De Luca mai vinto veramente, solo con tradimento o Covid”. L’ex governatore lascia il Consiglio Regionale

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“Vincenzo De Luca non ha mai vinto le elezioni. Ha vinto per finta. Ha vinto perché è stato fortunato. Ha vinto perché una volta c’è stato un tradimento” ai danni del centrodestra e a vantaggio dunque del centrosinistra e poi perché “c’è stato il Covid”, “una grande tragedia” che “ha cambiato il mondo, non solo le sorti della Regione Campania. La mia presidenza con il centrodestra, posso dirlo con la certezza dei dati e dei numeri, ha lasciato una Regione migliore rispetto a quella che lascia il centrosinistra oggi con Vincenzo De Luca. Tutti gli indicatori dimostrano questo”. Così Stefano Caldoro, ex governatore della Campania, annunciando le sue dimissioni irrevocabili da consigliere regionale in Campania. “Questa è la forza del centrodestra: poter dire – rimarca – che quando abbiamo governato noi abbiamo lasciato ai nostri cittadini una regione migliore e purtroppo per il centrosinistra invece è il contrario, lascia una regione peggiore rispetto a quella che abbiamo lasciato noi. E questo è il loro fallimento”.

Caldoro ha presentato le dimissioni irrevocabili in segreteria generale da consigliere regionale e le ha ufficializzate nel corso di una conferenza stampa. “Un adempimento burocratico che per me ha anche un valore politico e sentimentale, di legame per il lavoro che abbiamo svolto in questi anni”. L’annuncio ai cronisti nella Sala Nassirya del Consiglio regionale, nella quale ha messo a confronto la sua gestione da Governatore con quella del centrosinistra “abbiamo lasciato una Regione migliore di quella che il centrosinistra lascia oggi”. Rivendicando i risultati raggiunti nel settore dell’Ambiente, della Sanità, dei Fondi Comunitari, 

Caldoro ha parlato di “un centrodestra in salute” e, nel merito delle dimissioni, ha spiegato: “Penso che noi siamo agli ultimi sette mesi di legislatura. Abbiamo approvato l’ultimo bilancio nel quale l’opposizione e anche il ruolo dei rappresentanti dell’opposizione è fondamentale. Cosa rimane? Rimane prevalentemente lo scontro, la parte più politica dell’azione del Consiglio quella propria della campagna elettorale. Allora, come è noto io non sono candidato al Consiglio regionale, quindi è un errore rimanere perché rimanere significa bloccare energie” ha spiegato “Io non faccio il candidato, non ha senso che rimanga in Consiglio regionale. Non ho bisogno di avere una poltrona per forza per far politica. E credo sia il momento che chi non si ricandida, è giusto che faccia altre scelte e dia spazio. Il capo dell’opposizione se ne deve assumere la responsabilità, sarebbe strano rimanere con questi presupposti. Tra l’altro tu cosa fai? dai una mano al centrodestra perché allarghi. Ma non solo perché subentra una consigliera del centrodestra, sicuramente rispetto a me candidata. E quindi è evidente che sono energie in più, non solo di dinamismo o di capacità di incidere sul territorio ma anche elettorali. E non bisogna togliere al centrodestra neanche un voto. In questo spirito la responsabilità è quella di dar spazio che non è un modo per uscire fuori dalla politica”. 

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Caldoro, a margine della conferenza stampa nella quale ha annunciato le sue dimissioni da consigliere regionale, è stato interpellato dai cronisti sulle prossime elezioni regionali in Campania. “Cirielli (Fdi), Martusciello (FI), Zinzi (Lega), che guidano i tre partiti di riferimento del centrodestra sono tutti e tre assolutamente di pari dignità, forti per la candidatura alla Regione” ha detto “Ho espresso un giudizio: se mi si chiede, come mi è stato chiesto, è chiaro che dico Cirielli per ragioni oggettive perché è il capo del partito più forte, perché è quello che come curriculum ha svolto una attività amministrativa molto impegnativa in Regione ed è stato presidente della Provincia di Salerno, attualmente è viceministro degli Esteri. Quindi, ha una esperienza maggiore rispetto agli altri. Per quanto mi riguarda, per queste ragioni oggettive, credo sia oggettivamente il più forte dei tre ma non perché tutti e tre non siano in grado di poter concorrere insieme anche a chi, eventualmente, possa nascere dalla società civile” ha spiegato 

Caldoro “Non dimentichiamo che c’è anche questa possibilità: si è parlato lungamente dell’attuale ministro dell’Interno, un campano (Matteo Piantedosi, ndr) persona autorevolissima anche se poi ha detto di no perchè impegnato a fare altro. Come vedete, dai politici ad altri abbiamo tante candidature”.