“Negli alloggi occupati scoperti allacci abusivi, non escludiamo modifiche strutturali”. Il presidente dell’Ater Diego Bacchiocchi descrive le condizioni dei cinque appartamenti popolari sgomberati a San Faustino. Un’operazione attesa da tempo quella condotta ieri mattina, 27 febbraio, dalle forze dell’ordine su disposizione della prefettura di Viterbo.
Le condizioni degli alloggi
“Liberate le abitazioni – riepiloga Bacchiocchi – sono state cambiate le serrature e gli ingressi chiusi con pannelli di legno, per evitare nuove occupazioni. Ora gli alloggi, compromessi da anni di occupazione abusiva, necessitano di interventi strutturali e di manutenzione ordinaria. La priorità è ripristinare le condizioni di abitabilità prima di riconsegnarli al Comune per l’assegnazione agli aventi diritto. Durante lo sgombero non abbiamo potuto effettuare controlli approfonditi, ma nei prossimi giorni verificheremo la situazione tecnica ed economica per quantificare i lavori e reperire i fondi necessari”.
Quali saranno, però, i primi interventi? “Sicuramente la ritinteggiatura, la sistemazione degli infissi, la rimozione di mobili e detriti, oltre alla pulizia e disinfezione degli ambienti – spiega Bacchiocchi -. Particolare attenzione sarà rivolta alla messa a norma degli impianti, poiché durante l’operazione sono stati scoperti allacci abusivi di elettricità e gas”. Per questo sono scattate due denunce. “Non si escludono – prosegue Bacchiocchi – modifiche strutturali, ma saranno necessarie verifiche più approfondite per accertare eventuali cambiamenti apportati agli spazi interni senza autorizzazione”.
Sgomberate 17 persone
Lo sgombero ha coinvolto 17 persone. Quattro i minori, che sono stati presi in carico dai servizi sociali. Le cinque famiglie che occupavano gli appartamenti hanno ricevuto assistenza per trovare una sistemazione alternativa. Tre sono state temporaneamente trasferite in una struttura geriatrica lungo la Teverina, mentre un’altra ha trovato accoglienza da parenti. Un 27enne, che durante il blitz ha dato in escandescenza e opposto resistenza alla polizia, è stato arrestato e portato in questura. Gli animali domestici trovati negli appartamenti, tra cui cani, gatti e pesci, sono stati affidati ai servizi veterinari della Asl.
Tra lacrime e minacce
L’intervento, iniziato alle 7 del mattino tra via Santa Rita e via Egidio da Viterbo, ha visto l’impiego di polizia di stato e locale, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco e personale sanitario. Inizialmente tutto ha proceduto senza intoppi: gli occupanti, seppur tra lacrime e rassegnazione, hanno raccolto i propri effetti personali e lasciato le abitazioni. Nelle ultime fasi dello sgombero, però, la situazione è degenerata.
Intorno alle 9 un 27enne di origini dominicane ha dato in escandescenza lanciando e rompendo con un martello oggetti all’interno dell’appartamento al terzo piano, dalla cui finestra ha tentato di buttarsi nel vuoto. Ha evitato il peggio l’intervento degli agenti della polizia, minacciati e feriti con un coltello. Il giovane è poi stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Una donna, esasperata e arrabbiata, ha inveito contro le forze dell’ordine: “Fate schifo, dovete morire”. Tra le urla e il frastuono, un clima di agitazione e tensione che ha reso ancora più evidente la complessità della situazione, che le forze dell’ordine hanno comunque gestito con umanità e professionalità.
Le reazioni
L’Ater spera che lo sgombero di ieri sia solo il primo passo verso un’azione più ampia. “Sono partiti da questi cinque alloggi – spiega il presidente Bacchiocchi – perché sono stati quelli attenzionati dal prefetto e dalla sindaca. Ma ce ne sono tanti altri occupati abusivamente e per cui i decreti di rilascio ci sono tutti. Quindi, se vogliono, sarebbe auspicabile che l’operazione vada avanti. Purtroppo non dipende da noi, che predisponiamo solo le carte”.
La reazione dei residenti al blitz. “Era necessario – commenta una donna -. Hanno dato una bella ripulita, anche perché qui ci sono persone, soprattutto anziani, che hanno addirittura paura di uscire di casa”. Un commerciante aggiunge: “Lavoro e vivo a San Faustino e un po’ di preoccupazione c’è nel quartiere. Speriamo che con questa operazione la situazione sia più tranquilla e la gente che abita e lavora qui ora stia meglio”.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link