Parliamo dell’amamelide, il “nocciolo delle streghe”, una pianta molto particolare che fiorisce d’inverno. Origine, coltivazione e curiosità in un viaggio botanico imperdibile.
L’amamelide, conosciuta con il nome scientifico di Hamamelis, è una pianta che porta con sé un alone di mistero, abbinato ad una naturale eleganza. Originaria dell’America Settentrionale e dell’Estremo Oriente, appartiene alla famiglia delle Hamamelidaceae. La sua particolarità? Fiorire nei mesi più freddi.
Descrizione dell’amamelide
L’amamelide si presenta come un arbusto o un piccolo albero che può raggiungere un’altezza di circa cinque/sei metri. Le foglie, di un verde intenso durante la bella stagione, si tingono di tonalità più calde durante la stagione autunnale, che spaziano dal giallo oro al rosso scarlatto.
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La vera magia avviene però in inverno, quando i fiori, simili a dei nastri arricciati, sbocciano in una tavolozza che varia dal giallo limone al rame, fino al rosso vivo. Non è raro passeggiare in giardino durante una giornata gelida e lasciarsi sorprendere dal profumo delicato e speziato dei suoi petali.
Le varietà di amamelide
All’interno del genere Hamamelis sono classificate cinque specie principali:
- Hamamelis virginiana: originaria del Nord America, è famosa per le proprietà medicinali.
- Hamamelis mollis: varietà cinese apprezzata per l’abbondante fioritura ed il profumo intenso.
- Hamamelis japonica: tipica del Giappone, si distingue per i fiori grandi e molto decorativi.
- Hamamelis vernalis: conosciuta per la fioritura precoce e i colori che spaziano dal giallo al rosso.
- Hamamelis ovalis: una scoperta più recente, con caratteristiche ancora in fase di studio.
Ogni varietà ha peculiarità uniche, rendendo questa pianta versatile sia per i giardini che per le coltivazioni in vaso.
Dove posizionare l’amamelide
Per crescere rigogliosa, l’amamelide predilige posizioni semi-ombreggiate o leggermente soleggiate. È importante proteggerla dai venti freddi eccessivamente intensi, che potrebbero danneggiare i delicati fiori. In giardino, si consiglia di piantarla in gruppo per creare delle macchie di colore, ma è possibile coltivarla anche come esemplare isolato, dove può diventare il punto focale di uno spazio verde.
Quale terreno utilizzare per l’amamelide
Il segreto per un’amamelide sana e rigogliosa è un terreno neutro o leggermente acido, ricco di sostanza organica e ben drenato. Anche se riesce a tollerare diversi tipi di suolo, preferisce dei substrati umidi, privi di ristagni idrici. Un buon consiglio risiede nell’arricchire il terreno con del compost maturo durante la messa a dimora, solitamente nei mesi di ottobre e novembre.
Come coltivare in vaso l’amamelide
Se non si dispone di un giardino, l’amamelide può essere coltivata in vaso, a patto che si utilizzi un contenitore ampio e profondo. Dovrete garantirle un buon drenaggio, posizionando sul fondo del vaso uno strato di argilla espansa, oppure della ghiaia. Il substrato ideale è composto da terriccio universale misto a torba e sabbia, per favorire un corretto deflusso dell’acqua. Non dimenticate di posizionare il vaso in un luogo che risulti luminoso e riparato allo stesso tempo.
Irrigazione e concimazione dell’amamelide
L’amamelide non richiede irrigazioni frequenti, ma è fondamentale mantenere il terreno costantemente umido, soprattutto durante i mesi estivi. In inverno, le annaffiature possono essere ridotte, ma dovrete evitare che il substrato si asciughi completamente. Per quanto riguarda la concimazione, è consigliabile utilizzare un fertilizzante organico a lento rilascio in primavera, per favorire sia la crescita che la fioritura.
Quando fiorisce l’amamelide
Come detto in apertura, una delle caratteristiche più affascinanti dell’amamelide è la fioritura invernale, che avviene tra gennaio e febbraio. I fiori, che sbocciano direttamente sui rami nudi, sfidano le rigide temperature per donarci un tocco di vitalità in un periodo in cui la natura è solitamente spoglia.
Malattie e parassiti dell’amamelide
L’amamelide è una pianta rustica e resistente, ma non è del tutto immune da malattie e parassiti. Tra i problemi più comuni si annoverano il marciume radicale, causato dai ristagni idrici, e l’attacco di afidi, che possono essere contrastati con alcuni rimedi naturali, come ad esempio il macerato d’ortica. Inoltre, è importante monitorare eventuali macchie sulle foglie, segnale di possibili infezioni fungine.
Simbolismo e curiosità sull’amamelide
Conosciuta come “witch hazel”, o “nocciolo delle streghe”, l’amamelide deve il suo soprannome ad un curioso aneddoto. I primi coloni europei della Virginia notarono la somiglianza della pianta con il nocciolo europeo ed iniziarono a utilizzarne i rami per pratiche rabdomantiche, associandola così al mondo delle streghe. Questa pianta non ha solo un fascino estetico: gli indigeni americani la consideravano un vero e proprio toccasana, sfruttando foglie e corteccia per le sue proprietà emollienti e cicatrizzanti, come vedremo nel prossimo paragrafo.
Usi e benefici dell’amamelide
Come già anticipato, le proprietà benefiche dell’amamelide erano conosciute già dai nativi americani, che ne sfruttavano le virtù cicatrizzanti per curare ferite e lesioni. Nel XIX secolo, i coloni europei iniziarono ad utilizzare il distillato delle foglie per alleviare scottature solari ed irritazioni oculari dovute all’eccessiva esposizione al sole. Grazie alla presenza di composti attivi come l’amamelitannino, un tannino speciale contenuto nelle foglie e nella corteccia, l’amamelide è diventata un ingrediente fondamentale in erboristeria. Viene impiegata in lozioni e creme per il trattamento della pelle impura e arrossata, grazie alle sue proprietà lenitive e astringenti. Inoltre, sotto forma di infusi, estratti fluidi o acqua distillata, l’amamelide si rivela efficace per gargarismi, impacchi cutanei e come rimedio per piccoli problemi dermatologici.
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