Uno strumento fondamentale per sostenere microimprese (che rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo nazionale), lavoratori autonomi e famiglia in difficoltà economica che però va ulteriormente sviluppato, soprattutto attraverso un processo ampio di educazione finanziaria delle persone.
È quanto emerge dall’analisi del Rapporto “Inclusione finanziaria e microcredito. Per un nuovo dialogo con i territori” curato da Gruppo Banca Etica, c.borgomeo&co. e Rete Italiana di Microfinanza e Inclusione Finanziaria con il contributo di Etica Sgr, Microcredito d’Impresa, Permicro e il sostegno di Coopfin, Fondazione Mons. Vito De Grisantis, Fondazione Antiusura Nashak (qui la pagina per scaricare abstract e rapporto completo).
La ricerca, dettagliata con un dossier di oltre 70 pagine, aggiorna l’analisi sulle sfide e i principali problemi che interessano l’inclusione finanziaria in Italia in base ai dati contenuti nel VI Rapporto sull’inclusione finanziaria e il XVIII Rapporto sul microcredito in Italia.
Nel 2023 in Italia sono stati concessi 17.785 prestiti, per un totale di 298 milioni di euro. L’importo medio è stato di 26.018 euro per il microcredito produttivo e 4.971 euro per quello sociale. La durata massima arriva fino a 10 anni per il microcredito imprenditoriale e 5 anni per il sociale. A differenza dei prestiti bancari, non richiede garanzie reali ed è spesso accompagnato da servizi di formazione e consulenza.
Questo il quadro quantitativo generale all’interno del quale sono contenuti molteplici aspetti interessanti, tra questi:
CALANO I NON BANCARIZZATI MA RESTANO FORTI DIFFERENZE TERRITORIALI
Seicentomila nuclei familiari – circa il 3% del totale corrispondente a oltre 1,3 milioni di persone – non possiede in Italia non possiede alcuno strumento bancario sia esso conto corrente, conto deposito o conto postale. Una massa di persone escluse finanziariamente già fragili e rese così ulteriormente vulnerabili. Il dato è migliore rispetto alla precedente rilevazione del 2020: in tre anni circa mezzo milione di famiglie si è dotato di strumenti bancari.
Un buon risultato anche se permangono notevoli problemi, in primis la maggior debolezza di alcune aree: il 72% delle famiglie non bancarizzate è concentrato infatti nel Sud e nelle Isole. Ancora, il microcredito è sempre più diffuso ma anche quest’innegabile positività si scontra con il dato territoriale: il 53% delle richieste di finanziamento viene dal Nord, solo il 28% da Sud e Isole.
LE REGIONI CON IL MAGGIOR NUMERO DI FINANZIAMENTI EROGATI
Per quanto attiene le regioni con il maggior numero di finanziamenti erogati che sono nell’ordine:
- Veneto: 9.193 prestiti per 128,37 milioni di euro
- Calabria: 7.756 prestiti per 173,10 milioni di euro
- Campania: 6.588 prestiti per 125,37 milioni di euro
- Abruzzo: 6.333 prestiti per 98,01 milioni di euro
- Liguria: 6.530 prestiti per 33,78 milioni di euro
- Lombardia: 5.276 prestiti per 38,77 milioni di euro
LA SARDEGNA E IL MICROCREDITO
Relativamente alla nostra regione, stando al rapporto, in Sardegna nel 2023 sono stati concessi 326 prestiti, per un totale di 10,64 milioni di euro, con un importo medio di 32.638 euro.
L’IDENTIKIT DI CHI RICORRE AL MICROCREDITO
Il microcredito aiuta soprattutto chi ha difficoltà a ottenere finanziamenti tradizionali. Il 43% dei beneficiari ha meno di 30 anni, il 42% sono donne, mentre i migranti, nonostante il bisogno di supporto finanziario, rappresentano solo il 7% dei beneficiari del microcredito produttivo e il 34% di quello sociale.
Relativamente alla vulnerabilità femminile, due dati aiutano a contestualizzare tale condizione: il 37% delle donne italiane non ha un conto in banca e sono appena 95 miliardi di euro di crediti concessi a donne sui 474 erogati dalle banche alle persone fisiche nel 2023 (FABI). Marginalità acuita dalla ridotta partecipazione femminile al mercato del lavoro: appena il 56,2% in Italia a fronte del 70,2% dell’UE.
UN FENOMENO IN CRESCITA: IL MICROCREDITO RISERVATO AGLI STUDENTI
Un particolare dato da osservare è la crescita dei micro crediti agli studenti, che rappresenta circa il 46% dei micro crediti erogati nel 2023. Un fenomeno senz’altro da monitorare in prospettiva. I dati riportati nella ricerca fotografano il settore prima dell’entrata in vigore della nuova normativa (gennaio 2024).
IL PROBLEMA IRRISOLTO: LA DEBOLEZZA DEL MICROCREDITO SOCIALE
Sottolineati i progressi e le lacune, il rapporto evidenzia la lacuna maggiore a seguito della riforma sul settore intervenuta nel 2024 e che ha trascurato il microcredito sociale. «Il decreto – si legge – affronta esclusivamente il microcredito imprenditoriale, trascurando del tutto il microcredito sociale, nonostante la crescente domanda di strumenti capaci di contrastare fenomeni come l’esclusione finanziaria e il sovraindebitamento. Questa lacuna è particolarmente grave nel contesto socioeconomico italiano, che vede cinque milioni di famiglie (dato Istat) in grave situazione di disagio economico e prive di accesso a strumenti di pagamento formali, un problema che alimenta usura e criminalità finanziaria, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno».
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