Genova. Sono passate quasi due settimane dall’annuncio della candidatura di Silvia Salis per le comunali di Genova per il centrosinistra e la vicepresidente del Coni è stata da subito impegnata in una fitta agenda di incontri, con realtà politiche, economiche e associative. Ma nel frattempo prende forma quella che sarà la sua squadra in vista della campagna elettorale. In questi giorni si sono definiti alcuni ruoli chiave come quelli del mandatario e del portavoce. Con qualche sorpresa.
Quando mancano circa due mesi al voto – la data delle elezioni non è ancora nota ma si parla dell’11 maggio – la front woman del campo largo sta cercando di circondarsi di figure di fiducia, professionisti della comunicazione, ma anche da una serie di “consiglieri”, pescati in ambito politico, nei vari schieramenti, che possano essere di riferimento sui temi maggiormente tecnici, legati all’amministrazione, alle grandi opere, ai fondi, alla mobilità e così via.
Insomma, contenuto e contenitore. Ma se sul contenuto la base di partenza c’è già – quel programma in 10 punti già condiviso dalla coalizione – sul secondo aspetto, il contenitore, l’impressione è che il “campo larghissimo”, e Silvia Salis in persona, cercheranno di fare meno errori possibile.
Per questo la candidata, oltre al supporto di Rosangela Urso, giornalista professionista attiva da anni a Genova, già addetta stampa del Pd in Regione e in azione nella campagna elettorale di Andrea Orlando, ha scelto per il ruolo del portavoce Lorenzo Cecioni.
Consulente di comunicazione, 29 anni, romano, è figlio della ex direttrice de L’Unità Concita De Gregorio, una delle più rinomate giornaliste in Italia. Al momento, secondo quanto risulta dal suo profilo Linkedin, Cecioni è impiegato in Mediaset per la redazione di programmi di informazione Mediaset.
In passato Lorenzo Cecioni, che nel curriculum ha un’esperienza di comunicazione politica sia al ministero del Sud sia al Parlamento Europeo, era entrato in contatto con il marito di Silvia Salis, Fausto Brizzi, nell’ambito della sfortunata vicenda della testata di lusso The Hollywood Reporter. Cecioni era stato il brand manager della rivista patinata. Per una certa fase la madre, De Gregorio, ne era stata direttrice. Brizzi faceva invece parte della società editrice, Brainstore.
E’ legato al mondo della communication management romana anche il campaign manager, Ruben Voci. Classe 86, formazione scientifica, anche lui attivo in Brainstore e in passato a THR, sarà lui a indirizzare l’organizzazione degli eventi, incontri e a veicolare con i tempi e i modi più studiati i messaggi che Silvia Salis dovrà passare alla città e all’elettorale.
Della comunicazione si occuperà anche l’agenzia Strategy Design di Milano che in passato ha lavorato anche per la campagna social di Elly Schlein in occasione delle primarie del Pd. Il mandatario sarà invece il notaio genovese Lorenzo Anselmi.
Piccola curiosità: in una delle poche mail stampa finora arrivate dalla candidata si fa riferimento a un sito web, ancora inesistente, silviasalisindaca.it. Che sarà poi anche il nome della lista civica a sostegno della candidatura. Il dominio è stato, cautamente, già registrato all’indomani dell’annuncio ufficiale della “scesa in campo”.
“Questi caleranno sulla città un esercito di intellettuali, scrittori, registi, attori…”, commenta un politico cittadino da qualche tempo fuori dai giochi. Non è detto che sia effettivamente così ma è indubbio che Silvia Salis sia abituata a masticare i meccanismi della comunicazione ad alti livelli e non si accontenterà di guest star squisitamente politiche.
Sempre in queste ore sembrerebbe quasi fatta anche per il point. Qui è entrata in gioco, forse, un po’ di tattica. E se il centrodestra ha già fatto sapere che il quartier generale di Pietro Piciocchi in centro città sarà in via Ceccardi, è probabile che anche la scelta del campo progressista si mantenga in pieno centro, precisamente nella zona del Quadrilatero, in via Cesarea. Nel frattempo di Piciocchi sono già usciti i primi manifesti: la scritta Piciocchi Sindaco, un piano medio del candidato e sullo sfondo Genova vista dall’alto.
Ma non c’è solo da comporre la squadra. Mentre Salis è impegnata a “farsi conoscere” a diversi livelli di società civile e politica, si pensa alle liste. Che potrebbero essere due o tre, ma più probabilmente due. Una sarà la lista “Silvia Salis Sindaca” – e su questo fronte anche il capogruppo Pd in Regione Armando Sanna sta dando una mano – da capire se i partiti centristi (come Italia Viva, Azione, +Europa) saranno tentati dall’andare alla conta, presentando liste diverse o unendosi in un’unica forza riformista. E poi resta l’incognita di “Liguri a testa alta”, l’associazione lanciata da Orlando e che potrebbe essere la base per una terza lista, oppure offrire energia per quella “civica” con il nome di Salis.
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