Circolano sempre più indiscrezioni sulle trattative che riguardano la vendita di Versace. E in questi ultimi giorni i rumors di stampa si concentrano tutti nella direzione del gruppo Prada, il cui interesse verso la maison della Medusa era stato rivelato per la prima volta lo scorso 10 gennaio. La società milanese guidata da Patrizio Bertelli e Miuccia Prada non rilascia commenti, ma stando ad alcune voci avrebbe concordato quattro settimane di trattative in esclusiva con Capri holdings per valutare un’offerta, che starebbe formulando assieme agli advisor Citi e Goldman Sachs. Rumors riferiti anche da Bloomberg, secondo cui il gruppo Prada avrebbe avviato un’analisi completa di Versace dopo aver avuto accesso ai suoi ultimi dati finanziari e di vendita. Non c’è tuttavia alcuna garanzia che l’analisi sfoci in un’offerta formale.
Lo scorso mese, l’interesse verso Versace era stato attribuito alla holding di controllo del gruppo e non alla società quotata, ma con un’ampia distanza tra le parti in termini valutativi. Inoltre anche altri player, perlopiù realtà italiane, sono stati indicati come potenzialmente interessati al dossier. Tra questi il gruppo Otb-Only the brave di Renzo Rosso, che controlla Diesel, Maison Margiela, Jil Sander, Marni e Viktor&Rolf, l’ex ceo di Gucci, Marco Bizzarri, e vari fondi di private equity tra cui Permira.
L’ipotesi Prada, nelle scorse settimane, aveva tuttavia incontrato un po’ di scetticismo. E anche oggi, alla luce dei rumors più insistenti e concreti, gli analisti esprimono prudenza verso un possibile accordo. «In passato il management di Prada era apparso concentrato sulla crescita organica, con ancora importanti opportunità di estrarre maggiormente il forte potenziale di Prada e Miu Miu. Tuttavia queste indiscrezioni appaiono ora più concrete», ha dichiarato Equita. «Prada ha una solida posizione finanziaria netta, circa 450 milioni di cassa attesi a fine 2024, che lascia spazio per M&A. Da un lato pensiamo che, con le proprie competenze, Prada possa rafforzare il
posizionamento di Versace nel lusso, sviluppare maggiormente la pelletteria ed efficientare l’operatività dei negozi. Allo stesso tempo, tuttavia, alla luce delle performance recenti del marchio Versace, vediamo potenzialmente il rilancio come un processo lungo e impegnativo e che diluirebbe in parte l’equity story di crescita visibile e consistent dei marchi principali, Prada e Miu Miu. Guardiamo quindi con prudenza a un eventuale deal».
Anche gli analisti di Intesa Sanpaolo hanno commentato: «Considerata la performance in calo del marchio Versace, ci aspettiamo che il gruppo Prada affronti il potenziale accordo con molta cautela». Nell’ultimo trimestre chiuso a dicembre, infatti, la maison Versace ha riportato un fatturato in calo del 15% a 1,03 miliardi di dollari e per l’esercizio 2025, in chiusura a marzo, il management della controllante americana Capri holdings ha indicato un fatturato in calo del 20% circa a 810 milioni con un operating margin adjusted negativo. Ieri Capri holdings durante il suo investor day ha presentato agli investitori anche i suoi obiettivi di medio-lungo termine, indicando per Versace nel prossimo triennio un ritorno a una leggera crescita del fatturato, con l’obiettivo di raggiungere 900 milioni di dollari a tre anni, pari a un cagr del 3,5%, con un progressivo recupero del margine. Al contrario, il gruppo Prada ha chiuso l’esercizio 2024 con un fatturato di 4,7 miliardi di euro, un margine ebit del 22,5% e un utile netto di 671 milioni, con una crescita a due cifre nel terzo trimestre.
Versace era stata acquisita da Capri holdings nel 2018 per circa 1,83 miliardi di euro. Oggi le valutazioni sono contrastanti. A metà gennaio erano state riportate da Il Messaggero indiscrezioni secondo cui la valutazione offerta da Prada sarebbe stata di circa 380 milioni di euro (circa 0,5x il fatturato) più eventuale earn-out successivo. «Su valutazioni di questo tipo, il rischio sarebbe comunque eventualmente contenuto per Prada, circa il 2% della market cap», commenta Equita. Da una recente indagine lanciata da MFF tra analisti ed esperti di mercato erano emerse valutazioni diverse, comprese tra circa 400 milioni di euro fino a 1-1,5 miliardi, tenendo conto dell’heritage della griffe fondata da Gianni Versace nel 1978. (riproduizone riservata)
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