In città, già scelta da Mandarin Oriental e Four Season per lo sbarco in Italia, si preparano nuove aperture: Plein Hotel e The Carlton tra le altre. Naro (Federalberghi):«Attirano una clientela altospendente, in arrivo per business ma anche per divertimento»
A un anno dalle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio 2026, la città si prepara all’evento anche dal punto di vista dell’accoglienza con l’apertura di nuovi hotel 5 stelle. «Un fenomeno che si registra ormai da diversi anni: dopo Expo sono arrivati tutti i grandi marchi nazionali e internazionali» spiega Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano. Che continua: «In città ci sono oltre trenta 5 stelle, più che a Roma, e altri stanno per arrivare: non a caso qui hanno aperto il primo Four Season e il primo Mandarin Oriental in Italia. Sicuramente Milano è la città che ha il maggior numero di hotel gestiti con brand internazionali rispetto anche a città d’arte come Roma, Firenze e Venezia».
Questi alberghi hanno portato «una clientela altospendente: un trend che negli ultimi anni ha avuto un’ulteriore accelerazione, anche dopo la pandemia il primo segmento che è ripartito è stato quello del lusso». I 5 stelle viaggiano su un’occupazione media annua intorno all’80% per cento «possiamo dividerli in due categorie: quelli extra lusso che hanno ormai prezzi medi intorno agli 800 euro a camera per notte, e quelli che offrono un lusso più accessibile, intorno ai 500 euro». Tra gli hotel con performance importanti soprattutto «quelli centrali, come il Mandarin Oriental, il Four Seasons e il Bulgari».
Ma negli ultimi tempi si sono accese nuove insegne: a partire da Palazzo Cordusio Gran Melià, che ha cambiato il volto di piazza Cordusio. Da scoprire, invece, in una piazzetta nascosta, Casa Brera, a luxury collection hotel, Milan del gruppo Marriott, con quattro ristoranti e bar panoramico diventato un punto di ritrovo anche per i milanesi per l’aperitivo o la cena. Lo stile di vita meneghino, infatti, è un’attrattiva per molti turisti. E sempre Marriott ha in programma l’apertura di un nuovo W in corso Matteotti: i lavori sono in corso ma ancora non si sa quando finiranno.
È appena stato inaugurato, invece, il primo febbraio, Nemi in via Cellini, zona corso XXII Marzo. Il nome è un acronimo di Nest in Milan: «Un nido urbano per far sentire gli ospiti come a casa — spiega il direttore marketing Piergiorgio Capozza — Quello che distingue Nemi rispetto ad altri progetti ricettivi è l’attenzione verso un lusso connesso al territorio. Dalla scelta dei fornitori locali al design che celebra il quartiere, fino alle esperienze personalizzate per gli ospiti, ogni elemento è un invito a scoprire la vera essenza di Milano». A breve anche l’apertura delle suite del The Plein Hotel, nato al posto del quartier generale di Krizia in via Manin, che ha già aperto al pubblico bar e ristoranti.
Mentre Rocco Forte, che in via Manzoni all’angolo con via della Spiga ha già aperto le sue house, appartamenti privati che però garantiscono servizi esclusivi, ha appena annunciato l’inaugurazione, in autunno, di The Carlton, lussuoso albergo nato al posto del Baglioni di via Senato e che già si preannuncia come uno dei più chic in città: la struttura avrà 70 camere e suite, un ristorante e lounge bar, una spa con centro fitness e un rooftop bar panoramico con vista a 360 gradi sui tetti del Quadrilatero.
Ma non finisce qui: «Tra il 2025 e il 2026 attendiamo Edition in corso di Porta Romana 10, all’angolo con via Rugabella, dove un volta c’erano gli uffici elettorali» continua Naro. Nel 2026 al posto dell’ex cinema Arti di via Mascagni dovrebbe aprire Soho House, che nasce anche come member’s club. Mentre un Rosewood dovrebbe inaugurare in via Borgonuovo e un Six Senses in via Brera 19. «Dovrebbe trasformarsi in un albergo anche l’ex garage Sanremo nelle Cinque Vie», continua Naro. In Duomo, Siam, Società incremento alberghiero Milano, si è aggiudicata la riqualificazione del Palazzo dei Portici Meridionali che diventerà un hotel. In ristrutturazione, con un progetto a cura di Stefano Boeri, Palazzo Stelline in corso Magenta: apertura prevista nel 2026 con il marchio Mgallery, brand del gruppo Accor.
«Insomma, a Milano ci sono importanti investimenti nel mondo dell’ospitalità di lusso da parte di fondi e catene internazionali».
E, Olimpiadi a parte, evento al quale sono attesi 2 milioni di visitatori in due settimane, la città sta registrando un boom di turisti da tutto il mondo: record nel 2024 con oltre 9 milioni di viaggiatori. «Il turista americano, grazie soprattutto al dollaro forte, ha portato a un aumento dei prezzi in città, ma il 40% delle camere degli hotel è occupato da turisti europei: inglesi, francesi, scandinavi, mentre è sceso un po’ forse il tedesco». La clientela arriva in città «metà per lavoro e l’altra metà per piacere: infatti i prezzi delle camere sono più alti nel week end e non durante la settimana come dieci anni fa, quando si veniva nel capoluogo lombardo soprattutto per business». Cresciuto anche il pernottamento medio, salito a 2 notti, poi la gente si sposta. «L’aspettativa è che le Olimpiadi possano essere un’ulteriore spinta per abbellire Milano e per offrire strutture alberghiere sempre più accoglienti e ricche di servizi e che questo trend di eventi che in qualche modo aumentano l’attenzione sulla città possa essere sempre rinnovato con occasioni per venire qui a Milano», conclude il presidente di Federalberghi Milano.
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