REGGIO EMILIA – “Cosa succede alla gestione della cultura a Reggio? Perché vengono assegnati incarichi praticamente identici a persone diverse, con spese elevate?”. E’ bagarre dopo che è stato reso che il giornalista e scrittore reggiano Piergiorgio Paterlini, che prenderà parte al Premio Strega con “Confiteor”, per l’incarico di consulente alla cultura al Comune di Reggio Emilia percepirà un compenso di 110mila euro lordi per il biennio 2025-2026 a cui si aggiungono 5mila euro nel 2024.
Gli interrogativi sull’assessorato alla Cultura del Comune di Reggio Emilia arrivano dai consiglieri di Coalizione Civica Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli sulla figura di Paterlini, che dall’insediamento della giunta nell’estate 2024 affianca l’assessore alla Cultura Marco Mietto curando diverse rassegne. “110mila euro a un consulente amico quando il bando cultura è di 120mila euro. Sono pazzi“, tuonano De Lucia e Aguzzoli.
“Il tema non è il profilo, anzi. Scrittore e giornalista di grandissimo livello, fresco di inserimento tra i finalisti del Premio Strega, Paterlini è una figura di indubbio e incontestabile valore, un’eccellenza reggiana. Il discorso più ampio”, riflettono i consiglieri di Coalizione Civica. “Abbiamo letto di un compenso di 110.000 euro per due anni di lavoro, per la curatela di rassegne e progetti. Sono quindi 55.000 all’anno, una cifra non da poco per le casse comunali, per una figura che si muove a fianco dell’assessore Mietto, anch’egli ben retribuito“.
“La domanda che viene immediata è: c’è bisogno di una doppia figura? Perché nominare Mietto come assessore e poi, subito dopo, designare anche Paterlini? Forse il sindaco Massari dovrebbe fare chiarezza su tanti aspetti. In questi primi mesi di mandato, Paterlini è stato decisamente più protagonista di Mietto. Non conveniva scegliere direttamente Paterlini come assessore, invece di creare un “duopolio” che costa oltre 100.000 euro in due anni alla collettività? Non capiamo, davvero, e questo senza nulla togliere alla qualità di Paterlini e delle sue rassegne, che anzi rappresentano una gradita ventata di novità. A livello culturale nulla da dire, politicamente è impossibile non avere dubbi sulla gestione, sia politica che economica”, puntano il dito.
Anche perché, ricordano De Lucia e Aguzzoli citando sempre la recente inchiesta, si rischiano incomprensioni e problemi di forma e diplomazia. “Leggiamo che la macchina amministrativa non ha gradito le congratulazioni ufficiali del Comune a Paterlini, condite dalle sue stesse dichiarazioni. La nomina allo “Strega” è senza dubbio prestigiosa, ma così, in effetti, è un complimento a sé stessi. Un altro segno che di chiarezza ce n’è poca”.
“Da semplice cittadino viene da chiedersi che bisogno c’era di affiancare un noto giornalista e scrittore a un assessore”, teoricamente già più che titolato a promuovere, tra l’altro, iniziative culturali, o meglio, un “dialogo tra la cultura e la città”. Anche Giovanni Tarquini, della Lista Civica per Reggio Emilia interviene in merito al compenso di Paterlini. “Sempre da cittadino viene da domandarsi con quale logica si è deciso di spendere somme ingenti per questo affiancamento quando le stesse somme avrebbero ben potuto essere impiegate in attività più importanti e senza dubbio più vicine ai giovani; basti pensare alle tante associazioni sul territorio create da ragazzi che lanciano idee e progetti e che cercano spazi ricreativi e culturali. Ancora da cittadino viene da chiedersi secondo quale criterio sia stata scelta una persona che nella propria lunga carriera di giornalista e scrittore ha aperto un giornale satirico, quando a Reggio c’è ormai ben poco da scherzare”.
“Ebbene, temo che le risposte siano desolanti. Anche questa volta il sindaco, che da quel che si legge pare aver caldeggiato fortemente questa scelta, la giunta e i dirigenti che hanno formalizzato l’incarico si sono mostrati indifferenti alle reali esigenze dei giovani e della città. Non c’è bisogno di un potenziale “premio Strega” o di una casa della cultura appannaggio dei soliti noti e dei soliti pensieri e ideologie, ma di iniziative fresche in centro e nei quartieri che possano attirare menti nuove e che contribuiscano a ridare luce a una città che ormai brancola nel buio”.
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