I titoli del giorno a Piazza Affari: Pirelli corre, giù Ferrari e Prysmian

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Seduta in flessione per le principali Borse europee, con il mercato che guarda alla trimestrale di Nvidia ma anche agli ultimi annunci di Donald Trump. Anche Piazza Affari frena, con l’indice Ftse Mib che cede circa l’1,10% a 38.792,39 punti, dopo i recenti rialzi che l’hanno portato ieri a infrangere la soglia psicologica dei 39mila punti.

A Piazza Affari si guarda alla stagione delle trimestrali, con diverse big del Ftse Mib che hanno annunciato i conti 2024. A cominciare da Pirelli in vetta dopo i conti e la conferma dei target. Debole, invece, Prysmian dopo i risultati e la guidance conservativa ed Eni dopo i conti sotto le attese e in attesa dell’aggiornamento degli obiettivi strategici nel pomeriggio.

Nelle retrovie anche Ferrari che sconta l’operazione di cessione del 4% da parte di Exor.

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Pirelli avanza con trimestrale oltre attese

Pirelli è la migliore del Ftse Mib nel giorno della trimestrale superiore alle stime, con il titolo che avanza di quasi il 5%. I conti mostrano un fatturato di 1,59 miliardi di euro, con un incremento del 6,6% rispetto all’anno precedente, oltre la previsione di 1,53 miliardi del consensus di Bloomberg. L’Ebitda rettificato si è attestato a 362,5 milioni, rispetto alla stima di 349 milioni, mentre l’utile netto ha raggiunto i 145,7 milioni, ben oltre la previsione di 108 milioni.

Nel commento ai risultati, Pirelli ha confermato gli obiettivi previsti nel piano industriale per il 2025, nonostante l’evoluzione del contesto globale e i rischi geopolitici legati alle incertezze commerciali e all’introduzione di possibili tariffe da parte degli Stati Uniti. L’azienda ha inoltre dichiarato di essere al lavoro su un piano per mitigare l’impatto di eventuali tariffe USA, con l’obiettivo di garantire la generazione di cassa e gli obiettivi di riduzione del debito, nonché il mantenimento delle stime più basse per l’Ebit rettificato.

“Il contesto globale per il 2025 si sta evolvendo continuamente e si caratterizza per un rischio crescente a livello geopolitico a causa delle incertezze commerciali legate alla potenziale introduzione di tariffe, con il suo conseguente impatto sulla crescita economica, l’inflazione e il consumo”, ha dichiarato l’azienda. “Gli obiettivi non includono l’impatto di eventuali tariffe USA, considerando l’incertezza attorno a queste misure e al loro tempismo. Pirelli – nell’evento che le tariffe vengano introdotte – sta definendo un piano di mitigazione con l’obiettivo di garantire i target del piano per la generazione di cassa e la riduzione del debito e il limite inferiore della guida per l’ebit rettificato”, ha aggiunto.

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Prysmian sbanda nel giorno dei conti

Il mercato storce il naso di fronte ai conti e alla guidance di Prysmian, con il titolo che crolla del 7%. E questo nonostante i solidi e migliori delle attese risultati per il 2024 che vedono l’utile netto attestarsi a 748 milioni di euro contro i 547 milioni di un anno fa e i ricavi di gruppo oltre 17 miliardi. In termini di Ebitda adjusted l’aumento è stato del 18,4% raggiungendo 1.927 milioni. Inoltre, sulla base dei risultati dell’esercizio 2024, il board proporrà alla prossima assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo unitario di euro 0,80 euro per azione (+14,3% rispetto a 0,70 euro distribuiti lo scorso anno).

Prysmian ha poi annunciato di avere stabilito la guidance per il 2025 sulla base del suo track-record di successo, e i solidi trend di mercato in elettrificazione, nella transizione energetica e nella digitalizzazione, con un Ebitda rettificato compreso nell’intervallo di 2.250-2.350 milioni; Free cash flow compreso tra 950-1.050 milioni; riduzione delle emissioni GHG Scopo 1&2 nell’intervallo di -38% e -40%, rispetto al 2019.

“Riteniamo che i risultati e le guidance 2025 siano sostanzialmente in linea con le nostre attese e quelle di mercato, considerando la consueta prudenza di Prysmian nelle proiezioni di inizio anno”, commentano gli analisti di Equita che confermano la valutazione hold sul titolo.

Ferrari tondo dell’8% dopo mossa Exor

Seduta in rosso per Ferrari che cede l’8,5% circa dopo l’annuncio a sorpresa di Exor.  La holding finanziaria della famiglia Agnelli ha annunciato la vendita di circa 7 milioni di azioni ordinarie detenute nella Rossa di Maranello (pari a circa il 4% delle azioni ordinarie circolanti di Ferrari) attraverso un’offerta di accelerated bookbuild rivolta a investitori istituzionali.

Come spiega in una nota, “questa transazione ridurrà la concentrazione del portafoglio di Exor e consentirà una nuova significativa acquisizione, quando se ne presenterà l’opportunità, in linea con l’obiettivo di Exor di costruire grandi società”. Inoltre, parte dei proventi della transazione verranno usati per il lancio di un nuovo programma di buyback da 1 miliardo.

A seguito del completamento dell’operazione, spiega la nota, Exor rimarrà il maggiore azionista singolo di Ferrari con circa il 20% dei diritti economici e il 30% dei diritti di voto nel capitale sociale di Ferrari e conferma il suo impegno di azionista di lungo termine di Ferrari. Inoltre, nell’ambito della transazione, Exor ha assunto un impegno di lock-up di 360 giorni sulle rimanenti azioni ordinarie di Ferrari.

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