Costo dell’energia: “Stop a nuovi sussidi alle imprese, hanno già avuto tanto”



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Il sostegno del governo per il caro bolletta vada ai cittadini e alle Pmi. Non sussidi all’industria energivora che ha già avuti tanti. Tra l’altro sostenuti dalle bollette dei cittadini”. Intervento molto duro del presidente di Elettricità futura, Gianni Armani, come si legge in una intervista a Repubblica. Il numero due di Enel, che guida la più importante delle associazioni dei produttori di energia, si schiera contro nuovo aiuti alle imprese. E boccia l’idea di disaccoppiare il prezzo del gas da quello dell’energia elettrica per abbassare le bollette

Non si era mai visto un intervento tanto netto. Le parole di Gianni Armani, numero due di Enel (già ai vertici di molte società a controllo pubblico come Terna, Anas e Iren) si potrebbero tradurre anche in questo modo: ma non si vergognano gli industriali a reclamare ancora soldi, con tutti quelli che hanno già preso dalle casse pubbliche? Un giudizio che richiama una critica che spesso è stata rivolta agli industriali italiani. Sempre molto bravi a “privatizzare i guadagno e socializzare le perdite“.

Draghi propose una tassa sugli extraprofitti energetici

Tutto bene se non fosse che a sua volta Armani rappresenta una delle principali aziende italiane. Anzi, nel 2023 è la seconda per fatturato con ricavi per oltre 92 miliardi e 6,5 miliardi di utile. Aspetto ancora più interessante, Armani è presidente di Elettricità futura che fa parte di Confindustria. E con le sue parole, di fatto, è in aperto contrasto con le richieste di Emanuele Orsini, presidente degli industriali italiani.

Uno scontro che ha una sua logica e si può spiegare facilmente. Le imprese produttrici di energia, dalle grandi utility che gestiscono le centrali a gas ai produttori di rinnovabili vengono spesso prese di mira per i profitti che hanno accumulato negli anni. E in particolare dopo l’esplosione dei prezzi in seguito all’invasione dell’Ucraina. Una accusa che ha illustri precedenti. Mario Draghi, da presidente del Consiglio aveva introdotto proprio un provvedimento sugli “extra profitti” delle società energetiche. Con il quale ha cercato di recuperare una parte delle cifre guadagnate in una situazione “straordinaria”.

Gianni Armani, numero due di Enel

“Le imprese hanno avuto interconnector, interrompibilità, rimborso CO2 ed energy release: sussidi pagati dai cittadini”

Nell’intervista a Repubblica, Armani difende il settore da queste critiche. Le utility “hanno anche attraversato anni in cui perdevano. Gli utili sono in linea con quelli di altri comparti, i margini invece servono per finanziare gli ingentissimi investimenti necessari in questo settore“.

Poi, il manager fa notare come per le imprese, soprattutto se energivore, in tema di sussidi è stato fatto tanto. Non solo il governo con sostegni diretti, ma anche grazie ai soldi dei cittadini: “Le imprese cosiddette energivore hanno già tanti sussidi per abbassare il prezzo dell’energia. Come l’interconnector, l’interrompibilità, il rimborso CO2 e da poco l’energy release. Sussidi che tra l’altro pagano tutti i cittadini in bolletta”.

Per Armani, l’emergenza sul caro bolletta riguarda altre categorie economiche e sociali: “Non siamo quindi preoccupati per le grandi industrie, quanto piuttosto per famiglie e Pmi. Bisogna occuparsi di loro, non di poche aziende energivore. Hanno già molti aiuti e oggi si lamentano perché sono in difficoltà”.

“Più che sussidi alle imprese, per abbassare le bollette servono più rinnovabili”

Proposte per abbassare le bollette? Per Elettricità futura la soluzione non è passare dal disaccoppiamento del prezzo del gas da quello dell’energia elettrica.E’ impossibile tecnicamente, a meno che non lo decidessero tutti i Paesi europei. Chi lo propone evidentemente non sa di cosa sta parlando. Se si facesse, invece di scendere i prezzi salirebbero. Del resto, se fosse così semplice, sarebbe già stato fatto, no?

Nel 2021, per abbassare il costo delle bollette Elettricità Futura aveva presentato un piano per realizzare in tre anni 60 gigawatt di nuove rinnovabili. Ma c’era un altro presidente, Agostino Re Rebaudengo, poi sostituito (da Armani) perché ritenuto troppo incline a rappresentare gli interessi dei rinnovabilisti. E da ultimo anche troppo critico nei confronti del governo Meloni. Anche con un documento pubblico in cui si criticava la politica poco favorevole alle rinnovabili

In ogni caso, anche Armani propone di spingere sulle energie green. E suggerisce alle aziende contratti di medio-lungo periodo con gestori di impianti rinnovabili. Così come fa capire di aver suggerito al governo – che sta preparando un decreto ad hoc – di snellire le procedure per “rinnovare” gli impianti eolici e fotovoltaici. E in ogni caso sostiene che ci vorrebbero più rinnovabili. “Ma in questo Paese è difficilissimo farle a causa di veti e burocrazia“, ha dichiarato a Repubblica. A suo dire, tutto questo potrebbe contribuire a risparmiare 3-5 miliardi sulle bollette.

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