Piano anticorruzione, scontro in aula sull’istituzione della commissione antimafia

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Chi aveva previsto un Consiglio comunale vivace e scoppiettante, convocato per discutere sulle norme anticorruzione e sulla nuova commissione consiliare, non sarà rimasto deluso. Perché si è rivisto, se pure nei limiti della correttezza istituzionale, il dibattito politico quello vero, dove la sinistra fa la sinistra e la destra fa la destra.

Ma d’altronde c’era da aspettarselo dato che poche ore prima l’ex consigliere Giacomo Olivieri davanti al gup è rimasto più di 5 ore a parlare di presunti accordi politici, presunte strategie che avrebbero condizionato le primarie del centrodestra del 2019 e quindi poi le elezioni comunali che portarono al trionfo di Decaro bis. Non si poteva non discutere in Consiglio di fatti che hanno coinvolto gli stessi consiglieri presenti oggi come Fabio Romito che nel 2019 con l’attuale senatore Filippo Melchiorre partecipò a quelle primarie del centrodestra vinte da Pasquale Di Rella, che fino a qualche mese prima era nel Pd e presidente del Consiglio comunale. Con i voti portati da Olivieri, sbaragliò Romito alle primarie e divenne il candidato sindaco del centrodestra. Nel suo profluvio di parole davanti al giudice l’ex consigliere regionale Olivieri ha parlato chiaramente di un accordo con Emiliano per spaccare il centrodestra e il governatore ha promesso querele per lui e per chi si azzarda a sposare le tesi dell’imputato. Quale occasione migliore allora per il centrodestra, di un Consiglio comunale per riprendere, ricostruire un pezzo di storia politica, seppure sulle parole tutte da dimostrare dell’imputato Olivieri? Non solo ma all’ordine del giorno ci sono due punti di particolare rilevanza: il primo riguarda l’approvazione degli “obiettivi strategici anticorruzione” provvedimento che passa con 20 voti perché l’opposizione ha abbandonato l’aula e il secondo riguarda l’istituenda commissione consiliare antimafia, anticorruzione e legalità e su questo provvedimento l’opposizione torna in aula e dibatte ampiamente, alla fine il provvedimento passerà all’unanimità con 30 voti.

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Cosa è successo 

Ma andiamo per ordine: il centrodestra esce dall’aula e contestualmente fa giungere una nota in cui riporta in primo piano le dichiarazioni di Olivieri. «Le dichiarazioni di queste ultime ore gettano l’ennesima onda di discredito e biasimo sull’intera città, ostaggio dei suoi potenti che da anni non soltanto decidono per la loro parte politica, ma oggi apprendiamo dalle dichiarazioni di Giacomo Olivieri che nei fatti avrebbero deciso anche per il centrodestra. Inquinando il voto, imbrogliando cittadini ed elettori, utilizzando un trojan umano per consentire a Decaro di stravincere le elezioni del 2019. Questa non è democrazia, questa è barbarie. E noi continueremo a lottare per le persone perbene che ancora credono nella politica, nelle istituzioni, nella verità. Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta da parte della sinistra, di sdegno e di vergogna. Non sono arrivate neppure le scuse. Oggi il centrodestra rinasce, come l’araba fenice, sulle ceneri della verità». E in aula dove i consiglieri di centrodestra rientrano per discutere della commissione consiliare antimafia, il tono non cambia. «Non può passare tutto per normale – attacca Giuseppe Carrieri, FI – se poche ore fa abbiamo appreso che le primarie del 2019 sono state inquinate, non possiamo restare a guardare. Avevamo pensato di disertare l’aula per tutta la seduta ma avevamo preso un impegno. Oggi non è una giornata da celebrare, oggi si celebra la sconfitta della città, anche perché se si istituisce una commissione antimafia, vuole dire che c’è una patologia in atto». «Un anno fa eravamo tutti scossi, era un momento triste per la città e per l’amministrazione, dopo un anno – sottolinea Antonio Ciaula, FdI – quest’amministrazione ci mette a disposizione questa possibilità della commissione antimafia, noi vogliamo che sia vera per evitare ciò che si è verificato negli scorsi anni. La ferita che ci lascia questo anno è profonda e se pure dovesse rimarginarsi, resterà una cicatrice indelebile. C’è stata quasi euforia per il commissariamento mancato, ma a volte dire che non tutto è andato bene che anche noi abbiamo sbagliato, avrebbe portato a una distensione nei rapporti. Bari può farcela se voi cambierete», dice rivolgendosi alla maggioranza. Fabio Romito confessa di «aver difficoltà a trattare questi temi, per l’ipocrisia di questo pomeriggio. Non si può far finta di nulla. Se verificati, quegli episodi sarebbero indegni della democrazia. Se le elezioni del 2019 sono state inquinate dal centrosinistra questo ci porterebbe a riscrivere la storia degli ultimi 6 anni, sarebbe la più grossa truffa elettorale della città. Certo è che il nostro candidato sindaco a un certo punto si impegnò molto meno. Oggi il tempo restituisce dignità e decoro a quei cittadini che avevano creduto nel cambiamento. Mi auguro in una presa di coscienza serie su quello che è accaduto. Competere in maniera onesta è un valore». Infine il comitato “Giù le mani dai sindaci” denuncia «la grave disparità di trattamento nelle decisioni che colpiscono le amministrazioni locali». In riferimento al trattamento ricevuto da Bari sottolineano come «in molti altri casi, comuni siano stati sciolti per situazioni di gran lunga meno gravi o addirittura inesistenti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA – SEPA





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