Blue Tongue, al via la campagna vaccinale nel territorio del nord ovest Sardegna

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Blue tongue, incontro Asl, associazioni ed enti del 26 febbraio

Sassari. Prende il via nel nord ovest della Sardegna una vasta campagna di prevenzione e profilassi nei confronti della febbre catarrale degli ovini che interesserà oltre 500mila capi con la somministrazione di più di un milione di vaccini.

«L’attenzione e l’impegno di questa Azienda è massimo al fine di garantire una efficace e rapida azione di prevenzione nei confronti della blue tongue e per ridurre al minimo i possibili danni per un settore così vitale per il nostro territorio che con gli oltre 800mila capi e tremila allevamenti rappresenta il maggiore patrimonio zootecnico in Sardegna». A parlare è Flavio Sensi, direttore generale della Asl di Sassari, azienda che nel 2024 ha gestito e arginato, attraverso l’impegno dei servizi veterinari, l’emergenza blue tongue che ha visto l’insorgenza di oltre mille focolai nel territorio del nord ovest dell’Isola.

A seguito della pubblicazione del decreto interassessoriale n. 5 del 17 febbraio, il Dipartimento di Prevenzione Veterinaria della Asl di Sassari negli scorsi giorni ha organizzato un tavolo tecnico congiunto che ha visto riunite le associazioni degli allevatori e l’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, oltre ai rappresentanti di Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, in cui sono stati definiti e condivisi gli aspetti operativi della campagna di vaccinazione degli ovini contro i virus circolanti nel territorio.

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La campagna vaccinale di prevenzione e profilassi nei confronti della febbre catarrale prenderà il via sabato 1° marzo. Entro il mese di giugno si prevede la somministrazione di oltre 1 milione di dosi nei confronti dei sierotipi BTV3, BTV8 e BTV4 (la campagna prevede l’inoculazione di due vaccini diversi su ogni capo).

«Finalmente nei confronti della blue tongue si è decisa una strategia che prevede un approccio integrato tra sanità pubblica veterinaria (Assessorato-Asl-Istituto Zooprofilatico e Osservatorio epidemiologico veterinario regionale), agricoltura (Assessorato-Laore), ambiente (Assessorato-enti vari) per contrastare i virus e gli insetti vettori e ridurre al minimo i rischi di dannose epidemie», spiega Francesco Sgarangella, direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria della Asl 1.

La strategia vaccinale prevede un approccio mirato in base al sierotipo del virus. Sarà data priorità alla vaccinazione completa di tutti gli ovini, sia adulti che giovani (rimonte), contro i sierotipi BTV3 e BTV8 su tutto il territorio regionale. Per il sierotipo BTV4, invece, la vaccinazione sarà limitata alle sole rimonte.

«L’obiettivo è di concludere la maggior parte delle vaccinazioni entro aprile-maggio, abbiamo già avviato i primi contatti con gli allevatori chiedendo l’adesione alla campagna di profilassi e abbiamo già registrato prenotazioni per circa 500mila capi. La nostra attività di sensibilizzazione proseguirà, dando priorità alle zone a maggior rischio», spiega Giuseppe Bitti, responsabile del Piano di vaccinazione del Servizio di sanità animale della Asl di Sassari.

«È importante vaccinare gli animali suscettibili in tutto il territorio per evitare recrudescenze della malattia legate all’azione combinata dei tre sierotipi circolanti, contestualmente dobbiamo monitorare la situazione epidemiologica con la sorveglianza entomologica e sierologica mediante gli animali sentinella», aggiunge Ciriaco Ligios, dirigente dell’Istituto Zooprofilatico della Sardegna, sede di Sassari.

Il decreto interassessoriale ha definito chiaramente i compiti delle aziende coinvolte nella campagna di prevenzione e profilassi: i servizi veterinari dovranno intensificare le attività di vaccinazione, l’Agenzia Laore dovrà occuparsi di sensibilizzare e formare gli allevatori per la lotta all’insetto vettore, con il coinvolgimento attivo degli allevatori, che sono chiamati ad aderire al programma di vaccinazione, a collaborare per la sua attuazione e ad adottare le misure di biosicurezza per la lotta all’insetto vettore attraverso la lotta anti-larvale e alla protezione degli animali mediante l’uso degli insetto-repellenti da giugno a settembre appena tosate le pecore.

«Si tratta di vaccini inattivati sicuri ed efficaci che non danno effetti collaterali e assicurano un’ottima immunità per i vari sierotipi, per cui è fondamentale aderire alla profilassi e iniziare quanto prima nelle operazioni di vaccinazione», conclude Sgarangella.

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