Il consigliere della Lega Simone Perron; alla sua sinistra il collega Luca Distort
Legge sulla valorizzazione degli artisti; l’assessore furioso: «ma quale amici degli amici, solo meritocrazia e trasparenza».
Con 9 voti favorevoli, 12 astenuti e 14 voti contrari, non passa la proposta di legge per la valorizzazione degli artisti in Valle d’Aosta promossa dalla Lega Vallée d’Aoste, primo firmatario il consigliere Simone Perron, già bocciata in Commissione e al Cpel.
Due ore di dibattito in Consiglio
Due ore di dibattito e toni accesi soprattutto quando il consigliere di Forza Italia Mauro Baccega ha parlato di opportunità artistiche offerte «agli amici degli amici».
L’assessore ai Beni e Attività Culturali Jean-Pierre Guichardaz risponde al j’accuse del consigliere Baccega
L’assessore ai Beni e Attività Culturali Jean-Pierre Guichardaz ha contestato le parole del consigliere Baccega riferendo «che le call rivolte agli artisti hanno avuto 75 risposte e non le ho certo selezionate io e probabilmente io l’ho saputo dopo gli artisti stessi.
Voi proponete una norma conservatrice che va contro ogni criterio di equità e trasparenza».
Perron: «Finalmente una risposta di sinistra»
Anche il consigliere Perron ha punzecchiato l’assessore Guichardaz tacciandolo di aver dato «finalmente, una risposta di sinistra, quindi ideologica.
La sua risposta fa acqua da tutte le parti, cerca obiezioni che mi sembrano le stesse del sindaco Nuti che non è venuto in audizione perchè impegnato a chiudere qualche parcheggio» è la stoccata di Perron.
Gli emendamenti di Forza Italia
Il consigliere di Forza Italia Mauro Baccega
La lunga discussione si era aperta con la proposta di due emendamenti illustrati dal consigliere di Forza Italia Mauro Baccega: inserire tra le discipline artistiche i servizi di grafica e i servizi a essa connessi legati all’arte moderna e istituire sottosezioni nell’istituendo Albo degli artisti dedicato a fotografia, scrittura ecc…
«Diamo una risposta significativa a un mondo vivo e creativo che può impreziosire la nostra cultura» ha commentato Baccega.
Promuovere gli artisti come persone
Nella sua presentazione, il consigliere Simone Perron ha sottolineato «l’intenzione di promuovere gli artisti come persone» ribadendo come «questa legge pionieristica potrebbe sostituire un atteggiamento arbitrario dell’assessore, consentendo un autentico sostegno alle tante espressioni artistiche».
Perron ha messo in guardia dall’avvento dell’intelligenza artificiale «con il quale il settore dei grafici sarà completamente tagliato fuori.
Ecco una legge è utile anche a proteggere settori ad altissimo rischio e credo che il legislatore debba provare a mettere degli argini.
I 10 articoli della legge
Perron ha illustrato i 10 articoli della legge, oltre alla dotazione finanziaria di 200 mila euro per il triennio.
La norma prevede l’istituzione di un albo suddiviso in sotto sezioni al quale iscriversi entro il 30 settembre «e chiunque può iscriversi anche se canta in arabo e lo dico da leghista – ha precisato Perron – avendo diritto a prendere gli stessi contributi di chi canta in italiano, francese o patois».
Il consigliere della Lega ha poi parlato della costituzione di una Consulta e dei contributi fino all’80% delle spese di trasferta o anche per corsi di formazione e perfezionamento. Anche se con l’esternalizzazione della Saison questo comma è un po’ superato, deve essere rispettato il principio della rotazione, per dare spazio a tutti».
Il no dei sindaci alla proposta di legge
Perron ha criticato il no giunto dai sindaci di alcuni Comuni e ha invece citato alcune associazioni che hanno dato il loro parere favorevole come l’Associazione Artisti Valdostani, il Circolo del Cardo, Patoué eun mezeucca e altre.
«Portiamo sul tavolo qualcosa di rivoluzionario» ha concluso Perron.
