Il Ftse Mib chiude a 38.622 punti, in calo dell’1,5%. La peggiore è Prysmian, che termina le contrattazioni con un ribasso del 12,2%, penalizzata da una guidance 2025 deludente. In rosso anche Ferrari (-7,9%), Stellantis (-5,2%) e Stm (-4%). In controtendenza Pirelli che mette a segno la migliore performance del Ftse Mib (+4,6%), Leonardo (+4%) e Saipem (+2,1%). Spread a 105 punti.
Il segno meno domina in tutti i mercati europei, con l’eccezione di Londra che guadagna lo 0,2%. Mista Wall Street dopo due ore di scambi.
Ore 15:30 Le borse Usa aprono positive
Wall Street apre in rialzo. Alle 15.30 il Dow Jones sale dello 0,2%, il Nasdaq cresce del 0,7% e lo S&P 500 dello 0,4%. Gli investitori escono da una seduta in cui Nvidia ha pubblicato i conti trimestrali e Donald Trump ha annunciato nuovi dazi. All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib perde ancora terreno e cede l’1,7%, a quota 38.549 punti.
Sul fronte societario fa rumore il tonfo di Prysmian, che perde il 10,5% dopo che la guidance 2025 ha deluso le aspettative. Male anche Ferrari (-7,4%) all’indomani dell’accelerated bookbuilding (abb) con cui Exor ha venduto il 4% del Cavallino, e Stellantis (-5,3%), ancora debole dopo che i conti 2024 hanno evidenziato un crollo del 70% dell’utile.
Rimbalzano, dopo i cali dei giorni scorsi, Pirelli (+4,8%) e Saipem (+3,1%). Bene anche Leonardo (+2,5%). Spread a 105 punti.
Ore 14:40 Il Ftse Mib accelera al ribasso. Futures Usa negativi
Milano e l’euro accelerano al ribasso dopo i dati macro Usa. L’indice Ftse Mib perde l’1,64% a 38.583 punti alle 14:40, mentre prosegue il sell-off su Prysmian, Stellanti, Stm e Ferrari in scia ai risultati del 2024 e all’outlook incerto di Nvidia. E l’euro arretra dello 0,67% a 1,044 dollari dopo che negli Stati Uniti, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 22 febbraio, è salito più delle attese di 22.000 unità a 242.000. Le previsioni erano per un dato a 225.000. Inoltre, il dato della settimana precedente è stato rivisto da +219.000 a +220.000. Mentre i futures statunitensi annullano i guadagni dopo che il presidente, Donald Trump, ha proposto dazi reciproci del 25% sulle auto europee e altri beni, il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,28%. I trader si aspettano che la Fed riduca il costo del denaro di almeno 50 punti base entro dicembre.
Ore 13:30 Il Ftse Mib resta in rosso nonostante la corsa di Leonardo e Pirelli. Rendimenti sui minimi da novembre all’asta di Btp
L’indice Ftse Mib resta sotto 39.000 punti, schiacciato dalla coppia Prysmian e Ferrari. Non basta la corsa di Pirelli (+4,7%) post conti 2024 e di Leonardo (+4,08%) in scia alla notizia che il Fondo pubblico d’investimento dell’Arabia Saudita (Pif) che sarebbe in trattative iniziali per investire nella divisione aerostrutture dell’azienda italiana di aerospazio e difesa. C’è la possibilità che Leonardo possa sviluppare un impianto di produzione per l’aviazione civile nel Regno, ha riferito Bloomberg.
Rendimenti sui minimi da novembre all’asta di Btp
Lo spread Btp/Bund è fermo a 106,8 punti base dopo che il Tesoro ha collocato l’importo massimo di 9,5 miliardi di euro di Btp. Più in dettaglio, ha piazzato 3,75 miliardi del nuovo 5 anni luglio 2030 a un rendimento del 2,93%, il minimo da novembre, segnala Reuters, rispetto al 2,95% di fine gennaio. Collocati anche 3 miliardi del decennale agosto 2035 a un rendimento del 3,55%, anche in questo caso il minimo da novembre, rispetto al 3,60% di fine gennaio, e 2,75 miliardi di Ccteu aprile 2033 a un tasso del 4,11%.
