gli ambientalisti di Ultima Generazione: “Proteggere i raccolti – spiegano in una nota stampa -. L’agricoltura italiana sta affrontando una crisi senza precedenti. Siccità, ondate di calore, grandinate e alluvioni devastano i campi, compromettendo raccolti e coltivazioni. Dobbiamo proteggere i raccolti e, per farlo, è necessario promuovere una transizione verso un nuovo sistema agricolo che sia resiliente e sostenibile economicamente ed ecologicamente. Aggiustare i prezzi: il costo degli alimenti nei supermercati sta diventando insostenibile, mentre ai produttori arriva solo una minima parte del prezzo finale. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire immediatamente per garantire un giusto prezzo al cibo, equo per chi compra e per chi produce. Far pagare i responsabili: “chi rompe paga. Vogliamo che a finanziare questa transizione verso un sistema agricolo più sostenibile non siano le nostre tasse ma siano, piuttosto, gli extra profitti dei reali responsabili della crisi attuale – la finanza, la GDO, i top manager delle multinazionali del cibo e l’industria del fossile”.

 



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