Sindaco toglie le deleghe all’assessore meloniano, la maggioranza diserta il consiglio

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«La decisione del sindaco di Vedelago Giuseppe Romano di revocare le deleghe all’Assessore Oscar Bordignon è un atto grave che non solo colpisce un membro autorevole del nostro partito, ma rischia anche di compromettere irrimediabilmente la nostra presenza in maggioranza. Questo provvedimento, preso unilateralmente, ha difatti creato una situazione di forte instabilità e apre interrogativi importanti sul futuro dell’Amministrazione comunale». Così Claudio Borgia, presidente provinciale di Fratelli d’Italia Treviso, ha commentato il caso emerso nelle ultime ore a Vedelago che vede suo malgrado al centro della cronaca l’assessore comunale meloniano Oscar Bordignon, a cui il sindaco leghista ha tolto le deleghe, pare per incompatibilità caratteriali.

Borgia difende l’operato dell’Assessore sottolineando la serietà e competenza che ha contraddistinto la sua azione amministrativa «Bordignon ha sempre lavorato con dedizione e con senso di responsabilità e nel pieno rispetto del mandato ricevuto dai cittadini – sottolinea il Presidente provinciale di FDI – Il suo operato è stato limpido e incisivo ed è inaccettabile che venga messo in discussione in questo modo». Secondo il Presidente provinciale di Fratelli d’Italia la scelta del Sindaco Romano rischia di spaccare la maggioranza, creando così un’evidente frattura: «Il primo cittadino ha voluto agire in maniera netta ponendo tutti davanti al fatto compiuto e aprendo, di fatto, una crisi». Di fronte a questa situazione Fratelli d’Italia non esclude di uscire dalla maggioranza.

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«Siamo in una fase di profonda riflessione – continua Borgia – La scelta del Sindaco ha messo in discussione il rapporto di fiducia che ci ha portato a condividere un percorso amministrativo e oggi ci chiediamo se esistano ancora le condizioni per proseguire questa esperienza. Per questo, nei prossimi giorni convocherò una riunione con il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e con il Circolo locale del partito per discutere insieme quali siano le azioni più opportune da intraprendere a livello politico-amministrativo». In ogni caso, Borgia auspica comunque che il Sindaco possa tornare sui propri passi e ristabilire così un clima di collaborazione nell’interesse della cittadinanza. «Le divergenze politiche sono normali all’interno di un mandato amministrativo e possono essere affrontate con il confronto ed il dialogo, senza scelte drastiche e unilaterali. Il nostro auspicio è quindi quello che ci sia ancora lo spazio per un ripensamento rispetto al ritiro delle deleghe al nostro assessore Oscar Bordignon, ma serve un segnale chiaro da parte di Romano. Anche perché, nell’interesse di tutti i vedelaghesi, Fratelli d’Italia non accetterà di essere spettatore di scelte che vanno contro la stabilità dell’amministrazione del territorio».

Marco Perin: «Inadeguati a governare un Comune di 17mila abitanti»

«Ho sempre ritenuto che amministrare un comune sia una responsabilità seria. Ne è prova il fatto che, anche nel giorno del funerale di mio padre, ho partecipato a un consiglio comunale di grande importanza» Marco Perin, consigliere di minoranza nel comune di Vedelago «La decisione della maggioranza di disertare in blocco il consiglio comunale di ieri sera, dopo un anno e mezzo di mandato, è una mossa puramente politica. Questo episodio evidenzia quanto questa compagine sia fragile, composta da anime diverse, poco coese e, soprattutto, inadeguate a governare un comune di 17 mila abitanti. La loro attenzione di certo non è rivolta al bene comune. Il tema ambientale, in particolare la gestione delle cave a Vedelago, richiede grande competenza e preparazione. Per fare chiarezza, a far saltare il banco, è stata la mozione che abbiamo presentato noi, perché richiedeva l’impegno da parte dell’Amministrazione a dire NO all’escavazione. Evidentemente questo punto non trova convergenza da parte di tutta la maggioranza e per chi conosce Vedelago questo è sempre stato un tema divisorio. Bisogna partire dalla convenzione integrativa del 2000, siglata quando ero assessore nella giunta dell’allora Sindaco Remigio Parisotto. Questa convenzione blocca di fatto ogni futura escavazione, consentendo solo il completamento di quella già autorizzata, con l’obiettivo di realizzare infrastrutture viarie, sportive, ricettive e culturali per un valore di circa 10 milioni di euro, interamente a carico dei proponenti. Il così famoso piano ambientale che ha come unico obiettivo riqualificare ciò che è e non ciò che dovrebbe essere. Si tratta di un accordo di programma che avevamo avviato nella passata amministrazione e che, con poche modifiche, è pronto per essere portato in consiglio comunale senza concedere ulteriori ampliamenti dell’escavazione. Una grande opportunità per il nostro territorio e non solo, potrebbe essere un esempio non solo a livello locale. Invece di litigare tra loro, la maggioranza dovrebbe concentrarsi su questi progetti, che cambieranno il volto del nostro territorio e permetteranno di riqualificare aree compromesse. I cittadini meritano rispetto e meritano amministratori responsabili».



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