Ore 11:20 Il Ftse Mib il peggiore in Ue con Prysmian e Ferrari. Euro sempre debole
Con i futures statunitensi in rialzo, solo Londra abbozza un segno più (+0,10%). Milano resta la peggiore con un calo dell’1,23% a 38.741 punti, appesantita sempre dal duo Prysmian (-7,7%) e Ferrari (-8,8%), seguite a distanza da Stm e Stellantis. Mentre salgono contro corrente soprattutto Pirelli (+5%), Popolare di Sondrio e Saipem.
L’euro resta in calo dello 0,31% a 1,047 dollari nonostante il sentiment economico nell’area euro sia migliorato a febbraio, con l’indice che è salito a 96,3 punti rispetto ai 95,3 rivisti del mese precedente. La lettura ha battuto il consenso degli economisti a 96 punti. Nel frattempo, l’indice di fiducia dei consumatori è stato confermato a -13,6 punti dai -14,2 punti precedenti.
Sul fronte interno l’Istat ha stimato che a dicembre il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, è diminuito in termini congiunturali del 2,7% in valore e del 2,5% in volume, con dinamiche negative sul mercato interno (-3% in valore e -2,7% in volume) e su quello estero (-2,1% in valore e -2,3% in volume).
Ore 10:15 Ftse Mib sotto 39.000, pesano Prysmian, Ferrari e Stm. Cala la fiducia delle imprese in Italia
Le borse europee restano in rosso in scia all’annuncio di Donald Trump di dazi al 25% sull’Europa. Anche Milano perde l’1,31% a 38.710 punti alle 10:15 con le vendite che si accaniscono su Prysmian, Ferrari e Stellantis post conti 2024 e su Stm dopo l’outlook cauto di Nvidia.
L’euro resta in ribasso dello 0,29% a 1,048 dollari. La massa monetaria M3 dei Paesi dell’Eurozona ha registrato a gennaio un incremento del 3,6% su base annuale, in accelerazione rispetto al dato di dicembre (+3,4% rivisto da +3,5%). Più in dettaglio, i prestiti alle famiglie sono aumentati dell’1,3% anno su anno, dopo l’incremento dell’1,1% di dicembre. Mentre quelli alle imprese sono aumentati del 2% anno su anno, rispetto al +1,7% del mese precedente (rivisto da +1,5%).
Cala la fiducia delle imprese in Italia
Lo spread Btp/Bund risale a 106,96 punti base. L’Istat ha stimato per febbraio un aumento del clima di fiducia dei consumatori (da 98,2 a 98,8) mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è sceso da 95,7 a 94,8.
Ore 09:05 Ftse Mib in calo, Ferrari e Prysmian ko. Lo spread scende a 105
Borse europee in calo in avvio di seduta (-1% il Dax, -0,50% il Cac40, -0,46% il Ftse100 e -0,54% a 39.012 punti il Ftse Mib) dopo che Donald Trump ha deciso di imporre dazi all’Europa al 25% «sulle auto e altre cose», in linea con la volontà di colpire l’export di Canada e Messico con percentuali del 25% ad aprile. Lo spread Btp/Bund scende a 105,4 punti base in attesa dell’asta di 9,5 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni.
L’area a 1,0520 un baluardo insormontabile per l’euro
In Spagna i prezzi al consumo a febbraio su base annuale hanno registrato un +3%, in aumento rispetto al precedente +2,9%, in linea con le stime degli economisti. Sui cambi «sorprende la tenuta dell’euro, ancora una volta, con l’area di 1,0450-60 che pare solida, ma è anche vero che 1,0520 sembra un baluardo insormontabile», afferma Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. «Occorre chiarezza sui dazi, che vengono promessi ma posticipati, evidenziando una comunicazione, da parte dell’amministrazione Trump, poco chiara, il che non aiuta le decisioni degli investitori. Difficile fare previsioni, ma se si dovesse azzardarne una, propenderemmo per una discesa del dollaro, che aiuterebbe un deficit commerciale importante, quello Usa e permetterebbe la ripresa europea in ragione di un euro più forte di fronte all’acquisto delle materie prime, pagate in dollari».
A Milano Ferrari e Prysmian ko, giù post conti anche Eni e Mfe. Vendite su Stellantis e Stm. Deboli le banche
Sul listino milanese tengono banco le società che hanno pubblicato i conti 2024. Eni scende dello 0,73% a 14,17 euro dopo aver chiuso il 2024 con un ebit rettificato proforma di 14,3 miliardi di euro, in calo del 20% rispetto al 2023. Nel quarto trimestre, in particolare, l’ebit è stato di 2,7 miliardi di euro, con una flessione del 28% anno su anno precedente. Quasi dimezzato l’utile netto rettificato a 892 milioni di euro (-46%).
