Dazi USA, l’allarme delle imprese artigiane sarde: “Subito un piano d’emergenza per l’export”


L’artigianato sardo lancia un appello alla Regione per affrontare le possibili conseguenze dei dazi americani. Lo fa con una riflessione preoccupata ma concreta: “Sostenere le imprese come per il Covid, la crisi energetica e i conflitti internazionali”, dichiara Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna.

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Secondo Confartigianato, i dazi imposti dagli Stati Uniti potrebbero generare effetti pesanti e prolungati sul sistema produttivo regionale. A preoccupare, però, è anche “l’effetto paura”, che potrebbe incidere negativamente sulle scelte dei consumatori, anche in Sardegna.

“Si rischia che ad avere le maggiori ricadute siano proprio le piccole imprese artigiane che negli ultimi anni si sono aperte con forza verso l’internazionalizzazione – afferma Meloni – ricordiamo come gli Usa siano stati negli ultimi anni un mercato di riferimento anche per attività produttive di limitate dimensioni ma produttrici di eccellenze, come alimentari, moda, legno, metalli, nautica, sughero”.

Il presidente invita gli artigiani “a rimboccarsi le maniche e a mantenere la calma”, ma chiede alla politica di fare la sua parte: “È necessario che la politica a tutti i livelli sostenga le imprese nell’ammortizzare eventuali, e non auspicabili, impatti negativi in termini di vendite”.

Meloni osserva che “il mondo economico come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 80 anni non esiste più” e invita le imprese a trovare nuovi mercati – come India, Asia e Sud America – e a investire su innovazione, brevetti e conoscenza, abbandonando la dipendenza da grandi gruppi esterni.

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I dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato parlano chiaro: tra settembre 2023 e settembre 2024 l’export della Sardegna verso gli Stati Uniti ha raggiunto i 492 milioni di euro. “Cagliari ha esportato per 344 milioni, il nord Sardegna per 98 milioni, Nuoro per 35, il Sud Sardegna per 8 e Oristano per 7”, si legge nel report. I settori più colpiti sono alimentari, tessile, legno, abbigliamento, mobili, ceramiche, macchinari e metalli.

“La nostra proposta – aggiunge Meloni – è che si attivi al più presto, insieme alle imprese, un piano d’emergenza export che possa fungere da coordinamento e da collettore d’idee per affrontare in modo compatto, unitario e congiunto una crisi che, purtroppo, è solo all’inizio”.

Confartigianato chiede anche di rendere la Sardegna più attrattiva, con servizi e infrastrutture adeguate: “Energia a basso costo, messa in sicurezza delle aree fragili, sostegno agli investimenti e semplificazione burocratica per liberare le aziende da incombenze che oggi le rallentano”.

Infine, l’appello all’Europa: “Se l’Europa non rilancia la domanda interna, le nostre imprese artigiane rischiano di pagare un prezzo altissimo – conclude Meloni – la politica dei dazi non paga per nessuno. Le sfide commerciali si vincono garantendo la libera circolazione delle merci. Occorre investire su export, formazione e strategie di internazionalizzazione per rafforzare la competitività. Le PMI devono adattarsi rapidamente, puntando su eccellenza e specializzazione, diversificando i mercati e cogliendo opportunità nei Paesi emergenti”.






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