San Marino scopre un amico commerciale in Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti inserisce il Titano nella fascia tarrifaria più bassa per i dazi. Per le esportazioni verso gli Stat Uniti vale l’imposizione minima del 10%.
San Marino
Sono decide le aziende nella piccola Repubblica autonoma a occuparsi di import-export. Nel 2023 hanno esportato negli Stati Uniti 36 milioni di euro direttamente e molte decine di milioni con filiere e clienti italiani ed europei. Secondo la Camera di Commercio di San Marino, tra le merci più esportate negli Usa troviamo macchine industriali, integratori, cosmetici, ceramiche, mobili e abbigliamento. Ora potranno sfruttare un vantaggio fiscale in più, soprattutto considerando che il surplus sarà la metà di quello della vicina Italia per uno stesso prodotto. William Vagnini, segretario generale dell’Associazione nazionale industria sammarinesi ha espresso la propria preoccupazione al Resto del Carlino: «Diverse imprese del nostro territorio hanno rapporti con gli Stati Uniti. Penso che le nostre aziende siano pronte ad organizzarsi, magari anche aumentando l’attenzione verso altri mercati».
Gli effetti della Ue
L’arrivo dei dazi al 20% per tutti i Paesi membri Ue, potrebbe avere delle conseguenze anche su San Marino. Vagnini spiega: «Questo potrebbe essere un ulteriore elemento negativo che si andrebbe ad aggiungere alle guerre in corso, ma anche l’inflazione potrebbe ricominciare a salire. Tutto questo potrebbe generare incertezza e anche una frenata nei consumi e uno stop agli investimenti che le imprese mettono in cantiere. Forse gli Stati Uniti potrebbero cambiare idea».
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