Prysmian cade del 7,26% a 60,32 euro. Ha registrato ricavi per 17,03 miliardi di euro (+0,5% la crescita organica), con la business unit Transmission (+18,3%) che ha compensato la frenata di Electrification (-2,8%) e Digital Solutions (-12,6%). L’ebitda adjusted ha toccato quota 1,93 miliardi, con un ebitda margin salito dal 10,6% all’11,3% anno su anno.
Non è rallentata la crescita di Mfe, ma il titolo classe A cala del 3% a 3,228 euro. I ricavi netti consolidati sono cresciuti a 2,949 miliardi di euro, +5% rispetto ai 2,81 miliardi del 2023, frutto dell’andamento della raccolta pubblicitaria che tra Italia e Spagna è salita del 4,7%, registrano nei confini nazionali addirittura una crescita del 6,8%. Sono aumentati anche i profitti con l’utile netto consolidato, escludendo la partecipazione detenuta in Prosiebensat, arrivato a 251 milioni (+15% rispetto al dato omologo del 2023 di 217 milioni).
Fresca di conti 2024 anche Stellantis (-2,21% a 12,65 euro) di cui Berenberg ha tagliato il target price da 14 a 13,5 euro (rating hold). Invece Stm, in contrazione dell’1,77% a 24,72 euro, risente dell’outlook incerto del colosso Usa dell’intelligenza artificiale Nvidia.
Tra le banche, Unicredit arretra dello 0,71% a 50,49 euro anche se la Bce è orientata a dare il via libera all’istituto per salire al 29,99% in Commerzbank già a marzo. Mentre Bper (-0,05% a 7,28 euro) ha depositato in Consob il documento di offerta relativo all’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria sulla Popolare di Sondrio (+0,55% a 10,91 euro).
Intanto, vari investitori istituzionali, tra cui BlackRock, Dimensional Fund Advisors, Vanguard e JP Morgan, hanno aumentato le loro quote in Mps (-0,20% a 7,008 euro), come ha anticipato MF-Milano Finanza, citando anche rumour secondo cui Francesco Gaetano Caltagirone potrebbe alzare la sua partecipazione al 10%.
Infine, Exor ha concluso la vendita di una partecipazione del 4% di Ferrari (-6,6% a 450,9 euro) mediante accelerated bookbuilding con un incasso di 3 miliardi di euro. Ferrari ha partecipato all’Abb acquistando 666.666 azioni proprie per un corrispettivo totale di circa 300 milioni.
Ore 08:30 Europa attesa in calo con la nuova stretta di Trump. Focus sull’asta di Btp
Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,78% il future sull’Eurostoxx50) dopo che Donald Trump ha deciso di imporre dazi all’Europa al 25% «sulle auto e altre cose». I dettagli «saranno annunciati a breve», ha precisato il presidente statunitense, avvertendo anche Canada e Messico che sui dazi «non intende fermarsi». Per i due Paesi vicini degli Stati Uniti scatteranno il 2 aprile. L’Ue, ha spiegato il numero uno della Casa Bianca, «è un caso diverso. Siamo onesti: è stata formata per fregarci e hanno fatto un buon lavoro in questo, ma ora ci sono io alla presidenza». Pur ribadendo il suo amore per i Paesi europei, Trump ha denunciato un deficit commerciale eccessivo pari a 300 miliardi di dollari e osservato come una loro ritorsione potrebbe non avere successo.
Euro in calo in vista di una raffica di dati macro
L’euro scende dello 0,40% a 1,047 dollari in attesa alle 13:30 dei verbali dell’ultima riunione di gennaio della Bce, prima alle 9 dell’inflazione armonizzata a febbraio della Spagna (precedente: +2,9% anno su anno), alle 09:55 del tasso di disoccupazione a febbraio della Germania (precedente: 6,2%), alle 10 dell’indice sulla fiducia dei consumatori a febbraio in Italia (precedente: 98,2 punti) e dell’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a febbraio (precedente: 86,8 punti). Alla stessa ora è prevista la massa monetaria M3 a gennaio dell’Eurozona (precedente: +3,5% anno su anno), a seguire alle 11 l’indice sulla fiducia dell’industria a febbraio (precedente: -12,9 punti), l’indice sulla fiducia dei consumatori a febbraio finale (preliminare: -13,6 punti), l’indice sulla fiducia dei servizi a febbraio (precedente: 6,6 punti), l’indice sulla fiducia economica a febbraio (precedente: 95,2 punti), tutti dell’Eurozona.
