Bene governo su Xylella. Ora sburocratizzare sistema ristori

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Con i 30 milioni di euro in più per il reimpianto di ulivi resistenti nelle aree colpite da Xylella fastidiosa sottospecie Pauca, si potrà sostenere la rigenerazione delle zone infette in Puglia che si stima sia ferma al 17% del patrimonio olivicolo gravemente compromesso. E’ Coldiretti Puglia a commentare positivamente il decreto del Masaf, come annunciato dal sottosegretario di Stato Giacomo La Pietra al confronto con Coldiretti a Bari ad Evolio che, come previsto nel DL Agricoltura, destina aiuti per il ripristino del potenziale produttivo attraverso il reimpianto di olivi resistenti o la riconversione verso altre colture ammesse. 

La Regione Puglia sarà l’ente responsabile dell’attuazione della misura, avvalendosi dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) per l’erogazione dei fondi. Il piano di sostegno prevede che le risorse siano destinate alle aziende agricole nelle zone infette, con l’esclusione delle aree soggette a misure di contenimento, con gli  aiuti concessi, fino a un massimo di 15.000 euro per ettaro, per interventi di reimpianto con cultivar resistenti o per la conversione a colture alternative individuate dal Comitato fitosanitario nazionale.

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“Ma serve anche il secondo piano per la rigenerazione delle aree colpite dalla Xylella fastidiosa in Puglia, perché sono 115mila gli ettari rimasti fuori dal primo piano di 300 milioni di euro, un impegno urgente da attuare con il coordinamento ed il sostegno alle attività di ricerca ed un pieno e consapevole coinvolgimento delle Istituzioni regionali, nazionali e dell’Europa sul problema Xylella”, insiste Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. . 

“La zona di contenimento si è allargata a nord – aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni – e il fronte della malattia è molto ampio, le ‘eradicazioni chirurgiche’ vanno attuate tempestivamente, ma soprattutto vanno attivate misure a beneficio di tutto il territorio colpito per espiantare tutti gli ulivi secchi che ancora incombono nelle campagne e finanziare misure per i reimpianti e la ripresa piena dell’attività olivicola e agricola in generale con la diversificazione, con la piena attuazione del primo piano di rigenerazione ed il finanziamento – attuando una piena sburocratizzazione delle misure – di un secondo piano perché le risorse a disposizione sono del tutto insufficienti”. 

Per aiutare le imprese olivicole del territorio così gravemente ferito è nato il polo antixylella costituito da Coldiretti, UNAPROL e CAI, per la ricostruzione della più grande fabbrica green del Sud Italia che accompagnerà le aziende olivicole nella realizzazione dei nuovi impianti con le varietà resistenti dalla Lecciana al Leccio del Corno, dal Leccino fino alla FS17 e a tutte le ulteriori varietà che saranno autorizzate, con una gestione olivicola al passo con i tempi, con mezzi e conoscenze tali da agire tempestivamente e efficacemente sul territorio. 

Per accelerare la ricostruzione, il polo specialistico – conclude Coldiretti Puglia – mette a disposizione la fornitura di piante di olivo resistenti certificate e di alta qualità, mezzi tecnici per la lavorazione del terreno e la gestione degli impianti, servizi di assistenza tecnica specializzata per la progettazione, la realizzazione e la gestione degli impianti, consulenza agronomica e fitopatologica, oltre al supporto ai finanziamenti pubblici e privati.

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Confagricoltura accoglie positivamente questo intervento, ma sottolinea la necessità di un confronto immediato tra istituzioni, associazioni di categoria e agricoltori per garantire che queste risorse vengano utilizzate nel modo più efficace possibile.
“La Xylella ha devastato il nostro patrimonio olivicolo e compromesso un settore fondamentale per l’economia pugliese. Tuttavia, non possiamo più permetterci ritardi o soluzioni parziali. È essenziale sedersi subito attorno a un tavolo e definire un piano chiaro, con procedure rapide e obiettivi concreti” – evidenzia Luca Lazzàro, presidente Confagricoltura Puglia. “Gli agricoltori hanno atteso fin troppo, ora serve un impegno forte per la ripartenza dell’olivicoltura, con varietà resistenti, innovazione e strategie di mercato adeguate.”
Confagricoltura ribadisce l’importanza di un’azione strutturata e coordinata: “La rigenerazione del paesaggio rurale pugliese deve essere una priorità, e il settore agricolo non può affrontare questa sfida da solo. I nostri nonni hanno piantato ulivi per noi, ora è nostro dovere piantarli per le generazioni future. La Xylella non ha vinto: la rinascita della nostra terra dipende dalle scelte che faremo oggi”.

“Apprendiamo con soddisfazione che il governo italiano ha definito i criteri e le modalità di attuazione delle misure di sostegno alle aziende agricole colpite pesantemente dalla diffusione del batterio Xylella fastidiosa, con uno stanziamento di 30 milioni di euro. Siamo di fronte a un passo molto importante, atteso da tempo dal comparto pugliese in sofferenza e che punta a supportare con concretezza la riconversione e il reimpianto di colture nelle zone danneggiate. Insomma un segnale davvero positivo, ma adesso è essenziale che queste risorse arrivino rapidamente alle imprese agricole. 

Più in generale, a giudizio di Confeuro, è necessario snellire il sistema nazionale dei ristori, eliminando lungaggini burocratiche che rischiano di vanificare l’efficacia di tali provvedimenti. Le aziende agricole infatti, in Puglia come nel resto del nostro Paese, stanno affrontando difficoltà crescenti tra crisi climatiche, costi di produzione in aumento e difficoltà di accesso al credito. Servono strumenti più rapidi e procedure semplificate per garantire che questi fondi possano realmente sostenere chi ne ha bisogno. Auspichiamo dunque che il governo si muova in questa direzione”. 

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Così, in una nota stampa, Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo.



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