La delibera tornerà in aula martedì per il voto finale. Intanto, la maggioranza che governa in Campidoglio ha voluto smentire la voce di divisioni interne in merito al nuovo regolamento per le occupazioni di suolo pubblico. Un documento pronto da più di un anno e che, nelle ultime settimane, ha suscitato non poche polemiche. Del resto, dopo anni di proroghe e deregulation, a Roma si sta cercando di mettere nuovamente ordine al fenomeno del “tavolino selvaggio”.
Nessuna divisione nella maggioranza
Con l’arrivo in aula, lo scorso 20 febbraio, della delibera, è cominciata la discussione vera e propria sul nuovo regolamento per le occupazioni di suolo pubblico per le attività di somministrazione di bevande ed alimenti. Le opposizioni hanno presentato diversi emendamenti al regolamento, in particolare il Movimento 5 stelle. Erano emerse, però, anche delle frizioni nella maggioranza figlie delle istanze che sono arrivate dai municipi, in particolare dal I e dal II, e da comitati e associazioni. Difficile accontentare tutti vista la complessità di Roma che, probabilmente, necessiterebbe di un regolamento ad hoc se non per ogni quartiere addirittura per ogni via della città.
L’occupazione delle aree pedonali
Un aspetto del regolamento che aveva fatto discutere è quello relativo alla possibilità per i commercianti di occupare uno spazio superiore rispetto a quello previsto dalle regole. Se almeno l’80% degli esercenti presenti su una via o una piazza dovessero presentare un “progetto unitario” per uniformare gli arredi dei dehors esterni allora potranno anche chiedere un “ampliamento del limite percentuale dell’occupazione di suolo pubblico concedibile fino al 20%”. I progetti unitari, spiega ancora il regolamento, “riguardanti aree pedonali possono coinvolgere esercizi di somministrazione che siano ubicati nelle vicinanze dell’area”. Le polemiche erano nate proprio per questo passaggio. Anche nella maggioranza si temeva che questa regola potesse aumentare il suolo occupato anziché diminuirlo.
Nessuna divisione nella maggioranza
“Non solo non c’è alcuna divisione nella maggioranza, ma in questi giorni stiamo proseguendo con impegno e unità per portare avanti il lavoro d’Aula utile a migliorare la delibera Osp” hanno detto, in una nota congiunta, i capigruppo di maggioranza in Campidoglio Valeria Baglio del Partito democratico, Giovanni Caudo di Roma futura, Giorgio Trabucco della Lista civica Gualtieri, Alessandro Luparelli di Sinistra civica ecologista, Nando Bonessio di Europa verde ecologista e Sandro Petrolati di Demos. “La delibera – hanno aggiunto – è già frutto di un lungo lavoro di ascolto e dialogo e che grazie al contributo costruttivo dell’Assemblea porteremo in approvazione la prossima settimana”. L’obiettivo, come anticipato, è quello di approvarla martedì 4 marzo.
Delibera innovativa
I capigruppo hanno sottolineato come la delibera sia “innovativa” perché “punta alla ripianificazione complessiva di tutte le aree, dal centro a quelle meno centrali, valorizzandone la diversità, con criteri graduali che tutelano le aree di pregio, a partire dal sito Unesco, garantendo il decoro, favorendo la vivibilità della città, in equilibrio con le opportunità di sviluppo del tessuto economico”.
Stop alle proroghe
La maggioranza ha poi lanciato un avvertimento dal Governo che, già lo scorso anno, aveva prorogato l’ampliamento dei dehors figlio dell’emergenza covid. “È un provvedimento che, dopo un lungo periodo di proroghe, riporterà ordine in una materia che ha necessità di regole chiare e trasparenti per tutti che riportino ad un uso equilibrato dello spazio pubblico e a una leale concorrenza tra imprese – prosegue la nota – sperando che l’attuale Governo non continui con demagogiche ulteriori proroghe, finalmente avremo un quadro di regole certe da anteporre a chi avrebbe voluto una deregulation totale”.
A tal proposito, il Movimento 5 stelle ha presentato un emendamento ad hoc, oltre ad altri riguardanti alcuni quartieri di Roma e il litorale, per evitare proroghe governative. All’articolo 21, comma 3, infatti, il regolamento dice che “tutte le occupazioni di suolo pubblico” realizzate con le norme emergenziali per il covid 19 dovranno essere rimosse entro sei mesi “salvo eventuale proroga da parte del legislatore”. Il Movimento 5 stelle ha presentato un emendamento proprio per cancellare quest’ultimo passaggio e sostituirlo con una norma che permetta al sindaco di adottare “provvedimenti urgenti” per rimuovere i dehors “anche in virtù di eventuali proroghe poste in essere dal legislatore”.
Le librerie caffè
Un altro tema sollevato in questi giorni è stato quelle delle librerie caffè, escluse dal regolamento. Barbara Auleta, capogruppo di Alleanza verdi sinistra in II municipio, è stata molto critica nei confronti della maggioranza che governa in Campidoglio. In una nota, oltre a ricordare di aver presentato “osservazioni per scongiurare il rischio di una ulteriore privatizzazione degli spazi pubblici a favore delle attività commerciali”, ha spiegato come il regolamento escluda “esplicitamente le librerie che abbiano un’area destinata alla somministrazione interna”.
Per Auleta si tratta di “un paradosso, considerando il ruolo cruciale che questi luoghi hanno svolto durante il lockdown, offrendo spazi di socialità, cultura e aggregazione in aree spesso poco frequentate. Mentre si agevolano le grandi strutture ricettive, si penalizzano realtà che coniugano cultura e ospitalità in modo sostenibile e inclusivo. Spero che l’Assemblea capitolina vorrà tenere conto di queste criticità che rischiano di compromettere l’equilibrio urbano e la qualità della vita dei romani”.
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