Ecco come l’arte ha reso mecenati i grandi produttori di vino

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Articolo tratto dal numero di febbraio 2025 di Forbes Italia. Abbonati!

Tra le vigne o in cantina, sulle etichette o nei parchi dedicati, ecco come musica, pittura, scultura hanno reso mecenati i grandi produttori di vino fatto dei patron di grandi marchi di vini veri mecenati. Che istituiscono premi, sostengono giovani promesse, creano bellezza. Un investimento in eccellenza che rende onore al loro lavoro

Un’attenzione speciale per le opere e gli artisti che meglio rappresentano l’eccellenza, che si tratti di brani musicali, sculture da collezione, lavori pensati ad hoc per le loro cantine, i parchi che le circondano, finanche le vigne. È ormai una tendenza consolidata quella di esprimere, attraverso forme di mecenatismo, la bellezza e la ricerca di perfezione dei prodotti che escono dalle migliori cantine d’Italia e di Francia. Un investimento che rende, soprattutto in termini di immagine, come dimostrano sia le edizioni speciali, sia le collezioni selezionate da Forbes.

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L’omaggio di Dom Pérignon a Basquiat

Attratta dalle assonanze con l’universo di Jean-Michel Basquiat, Dom Pérignon ha reso omaggio all’artista newyorchese con un’edizione speciale del Vintage 2015, simboleggiata da un tête-à-tête grafico e concettuale che sovrappone lo scudo, emblema della Maison, e la corona a tre bracci, dichiarazione e firma dell’artista newyorkese. Una celebrazione diventata installazione artistica molto ammirata nelle vetrine della Rinascente di Milano a dicembre, nonché aperitivo ricercato che ha convinto una clientela selezionata al ristorante Majo all’ultimo piano dello store, con splendida vista sulle guglie del Duomo.

L’omaggio di Dom Pérignon a Basquiat si è concretizzato in un’edizione speciale di coffret e bottiglie di Vintage 2015. Il design è stato immaginato secondo il principio dell’assemblaggio, fondamentale sia per l’azienda che per l’artista. La tribute collection si arricchisce di un pezzo unico, in edizione di otto esemplari, destinato agli intenditori di grandi annate e agli amanti dell’arte.

Ca’ del Bosco e il legame con l’arte

Da sempre in prima linea tra i grandi appassionati di opere d’avanguardia, a iniziare dai lupi azzurri che accolgono i visitatori sul tetto della cantina a Erbusco, leader nella produzione in Franciacorta, fino alle installazioni disseminate nella tenuta, Maurizio Zanella, presidente di Ca’ del Bosco, ha ribadito il suo credo nella triade vino, arte, cultura ‘accendendo’ a fine novembre handandland, l’opera dell’artista siciliana Irene Coppola, vincitrice della prima edizione del Premio scultura Ca’ del Bosco riservato a grandi sculture da esterni per artisti under 40, entrata così a fare parte di diritto della collezione della cantina.

Il legame con l’arte è nato con Zanella alla fine degli anni Settanta per sottolineare il legame tra vino e creatività. Entrambi sono il risultato di un’unione magica tra natura, pensiero, anima e sensi. Ecco perché a Ca’ del Bosco si accede dal Cancello Solare, opera commissionata ad Arnaldo Pomodoro nel 1985, una struttura circolare di cinque metri di diametro che si apre in due semicerchi di 25 quintali di bronzo ciascuno. Ed è solo l’inizio di una galleria d’arte diffusa che dialoga, interno ed esterno, con opere di artisti come Mimmo Paladino, Zheng Lu, Stefano Bombardieri e Tsuyoshi Tane.

Il sostegno a Guggenheim

Un’altra cantina italiana che si distingue per l’appoggio alle arti è Villa Sandi, l’azienda vitivinicola che produce vini e Prosecco Docg e Doc in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Grazie all’impegno e alla passione dei proprietari, la famiglia Moretti Polegato, Villa Sandi conferma il proprio impegno culturale e il legame con Venezia sostenendo con passione programmazione e iniziative della Collezione Peggy Guggenheim, tra le più prestigiose istituzioni d’arte moderna a livello internazionale, con l’adesione al progetto Guggenheim Intrapresæ, di cui fanno parte aziende di fama internazionale.

