Il Messico ha estradato negli Stati Uniti diversi importanti narcotrafficanti

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito

Finanziamenti e agevolazioni

Agricoltura

 


Caricamento player

Giovedì il governo messicano ha estradato negli Stati Uniti 29 narcotrafficanti ricercati per crimini che vanno dall’omicidio al traffico internazionale di droga. Tra loro c’è Rafael Caro Quintero, uno dei narcotrafficanti più famosi della storia recente, che da circa 40 anni era in cima alla lista delle persone più ricercate dalle autorità statunitensi con una taglia da 20 milioni di dollari, la più alta in assoluto.

Quella di giovedì è la più grossa estradizione di narcotrafficanti verso gli Stati Uniti mai fatta dal Messico. È anche un tentativo del governo della presidente messicana Claudia Sheinbaum di mostrarsi collaborativo con gli Stati Uniti in un momento in cui il presidente Donald Trump sta nuovamente minacciando di imporre sanzioni del 25 per cento su tutti i prodotti messicani, anche a causa di quelle che Trump definisce la mancanze del Messico in tema di lotta al narcotraffico.

Prestito condominio

per lavori di ristrutturazione

 

Secondo quanto detto dalla procuratrice generale statunitense Pam Bondi, alcuni dei criminali estradati potrebbero rischiare ora la pena di morte, che non è prevista in Messico.

L’estradizione di Rafael Caro Quintero, che ha 72 anni, è ritenuta straordinaria: «Questo è un momento incredibilmente importante che segna un punto di svolta», ha detto al New York Times Ray Donovan, ex capo delle operazioni della DEA (Drug Enforcement Administration, l’agenzia antidroga americana). Caro Quintero fu uno dei fondatori del cosiddetto cartello di Guadalajara, l’organizzazione criminale che negli anni Ottanta creò il moderno traffico internazionale di droga. Nel 1985 rapì, torturò e uccise Enrique “Kiki” Camarena, un agente statunitense della DEA che stava indagando sotto copertura sulle attività criminali del cartello, e un suo collaboratore messicano.

– Ascolta anche: Una puntata di Globo sui narcos messicani

L’uccisione di Enrique Camarena è ritenuta uno dei momenti più importanti della storia recente del narcotraffico, perché segnò il coinvolgimento massiccio degli Stati Uniti in quella che nei decenni successivi sarebbe diventata la “guerra al narcotraffico”. In risposta all’omicidio di Camarena, gli Stati Uniti avviarono una grossa operazione antidroga in Messico, a cui ne seguirono molte altre, via via più ampie e militarizzate.

Truppe messicane durante un’operazione antidroga nel 2019 (AP Photo/Augusto Zurita)

Caro Quintero fu arrestato pochi mesi dopo l’omicidio e condannato a 40 anni di prigione, che al tempo era la pena massima in Messico. Nel 2013, dopo aver scontato 28 anni, fu rilasciato per un vizio di forma, e ri-arrestato soltanto nel 2022. Durante gli anni di latitanza diede interviste ad alcuni media in cui sostenne di non avere più niente a che fare con il traffico della droga.

Secondo gli investigatori messicani e statunitensi, però, negli ultimi anni Caro Quintero fu uno dei leader del cartello di Caborca, un’organizzazione criminale regionale specializzata, tra le altre cose, nel traffico dell’oppioide fentanyl.

Cessione crediti fiscali

procedure celeri

 

Tra i 29 narcotrafficanti estradati ci sono altri nomi importanti. Tra questi Miguel Ángel Treviño Morales, capo del cartello degli Zetas, e suo fratello Omar Treviño Morales. Gli Zetas sono uno dei cartelli criminali più violenti e pericolosi, formato da ex membri d’élite dell’esercito messicano che disertarono e si unirono ai narcos. Miguel Ángel Treviño Morales divenne noto per i metodi estremamente cruenti con cui torturava e uccideva i suoi nemici e prigionieri. Fu arrestato in Messico nel 2013.

Un altro nome noto è quello di Vicente Carrillo Fuentes, ex capo del cartello di Juárez. Vicente divenne capo del cartello dopo la morte di suo fratello, Amado Carrillo Fuentes, che era chiamato “El señor de los cielos” perché fu il primo a usare una flotta di aerei privati per il traffico della droga. Amado morì – secondo la versione più accreditata – durante un’operazione di chirurgia plastica con cui aveva cercato di cambiare i lineamenti del proprio volto.

L’estradizione di questi narcotrafficanti è avvenuta mentre vari funzionari del governo messicano si trovavano a Washington per discutere di sicurezza con il segretario di Stato americano Marco Rubio. La decisione è di fatto un segnale di buona volontà da parte del Messico, che vuole mostrare di essere pronto a collaborare con gli Stati Uniti nel contrasto ai traffici di droga. I rapporti tra i due paesi in questo campo in realtà sono sempre stati molto forti: quasi tutti i governi messicani hanno consentito enorme margine di manovra alle operazioni antidroga statunitensi sul loro territorio.

Ma Trump da anni accusa il Messico di non fare abbastanza soprattutto contro il traffico di fentanyl, ignorando che la situazione è estremamente complicata e le responsabilità sono condivise: al traffico di droga da sud verso nord corrisponde un traffico di armi da nord verso sud, che ha consentito ai narcos di diventare militarmente potenti.

Nel primo giorno del suo secondo mandato, Trump ha firmato un ordine esecutivo in cui ha designato i cartelli del narcotraffico come «organizzazioni terroristiche globali», e ha continuato a fare pressioni sul Messico per azioni più decise. Non è chiaro se l’estradizione basterà ad accontentarlo: ancora ieri ha detto che i dazi sulle merci messicane e canadesi entreranno in vigore tra pochi giorni.

Prestito condominio

per lavori di ristrutturazione

 



Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Contributi e agevolazioni

per le imprese

 

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link