Infermieri e coinvolgimento delle famiglie nel processo di cura

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Assistenza per i sovraindebitati

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Il ruolo della famiglia è sempre più cruciale nell’assistenza e nel supporto alla persona. In uno scenario caratterizzato da un costante aumento del numero di persone anziane con multicronicità e disabilità, assume sempre più importanza il ruolo di advocacy e intermediazione con i servizi sanitari che la famiglia può assumere favorendo la domiciliarità.

Come sottolineato dagli autori in un recente studio sulle competenze di coinvolgimento dei familiari nell’assistenza infermieristica, la famiglia può offrire un contributo ineguagliabile in merito alle preferenze, abitudini e problematiche della persona e nella cura della stessa. I caregiver e familiari se coinvolti nei processi di cura, contribuiscono alla realizzazione di un’assistenza personalizzata ed efficiente.

I familiari agiscono come intercettatori di “segnali” di peggioramento e contribuiscono a migliorare gli esiti di salute: solitudine, ansia, livello di agitazione e orientamento dei pazienti, delirium, mortalità, durata della degenza, tassi di riammissione, aderenza terapeutica, e la qualità di vita sia per i pazienti che per le famiglie.

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L’infermiere facilita il coinvolgimento dei familiari nel percorso di cura, promuovendo comunicazione, supporto e assistenza personalizzata ed efficiente

La malattia – affermano gli autori – ha un impatto significativo sulla salute dei pazienti ma anche sui caregiver che si occupano dell’assistenza del proprio caro e sui familiari che non assistono direttamente la persona: i cambiamenti degli equilibri funzionali si riflettono su tutto il nucleo familiare. Le strategie di adattamento agite e il funzionamento della famiglia impattano sul modo in cui i pazienti affrontano la condizione clinica ma anche, sulla qualità di vita dei caregiver e sulle capacità di resilienza della famiglia.

Il coinvolgimento dei famigliari, come evidenziato dalla letteratura, integra il focus da un’assistenza al paziente con un’assistenza centrata sulla famiglia che si sostanzia come unità di cura invece che semplicemente e soltanto come erogatore di assistenza.

L’infermiere è tra i professionisti che interagiscono con le famiglie assumendo un ruolo centrale, quindi, nella promozione del coinvolgimento delle stesse.

Questo approccio assistenziale, ribadiscono gli autori, è talvolta ancora poco diffuso nonostante i benefici documentati. A favorirlo o a ostacolarlo sono la necessità di una formazione avanzata e specifica sul tema, il contesto operativo, l’impegno relazionale, oltre che le attitudini personali e l’esperienza lavorativa.

Serve una formazione avanzata e specifica dedicata agli infermieri sulle competenze di coinvolgimento dei familiari

Un approccio assistenziale centrato sulla famiglia non può dunque prescindere dallo sviluppo di competenze di coinvolgimento, ovvero attitudini e comportamenti che per generare cambiamento devono essere misurate, implementate e agite.

Jessica Longhini

Ma come si misurano tali competenze e con quali strumenti? Lo spiega a TrendSanità Jessica Longhini, tra gli autori dello studio: «Tra gli strumenti disponibili in letteratura abbiamo scelto il Families Importance in Nursing care – Nurses Attitudes, che èstato dimostrato essere un questionario completo e con maggiori proprietà in termini di validazione. È un questionario che indaga diverse dimensioni, quali ad esempio alcune attitudini verso il valore della famiglia come risorsa nelle cure e alcuni comportamenti agiti per coinvolgere concretamente le famiglie nei contesti assistenziali».

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Per promuovere lo sviluppo delle competenze di coinvolgimento, sottolinea Longhini: «È cruciale un’azione educativa mirata che integri i saperi dalle altre discipline come la pedagogia, la sociologia e la psicologia e che ponga le proprie basi già nei percorsi iniziali di formazione. Il gruppo di lavoro ha infatti proseguito questo filone di ricerca, sviluppando un questionario a livello internazionale sugli studenti di infermieristica delle lauree triennali. Altri elementi che contribuiscono allo sviluppo di queste competenze sono una propensione positiva da parte dei contesti clinici al coinvolgimento dei familiari, ove possibile, e lo sviluppo di percorsi che favoriscono il coinvolgimento dei caregiver e dei familiari nella presa in carico dei pazienti nei contesti ospedalieri e territoriali».



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