Ottant’anni di Confartigianato tra tradizione, innovazione ed il timore per i dazi americani


Gli artigiani del Friuli saranno «protagonisti del futuro», fedeli custodi e interpreti della «cultura materiale artigiana e della creatività che ne è all’origine». Una scommessa che affrontano confermando lo spirito unitario con cui 80 anni fa, prima ancora che nascesse la Costituzione, crearono l’Unione artigiani del Friuli, oggi Confartigianato Udine e Confartigianato Pordenone.

Sono questi gli obiettivi messi a fuoco all’unisono oggi, 23 marzo 2025, dal presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e Confartigianato Pordenone Silvano Pascolo a Codroipo, in occasione dell’apertura dell’80esimo della fondazione dell’associazione di categoria e della festa, per la prima volta celebrata insieme, della Giornata della Cultura Artigiana in concomitanza con la ricorrenza di San Giuseppe Artigiano. In un teatro gremito, a festeggiare la ricorrenza con gli artigiani pordenonesi e udinesi c’erano il sindaco di Codroipo, Guido Nardini, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone Udine, Giovanni Da Pozzo, l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, il viceministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Vannia Gava. In video collegamento è intervenuto il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli. Presenti anche il vicepresidente vicario di Confartigianato Imprese Fvg, Lino Calcina e Paolo Bressan, presidente della Zona Friuli occidentale Confartigianato-Imprese Udine. Premiato il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, nato artigiano e oggi alla guida di Pmp, azienda internazionale.

Nei loro interventi, Tilatti e Pascolo hanno ripercorso con accenti diversi le tappe fondamentali e caratterizzati i primi 80 anni di Confartigianato, entrando quindi nelle sfide del presente e negli impegni che attendono l’artigiano del futuro.

Microcredito

per le aziende

 

La storia

Tilatti ha ricordato, tra l’altro, l’impegno artigiano per iniziative che sono state dirimenti per tutto il territorio friulano e il suo sviluppo: la creazione dell’Esa, grazie all’interlocuzione con la neonata Regione, che nel 1976 permise di mettere subito a terra l’imperativo «prima le fabbriche e poi le case» e supportò la nascita delle zone artigianali; la nascita del Congafi, oggi Confidi Fvg, nel 1979, e nel 2022 l’impegno per giungere al Testo unico regionale dell’artigianato, una legge regionale allora all’avanguardia. Pascolo ha ricordato quel 24 agosto del 1945, quando, in territori martoriati dalla guerra, è nata Confartigianato, «nella consapevolezza che, messi a tacere i fucili, ocorreva rimboccarsi le maniche per ripartire. In quel contesto – ha aggiunto – era chiara la necessità di fare rete, di essere un sistema, per far sentire la propria voce».

Le criticità

L’artigianato, hanno sottolineato in vari modi Pascolo e Tilatti, è stato, è e sarà un «formidabile motore economico, una fucina di talenti, l’habitat ideale per sperimentare l’imprenditoria e formare imprenditori». Tuttavia, hanno detto i presidenti, non si può non rilevare come nel Paese permanga una certa cultura anti-impresa che rende arduo l’intraprendere. Per questo, entrambi i presidenti si sono rivolti alle istituzioni presenti chiedendo interventi che rivedano la cavillosità della burocrazia e i meccanismi complessi e farraginosi che ancora presenta. Auspicando la continuazione della collaborazione fattiva che c’è stata e che c’è con Regione e Camera di Commercio, Tilatti ha chiesto al Governo, attraverso il Parlamento, di aggiornare dal punto di vista normativo la definizione dell’impresa e dell’imprenditore artigiano per adeguarla ai tempi: non più una dimensione legata ai numeri dell’azienda, ma al valore caratteristico e identitario dell’artigiano.

Affrontato anche il tema dell’immigrazione, esprimendo «la necessità di collaborare con i soggetti che già oggi operano per un’immigrazione programmata e, soprattutto, formata».

Un’attenzione particolare Tilatti e Pascolo l’hanno posta al rapporto con le ultime frontiere della tecnologia. «La digitalizzazione dei processi nelle realtà micro, l’utilizzo di tutta la tecnologia presente in ogni settore devono far parte della mentalità di ogni nostra azienda, indipendentemente dal comparto», ha detto Tilatti, che ha anche sottolineato la necessità «di accrescere il valore del proprio prodotto attraverso i servizi connessi», in una fase di spiccata terziarizzazione dell’economia. Pascolo si è focalizzato sull’Ai, considerandola «un attore fondamentale. L’intelligenza artificiale con l’intelligenza artigiana saprà renderci più forti».

«Sempre più uniti e coesi, consapevoli che sono queste le caratteristiche fondamentali per rendere forte la voce di rappresentanza», ha concluso il presidente Tilatti, che ha espresso anche timore per le conseguenze degli eventuali dazi che saranno varati dagli Usa.

I numeri

A fine 2024 erano 20.690 le imprese artigiane registrate nel territorio di competenza della Cciaa di Pordenone-Udine, di cui 20.622 (il 99,7%) quelle attive: 7.433 a Pordenone, 13.257 a Udine. Tra le imprese artigiane attive in tutto il Fvg (27.657), tre su quattro, cioè il 74,6%, hanno sede nelle province di Pordenone e Udine. Il peso dell’artigianato è pari al 32% delle imprese attive totali e sale al 38,4% considerando solo le aziende extra-agricole. Gli artigiani in questo caso, cioè, sono 4 su 10. A fine 2024 gli addetti nelle imprese artigiane del Friuli erano 50.479, il 12,2% degli addetti di tutto il Friuli. Il valore aggiunto prodotto dal mondo artigiano di Udine e Pordenone insieme è di 2,255 miliardi, il 9% del valore aggiunto complessivo prodotto nei due territori. Restando entro i confini del mondo artigiano, Ud e Pn contano il 74,6% delle aziende artigiane Fvg, il 77% dei dipendenti e producono il 78,7% del valore aggiunto del mondo artigiano regionale. Gli stock di imprese artigiane attive a fine 2024 in Fvg: 9,7% giovanili; 19,6% femminili; 20,2% gestite da nati all’estero. Il fatturato delle imprese artigiane Fvg nel 2024 ha chiuso con un +2,4%, di cui +0,2% fatturato export e +2,7% fatturato mercato interno.

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