La collaborazione è stata l’occasione per celebrare i 40 anni dall’apertura al pubblico di Villa Sandi, storico edificio di scuola palladiana tra le colline della Marca Trevigiana. Dopo un restauro durato anni, è stata tra le prime realtà italiane ad accogliere visitatori esterni, promuovendo l’arte e la bellezza come parte della propria identità. Il risultato? Lo scorso anno la cantina ha tagliato il traguardo delle 500mila visite, confermando il proprio ruolo di ambasciatrice di cultura, arte e sapori.  Villa Sandi è nella Top 100 della World’s Best Vineyards, classifica che premia le più belle aziende vitivinicole che le persone dovrebbero visitare almeno una volta nella vita.

Acquerelli e musica

La passione per l’arte, l’impegno per la sostenibilità e la natura sono i valori che uniscono Ruinart, la più antica maison de Champagne al mondo, e Joali Maldives, resort nell’atollo di Raa. Dalla sua fondazione nel 1729 la maison è legata al mondo dell’arte, avendo commissionato nel 1896 all’artista Alfons Mucha, futuro esponente dell’Art Nouveau, il primo manifesto pubblicitario nella storia dello Champagne. Allo stesso modo, dal 2018 Joali Maldives ha ridefinito il concetto di ospitalità di lusso, ponendo l’arte al centro della sua identità: attraverso collaborazioni con artisti di fama internazionale, il resort è diventato il primo tempio di arte immersiva, dove lusso e creatività si incontrano.

Per il 2025, Joali Maldives ha scelto di collaborare con l’artista anglo-francese Sophie Kitching, nota per le sue opere multidisciplinari. Kitching utilizza materiali naturali come olio, acquerelli e foglia d’oro per dare vita a opere dal forte legame con la natura. Per l’occasione è stata chiamata a reinterpretare l’innovativo packaging ‘second skin’ di Ruinart, il rivoluzionario coffret realizzato al 100% in fibre di legno naturale e completamente riciclabile. Ispirato al design delle emblematiche crayères della maison a Reims, il packaging è stato trasformato dall’artista attraverso motivi che richiamano la flora e la fauna delle Maldive: piante native, aironi grigi, coralli vivaci e pesci tropicali, arricchiti da dettagli in foglia di rame-zinco.

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Anche Krug ogni anno dice la sua in ambito artistico, con la creazione di brani di grandi artisti che traducono in musica la loro percezione della nuova edizione di Krug Grande Cuvée, aprendo le porte a nuove sfumature, in una sinfonia del gusto e dell’opera stessa. Protagonista del Krug Music Pairings 2024 per i due champagne Les Créations de 2011, Dario Faini, in arte Dardust, uno dei pianisti più influenti della sua generazione. Apprezzato in eventi di portata internazionale come le Olimpiadi, il Superbowl, l’All Star Game della Nba, senza contare le performance dal vivo in tutto il mondo, come autore vanta un gran numero di hit in Italia, con oltre 70 dischi di platino in dieci anni di carriera. Due le composizioni che hanno contraddistinto la collaborazione Krug-Dardust per la confezione speciale che racchiude due espressioni realizzate attorno a un’unica vendemmia: lo champagne Krug 2011 e il Krug Grande Cuvée 167ème Édition.

Pietra lavica da collezione

E come si termina una cena annaffiata da ottimi vini, così Amara conclude questa panoramica di eccellenze legate all’arte. Per celebrare l’artigianalità siciliana e per il decimo anniversario del suo amaro – il liquore siciliano nato dall’incontro tra l’arancia rossa di Sicilia Igp e il suolo vulcanico dell’Etna – è stata chiamata Magda Masano, designer catanese. A lei si deve il nuovo special pack Lavastone, un raffinato vassoio in pietra lavica dipinto a mano. Ogni oggetto è unico, interamente realizzato a mano, ed è il simbolo del legame profondo tra il territorio etneo e l’artigianalità siciliana, che sa esaltare la materia vulcanica in ogni sua forma.

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