La riflessione del consigliere Distort: mecenatismo virtuoso e mecenatismo clientelare
Il consigliere della Lega Luca Distort ha citato Tommaso d’Aquino e ha poi offerto una riflessione sul mecenatismo positivo, «da non confondere con il mecenatismo clientelare.
Ecco oggi voi vi giocate la possibilità di votare una legge proposta dalla minoranza, nella quale io credo profondamente.
Non è consono a questa Aula ma sarebbe l’occasione per stappare una bottiglia di Champagne.
«Vedo questa legge come un’opportunità per sconfiggere il mecenatismo clientelare che strumentalizza l’arte, per codificare un qualcosa di quasi ingovernabile come l’arte, per non lasciare indietro il mecenatismo virtuoso e l’espressione della grande arte» ha concluso Distort.
L’assessore: proposta di legge contraddittoria
Secondo l’assessore ai Beni e Attività Culturali, il disegno di legge è totalmente contraddittorio.
«Volete introdurre criteri di selezione mentre invocate trasparenza e meritocrazia. Volete liberare gli artisti da gruppi e associazioni e poi però li volete vincolare all’iscrizione a un Albo.
Invocate il pluralismo culturale ma introdurreste un meccanismo di certificazione burocratica che stabilisce chi è meritevole e chi no, chi è artista e chi resta esclusa.
Se davvero vogliamo fornire strumenti di crescita, sicuramente non dobbiamo farlo attraverso un sistema di certificazione amministrativa» ha commentato l’assessore Guichardaz.
Verso il Testo Unico della Cultura
L’assessore ha illustrato «il solido impianto normativo a sostegno della cultura, rafforzato dalla legge 1/2025» e ha precisato come «nel Defr sia inserito un Piano strategico della Cultura che guarda alle politiche culturali a lungo termine per arrivare a un Testo Unico della Cultura» ha precisato Guichardaz.
L’assessore ha parlato del sostegno a Fondazioni e istituzioni, dei contributi a compagnie, cori ecc… e alle call per gli artisti, «tutto questo per un sistema di sostegno alla cultura moderno, trasparente ed efficace».
Guichardaz si è detto sorpreso della proposta definita «innovativa».
«L’albo degli artisti si configura come un filtro arbitrario tra artisti riconosciuti e non riconosciuti che niente ha a che vedere con il merito della proposta culturale – ha detto l’assessore -. L’arte non si certifica con l’iscrizione a un registro.
Mi sorprende anche che alcuni artisti che hanno sempre rivendicato indipendenza artistica non abbiano espresso preoccupazione per una proposta di controllo degli artisti» ha punzecchiato Guichardaz.
Ancora più grave secondo l’assessore, l’idea di una Consulta degli artisti «che avrebbe il potere di fare proposte e trasformarla in un organo di selezione decidendo chi è meritevole di sostegno economico e quale no.
Non si corre forse il rischio di creare una struttura che finisce per essere condizionata da logiche di appartenenza e non per il merito cioè al contrario di ciò che dite voler fare?» si è chiesto Guichardaz.
Noi continuiamo con un sistema che premia qualità e progettualità con regole e procedure di scelta delle proposte artistiche e di contribuzione oggettive.
La Regione continuerà a sostenere la cultura con criteri meritocratici, etici e inclusivi, senza meccanismi burocratici e di certificazione che limitano l’attività artistica e certo non la incentivano» ha concluso l’assessore.
Risposta politica, male le argomentazioni
Telegrafica la replica del consigliere Perron: «assessore bene la risposta politica, ma male le argomentazioni. Le sue obiezioni sono queste? Questa è una legge pionieristica che non ha a che fare con il clientelismo» ha concluso ringraziando i colleghi di partito, l’ufficio legislativo per il sostegno e i colleghi di Forza Italia.
«L’ennesima occasione persa» secondo il consigliere della Lega Paolo Sammaritani che ha ribadito come la proposta di legge sia stata avanzata per «dare un ordine e per garantire trasparenza».
Criticando la mancata difesa del patois, il consigliere di Rassemblement Valdôtain Diego Lucianaz ha comunicato il proprio voto di astensione, complimentandosi però con il consigliere Perron «per aver difeso la sua iniziativa ben argomentandola e dando vita a un dibattito serio».
(cinzia timpano)
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