Senza dimenticare il fatturato industriale a dicembre in Italia (precedente: +1,5% mese su mese, -2,6% anno su anno). Invece dagli Stati Uniti alle 14:30 arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: +5.000 unità a 219.000), gli ordini di beni durevoli preliminari a gennaio (precedente: -2,2% mese su mese) e il pil del quarto trimestre (precedente: +2,3%). Per chiudere alle 16 con l’indice pending home sale a gennaio (precedente: -5,5% mese su mese).
Previsti rendimenti in lieve calo all’asta di 9,5 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni
Lo spread Btp/Bund parte da quota 105,4 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,48%. Nell’ultima delle aste di fine mese il Tesoro propone 9,5 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni insieme alla riapertura del Ccteu aprile 2033. A giudicare dai valori del mercato del 26 febbraio sia il nuovo 5 anni – il Btp luglio 2030 cedola 2,95% – sia il decennale – la seconda tranche della scadenza agosto 2035, dopo il sindacato dell’8 gennaio – dovrebbero venire assegnati a un rendimento in leggera discesa, sui minimi da tre mesi, segnala Reuters. Sul greymarket il tasso del nuovo 5 anni luglio 2030 era indicato in area 2,92%, sul secondario il decennale agosto 2035 intorno al 3,54%. I valori vanno confrontati con quelli del collocamento di fine gennaio, quando il 5 anni ottobre 2029 è stato assegnato al 2,95% e il decennale febbraio 2035 al 3,60%.
A Milano occhio a Eni, Prysmian, Mfe, Stellantis, Stm, Unicredit, Bper, Popolare di Sondrio, Mps e Ferrari
Sul listino milanese tengono banco le società che hanno pubblicato i conti 2024. Eni ha chiuso il 2024 con un ebit rettificato proforma di 14,3 miliardi di euro, in calo del 20% rispetto al 2023. Nel quarto trimestre, in particolare, l’ebit è stato di 2,7 miliardi di euro, con una flessione del 28% anno su anno precedente. Quasi dimezzato l’utile netto rettificato a 892 milioni di euro (-46%).
Prysmian ha registrato ricavi per 17,03 miliardi di euro (+0,5% la crescita organica), con la business unit Transmission (+18,3%) che ha compensato la frenata di Electrification (-2,8%) e Digital Solutions (-12,6%). L’ebitda adjusted ha toccato quota 1,93 miliardi, con un ebitda margin salito dal 10,6% all’11,3% anno su anno.
Non è rallentata la crescita di MFE-MediaForEurope con i ricavi netti consolidati cresciuti a 2,949 miliardi di euro, segnando un aumento del 5% rispetto ai 2,81 miliardi del 2023, frutto dell’andamento della raccolta pubblicitaria che tra Italia e Spagna è salita del 4,7%, registrano nei confini nazionali addirittura una crescita del 6,8%. Sono aumentati anche i profitti con l’utile netto consolidato, escludendo la partecipazione detenuta in Prosiebensat, arrivato a 251 milioni (+15% rispetto al dato omologo del 2023 di 217 milioni).
Fresca di conti 2024 anche Stellantis di cui Berenberg ha tagliato il target price da 14 a 13,5 euro. Invece Stm potrebbe risentire dell’outlook incerto del colosso Usa dell’intelligenza artificiale Nvidia.
Tra le banche, invece, è da monitorare Unicredit con la Bce orientata a dare il via libera all’istituto per salire al 29,99% in Commerzbank già a marzo. Mentre Bper ha depositato in Consob il documento di offerta relativo all’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria sulla Popolare di Sondrio.
Intanto, vari investitori istituzionali, tra cui BlackRock, Dimensional Fund Advisors, Vanguard e JPMorgan, hanno aumentato le loro quote in Mps, come ha anticipato MF-Milano Finanza, citando anche rumour secondo cui Francesco Gaetano Caltagirone potrebbe alzare la sua partecipazione al 10%.
Infine, Exor ha concluso la vendita di una partecipazione del 4% di Ferrari mediante accelerated bookbuilding con un incasso di 3 miliardi di euro. Ferrari ha partecipato all’Abb acquistando 666.666 azioni proprie per un corrispettivo totale di circa 300 milioni.
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