Jesi / Incendio alla Bocciofila Erbarella, tutto da ricostruire – Video

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Jesi Incredulità e amarezza non solo tra gli associati ma anche tra i residenti e in tutta la comunità jesina per l’incendio che ieri ha distrutto la casetta della Bocciofila Erbarella di via Ravagli, divampato intorno alle 00.30 nella notte tra lunedì e martedì e spento intorno alle 4.

Le cause sono ancora al vaglio, considerando tutte le ipotesi, anche se da una prima ricognizione sembra esclusa quella del dolo.

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In base a una iniziale ricostruzione della dinamica sembra infatti che i vetri delle finestre siano esplosi dall’interno e nei locali non si trovassero bombole a gas o altra strumentazione analoga: tutto farebbe pensare, quindi, a qualcosa presente all’interno, che abbia covato il fuoco, si sia surriscaldata poi generando le fiamme.

La struttura, di proprietà comunale, inaugurata nel 2007, che ospita anche il Comitato di Quartiere Erbarella San Pietro Martire, rappresenta un punto di riferimento per la socialità dei residenti e dell’intera comunità jesina. Il casottino Subissati di dimensione 5×5 metri, in legno ignifugo – testato cioè per contenere le fiamme e fare in modo che la propagazione in caso di incendio venga rallentata – era stato acquistato dalla vecchia amministrazione Belcecchi, al costo di circa 30mila euro, successivamente era avvenuta l’installazione della tettoia esterna anch’essa in legno, per un valore di altri 10mila euro.

L’associazione Bocciofila Erbarella ha visto nascere la struttura.

«Dagli anni ’80 ci ritroviamo in questo posto. Questa casetta l’abbiamo inaugurata con il sindaco Belcecchi nel 2007 – racconta il presidente della Bocciofila, Palmiro Miro Bini -, ci ritroviamo qui tutti i giorni per giocare a bocce, quando il tempo lo permette, mentre se è tutto bagnato giochiamo a carte, soprattutto nel periodo invernale. Siamo tutti pensionati, l’età media va dai 75 anni in su».

«Un amico che abita proprio davanti alla Bocciofila, al momento dell’incendio mi ha chiamato per dirmi che stava andando tutto a fuoco, i danni sono ingenti. Confidiamo nel buonsenso del Comune che si impegni a restituirci la struttura, ma è tutto da rifare».

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I Vigili del Fuoco di Jesi e Arcevia, che hanno lavorato tutta la notte e parte della mattina per mettere in sicurezza l’area dopo aver spento le fiamme, hanno dichiarato inagibile la struttura che a questo punto dovrà essere demolita e ricostruita per tornare a ospitare la socialità del quartiere.

Un intervento che, nel suo complesso, considerato l’incremento dei prezzi di questi ultimi anni, potrebbe arrivare anche a richiedere circa 100mila euro, contro i 50mila (tra struttura in legno, tettoia e arredo interno) spesi 18 anni fa a questa parte.

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«La struttura è da demolire e ricostruire – ha spiegato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo dopo il sopralluogo effettuato ieri mattina accompagnato da Daniele Giampieretti e Andrea Bruni dei servizi tecnici e patrimonio del Comune -. C’è molta sorpresa per quello che è accaduto e ci si sta muovendo per capire quale si stata la dinamica. Per ora sono ancora al vaglio tutte le ipotesi, ma non sembra essersi trattato di un atto doloso. Questo è già un elemento, pur nella disgrazia, di conforto. Una volta che avremo anche il quadro puntuale, tutte le analisi del caso, ci muoveremo di conseguenza».

Sul posto ieri mattina presenti anche gli agenti della Polizia Locale, che hanno presidiato la struttura fino alla conclusione dell’intervento dei Vigili del Fuoco e alla chiusura dell’immobile e i Carabinieri per un primo sopralluogo.

«Siamo tutti tristi e sgomenti per l’accaduto – ha aggiunto il Sindaco riferendosi alla costernazione del presidente della bocciofila e alla sua speranza che la struttura possa essere ricostruita -. Questo è uno spazio importante per chi lo frequenta quotidianamente, ma anche per tutta la città, un punto di riferimento, uno spazio di socialità cittadina, quindi c’è dispiacere da parte di tutti. Ovviamente quando succedono fatti del genere c’è prima la necessità di capire, poi una volta riscostruita la dinamica, si rimettono in campo le forze per riallestire».





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