Sulla Tartufaia più grande d’Europa abbiamo chiuso la nostra lunga inchiesta in attesa che le autorità giudiziarie chiamate in causa concludano le loro verifiche.
Nel frattempo ci ha incuriosito il viaggio della delegazione lucana guidata dall’assessore all’Agricoltura Carmine Cicala in visita all’azienda umbra Urbani Tartufi, nel luglio scorso. “È la dimostrazione di come una materia prima di grande pregio possa diventare il centro di un ecosistema economico e culturale molto più ampio, un modello particolarmente interessante per la Basilicata”. Lo dichiara l’assessore a margine della visita. Con lui in Umbria anche il Direttore generale del Dipartimento Politiche Agricole, Vittorio Restaino, al Direttore dell’Alsia, Michele Blasi.
E subito dopo non poteva mancare il solito annuncio stampa per rimarcare l’eroico impegno di tutta la delegazione:
«Conoscere da vicino un’azienda che dal 1852 ha costruito attorno al tartufo una storia di impresa, innovazione e presenza internazionale rappresenta un’occasione preziosa per la Basilicata. Ringrazio Urbani Tartufi per l’accoglienza e, soprattutto, per la disponibilità a condividere un patrimonio di conoscenze maturato in oltre centosettant’anni di attività. Un’apertura che può generare collaborazioni e nuove opportunità per l’intero sistema regionale».
Nel corso dell’Urbani Experience, la delegazione lucana ha approfondito l’intero modello della filiera: dalla cerca nei boschi con i cavatori alla tartuficoltura, dalla trasformazione alla commercializzazione, fino alle attività culturali, formative e turistiche sviluppate attraverso il Museo del Tartufo, l’Accademia e le esperienze gastronomiche legate al territorio.
Il confronto si inserisce nel percorso avviato dalla Regione Basilicata per costruire una filiera completa del tartufo, fondata sulla ricerca, sulla gestione sostenibile delle risorse forestali, sulla qualificazione del prodotto e sull’apertura ai mercati nazionali e internazionali.
Un tassello centrale è rappresentato dal riconoscimento della tartufaia controllata della Pineta Jonica del Metapontino, che interessa circa 143 ettari di terreni boscati di proprietà ALSIA nei territori di Pisticci e Scanzano Jonico e che, per estensione, costituisce la più grande tartufaia controllata d’Europa. Il progetto è il risultato del lavoro congiunto tra ALSIA, strutture regionali e sistema associativo e prevede interventi di gestione forestale, tutela ambientale e messa a dimora di nuove piante tartufigene.
Intanto, l’assessore non ha risposto a tutte le nostre domande sulle ombre e le anomalie che hanno caratterizzato tutto l’iter procedurale per il riconoscimento di quella famosa tartufaia di 143 ettari. Ma tant’è.
«L’esperienza e la disponibilità offerte da Urbani – spiega Cicala – rappresentano un contributo importante per il lavoro che stiamo portando avanti. Le conoscenze acquisite in oltre un secolo e mezzo di attività possono aiutarci a evitare improvvisazioni e a costruire più rapidamente una filiera solida e riconoscibile.
La collaborazione con Urbani Tartufi
Per quanto riusciamo a capire dalla Urbani Experience di Cicala e accompagnatori, all’orizzonte si profila una collaborazione sotto qualche forma più o meno importante con l’azienda umbra coinvolta nella famosa inchiesta “tartufo-gate”.
L’inchiesta della Procura di Perugia, aperta nel 2023, ha riguardato l’assegnazione di fondi regionali. Quasi la metà di 10,7 milioni di euro stanziati per la filiera del tartufo è andata alla Urbani Tartufi. L’amministratore delegato della Società era il marito dell’assessora regionale al Bilancio Paola Agabiti, mentre il figlio della presidente della Regione, Donatella Tesei, era stato assunto nell’azienda. L’inchiesta per abuso d’ufficio è stata poi archiviata per l’abolizione del reato. In sintesi: nel 2021 la Regione Umbria ha stanziato fondi per la filiera del tartufo arrivati a 10,7 milioni. La Urbani Tartufi ha ottenuto circa la metà di tali risorse tramite bando. L’azienda era guidata da Gianmarco Urbani, marito dell’assessora regionale Paola Agabiti. Nello stesso periodo il figlio della presidente della Regione Donatella Tesei è stato assunto dall’azienda. La Procura di Perugia ha indagato Tesei e Agabiti per abuso d’ufficio, ma il procedimento è stato archiviato a causa dell’abrogazione del reato.
Nel 2024, Luca Bertazzoni di Report, è alla presentazione, all’hotel Garden di Terni, della lista di candidati di Forza Italia al consiglio regionale a cui partecipa anche il capo degli azzurri e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il giornalista è al lavoro su quello che, nel tentativo di intervista alla presidente della Regione e ricandidata, Donatella Tesei, ha definito il «Tartufo gate», che poi è stato approfondito nella puntata di Report del 10 novembre 2024.
Leggiamo sulla testata Umbria24: “Il caso è quello dell’archiviazione per abrogazione del reato di abuso d’ufficio dell’inchiesta a carico di Tesei e dell’assessora Paola Agabiti sui fondi alla Urbani Tartufi, azienda di proprietà del marito di Agabiti e in cui lavora il figlio di Tesei. «Perché non si è astenuta quando avete votato i finanziamenti?» è la domanda di Report a cui Tesei si limita a replicare: «Non c’era motivo». Per i magistrati presidente dell’Umbria e assessora si sarebbero dovute astenere visti i legami di parentela
Sul «Tartufo gate» allora viene interpellato Tajani: «È stato archiviato». Quindi sull’abrogazione del reato, il ministro dice: «L’abuso d’ufficio è un reato che non sta né in cielo né in terra». Il giornalista allora tira in ballo una questione morale e incalza sull’opportunità di Tesei di astenersi sull’atto dei fondi Ue alla Urbani: «La morale non la fanno i giornali» replica Tajani.
E intanto, commentando il servizio stampa, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, alleato del centrodestra, scrive sui social: «Mandatelo da me quel giornalista, non ha mai vinto con me, lo conosco bene. Lavora per la sinistra».
L’inchiesta della Procura di Perugia è stata poi archiviata per l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio.
Ecco come funzionano le cose
Non vi è dubbio che la Urbani Tartufi sia tra le migliori aziende del settore in Italia (non l’unica però). Tuttavia ha il vantaggio di essere nelle grazie del centrodestra umbro. E quindi gli amici del centro destra lucano dove vanno a fare la visita con la prospettiva di una collaborazione? Alla Urbani Tartufi. Chissà se i dirigenti dell’azienda sanno che la Tartufaia di 143 ettari “riconosciuta” in Basilicata è finita in un ciclone di polemiche e di esposti al Tar e alla Procura. E chissà se Carmine Cicala sa dell’inchiesta della Procura di Perugia che ha coinvolto la sua amica Donatella Tesei e la sua ex collega Paola Agabiti. Inchiesta poi archiviata grazie all’abrogazione del reato di abuso d’ufficio fortemente voluta dalla sua superiora Giorgia Meloni. Cose che capitano.
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Redazione Basilicata24
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