Case-ufficio a Cesa, la nuova operazione “acchiappa i voti e scappa” di Guida

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di Mario De Michele

È comprensibile la paura sempre più palpabile di perdere alle prossime comunali. Ci sta pure cercare di neutralizzare in anticipo un competitor forte come potrebbe essere l’ex sindaco Giuseppe Fiorillo. Va bene anche sfruttare al massimo una posizione di potere consolidata in quasi 10 anni di dominio, divenuto assoluto con l’ingresso in assise di una finta opposizione. Ma dimostrare di essere il “più grande” non solo mettendo ko l’avversario ma scegliendo anche il round è un po’ troppo. È roba da Muhammad Alì dei tempi d’oro. Con la differenza sostanziale che “The Greatest” vinceva sempre sul ring, mai a tavolino truccando il match. Enzo Guida e compagnia brutta invece usano ogni mezzo per restare inchiodati alle loro redditizie poltrone. La conferma arriva dalle grandi manovre, orchestrate in simbiosi con il sindaco da Mimmo Mangiacapra, nostalgico degli anni ’80, periodo storico-politico a trazione Dc-Psi, come ha lui stesso rimarcato nell’ultimo consiglio comunale. Il presidente dell’assise e delegato all’Urbanistica ha però dimenticato di sottolineare che lui è l’unico “sopravvissuto”, in stile Highlander, di quell’epoca. Un dinosauro della politica tuttora in auge nonostante siano trascorse diverse ere geologiche. Mangiacapra è come il bacio Perugina a San Valentino, come il presepe a Natale, come la gita fuori porta a Ferragosto. Una costante. Una figura rassicurante e inquietante allo stesso tempo. L’emblema gattopardesco del cambiare tutto per non cambiare nulla. Se Eraclito fosse stato contemporaneo del nostro “superstite” avrebbe riformulato la sua teoria filosofica del “tutto scorre” in “tutto scorre, tranne Mangiacapra”. Ma tant’è. Si potrebbe dire: “Lo avete voluto e ora ve lo tenete”.

Carlo Perfetto e Giusy Guarino

E così, a circa un anno dal ritorno alle urne, lui e Guida hanno già rimesso in piedi anzitempo la fruttuosa operazione “acchiappa i voti e scappa”. All’ultima tornata elettorale, quella del 2020, l’allora ricandidato sindaco ha battuto Ernesto Ferrante nella mattinata del 21 settembre. Mezza giornata decisiva come si evince dall’analisi dei flussi elettorali. Dalle 7 alle 14 andarono a votare in massa i residenti di “giù al ponte” Cesa-Sant’Antimo. Anche quella volta l’anello di congiunzione tra i due paesi fu Carlo Perfetto, originario della città a Nord di Napoli e marito di Giusy Guarino, rieletta in assise e rinominata vicesindaco. Che poi il “piano Perfetto” abbia incluso casualmente anche un posto fisso in un ente locale grazie a un concorso indetto dal comune di Cesa era scritto nel suo destino: “Nomen omen”, direbbero i Latini. Cosa spinse gli elettori di “giù al ponte” ad andare a votare? Al netto di altre dinamiche che nulla hanno a che vedere con la politica, sicuramente incise in modo determinante la promessa di Guida di sanare le case-ufficio. Promessa non mantenuta. Infatti nel redigendo Puc, poi approvato nel 2021, gli immobili ricadenti sulle zone D, destinate alle attività produttive, non furono riclassificati in zone di nuova espansione residenziale. Ora la storia si ripete. Con la consueta faccia tosta Guida e Mangiacapra, gli stessi che scientemente non vollero risolvere il problema, hanno riproposto la stessa promessa nel consiglio comunale del 7 febbraio: “Sarà possibile ottenere il cambio di destinazione d’uso da uffici a civili abitazioni”. Ma secondo voi, ci rivolgiamo in particolare ai residenti che giustamente chiedono da quasi 20 anni una reale risoluzione, un immobile che insiste su un’area urbanisticamente destinata agli insediamenti produttivi può beneficiare del cambio d’uso per civile abitazione? Ovviamente no. Vanno prima riclassificati i suoli, tramite una variante al Puc, e solo in una fase successiva gli uffici possono diventare case. Elementare, Watson! Insomma, la delibera di indirizzo approvata in assise è altro fumo negli occhi dei proprietari per fare di nuovo il pieno di voti. Se non è così rinnoviamo l’invito al responsabile del settore Urbanistica Giacomo Petrarca di rilasciare i permessi nel giro di 2-3 mesi.

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Alfonso Marrandino

Ma la paura di Fiorillo fa 90. E Guida e company stanno pigiando sul pedale della propaganda al punto da finire molto al di là del buio oltre la siepe, come scriverebbe Harper Lee. Per bocca dell’assessore Alfonso Marrandino si apprende dal sito ufficiale del comune che: “Sarà introdotta una modifica al regolamento Tari, con la possibilità di concedere una riduzione della fattura per quei nuclei familiari che hanno la residenza, e dunque vivono, in immobili che hanno destinazione commerciale. Pure in questo caso, in linea con l’indirizzo urbanistico già dettato di trasformare queste unità immobiliari in abitazioni residenziali, nell’attesa dell’avvenuta trasformazione, viene prevista questa ipotesi” (foto in basso). Lasciamo perdere i proclami sulla riduzione dei tributi che anche l’esattore delle tasse farebbe ai cittadini per incassare consensi. È un po’ come promettere che si farà “il bene del paese”. Avete mai sentito un candidato che promette di fare il “male del paese”? Oppure come lo slogan “siamo contro la camorra”. Nemmeno a Corleone si diceva “siamo a favore della mafia”. Soprassediamo sulla differenza tra il dire e il fare o sul concetto foucaultiano sulle parole e le cose, ma le promesse di Marrandino, perché di questo si tratta, di una promessa, appare come il richiamo della foresta a pessime pratiche pseudo-politiche purtroppo tutt’oggi ancora molto diffuse.

Cetto La Qualunque

C’è di peggio. A detta dell’esponente della giunta tale “indirizzo” per ridurre le imposte sarà portato al vaglio della seduta consiliare del 20 febbraio. Un “indirizzo bis” sulla scia di quello ratificato nell’assise precedente sui cambi di destinazione d’uso. In vista del voto, l’assise si sta trasformando sempre più nel Ministero della cultura popolare, meglio noto in anni bui come Minculpop. Prima il cambio d’uso, che non si potrà concedere, poi l’ipotesi di riduzione delle tasse, che non ci sarà perché si fonda su un presupposto inesistente. Ma perché si batte la lingua sul dente dolente delle case-ufficio? Mutuando Tolstoj potremmo dire che via via: “Tutto diventa chiaro”. Si palesa in modo cristallino la strategia elettoralistica di Guida, pienamente consapevole che nel centro storico Fiorillo, voluto bene da tutti, lo batte 80-20. Che fare? Non resta che rastrellare di tutto e di più nelle zone periferiche promettendo mari e monti. Per arginare la probabile emorragia di voti la fascia tricolore ha inaugurato la nuova edizione di “acchiappa i voti e scappa” puntando tutte le fiches sulla riconquista delle periferie. Già per due volte gli elettori di quelle aree sono caduti nel tranello. Non c’è due senza tre? Peggio per loro.

LA NOTA STAMPA DELL’AMMINISTRAZIONE GUIDA



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