Studenti e docenti in Islanda per conoscere sul campo i fenomeni vulcanici dell’isola

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Alcuni studenti del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse andranno a giugno in Islanda per conoscere da vicino e studiare sul campo i fenomeni vulcanici che caratterizzano quell’isola. L’iniziativa è prevista nell’ambito del Blended Intensive Program ‘Rocks from field’ al quale partecipano, oltre ai geologi federiciani, quelli dell’Ateneo di Innsbruck, in Austria, e di Reykjavik, in Islanda. “Il progetto – spiega il prof. Claudio Scarpati, che è un vulcanologo e tra qualche mese accompagnerà gli studenti sull’isola atlantica – prevede a rotazione la partecipazione di varie aree universitarie. L’intesa con gli austriaci e gli islandesi fu firmata dal mio collega Lorenzo Fedele, un geochimico e un petrologo. I primi ad ospitare siamo stati noi della Federico II due anni fa. Vennero gli studenti islandesi ed austriaci. Li portammo sulle aree vulcaniche napoletane e poi sulle Alpi per vedere le rocce alpine”.
Quest’anno “sono in programma 5 lezioni teoriche a distanza e sette giorni di attività di campo in Islanda nella prima decade di giugno. Andremo a vedere i vulcani islandesi ed un impianto geotermico e preleveremo campioni, che poi analizzeremo nei laboratori dell’Università di Reykjavik. Se saremo fortunati, poiché proprio nella zona intorno alla capitale islandese sono in atto alcune eruzioni, potremo assistere al fenomeno. La collega islandese mi ha anticipato che chiederà un permesso per avvicinarci – ovviamente in sicurezza e nel rispetto delle regole a tutela dell’incolumità di tutti – alle aree dove sono in atto le eruzioni”. La partecipazione al corso frutterà agli studenti 4 crediti formativi.

Il vulcanismo, diverso dal nostro, è “più effusivo che esplosivo”

Complessivamente, informa il prof. Scarpati, “il programma prevede quest’anno il coinvolgimento di 30 allievi dei tre Atenei, 10 per ciascuno. Il mio Dipartimento ha emanato un bando per assegnare le borse di studio che sosterranno economicamente il soggiorno in Islanda dei partecipanti. Hanno presentato domanda in 19 e ne sono state selezionate 10. Per ora, le borse di studio disponibili sono 5. Quattro sono andate agli allievi della Laurea Magistrale in lingua inglese in Volcanology ed una è stata attribuita ad una studentessa della Triennale in Geologia. Prevedono un contributo di 80 euro al giorno più le spese di viaggio, che dipendono dalla distanza.
Nel caso specifico notevole, perché ci spostiamo di 3500 chilometri. Richiederemo la copertura di altre borse di studio, peraltro, e speriamo di ottenerle. Per l’alloggio, potremo contare, anche noi docenti che accompagneremo gli studenti, sulla foresteria dell’Università islandese. Certamente spenderemo meno che in albergo ed avremo la possibilità di sperimentare una realtà, quella del campus, che per tutti noi è piuttosto nuova”.
L’Islanda è terra di vulcani ed eruzioni molto frequenti. “È situata in una zona – spiega Scarpati – in cui si allontanano le placche, il mantello fonde e alimenta continuamente magmi. Di solito questi magmi restano confinati sotto il livello del mare, ma nel caso dell’Islanda sono emersi e si sono accumulati fino a formare l’isola. Per spiegarlo in termini diversi, c’è una specie di enorme cicatrice che attraversa al centro l’Oceano Atlantico e dalla quale fuoriesce magma. Per la maggior parte il vulcanismo resta confinato sott’acqua, ma talvolta arriva in superficie. Così si è formata l’Islanda”. Lì, prosegue nella spiegazione il docente, “c’è un vulcanismo diverso dal nostro perché più effusivo che esplosivo.
Non significa, tuttavia, che non possano esserci anche eruzioni di tipo esplosivo o che i fenomeni non determinino conseguenze rilevanti sulle attività umane. Sono stati evacuati diversi centri abitati a seguito delle eruzioni in atto da alcuni mesi nella zona intorno alla capitale. Circa 15 anni fa, poi, l’eruzione di un vulcano islandese distribuì una notevole quantità di ceneri in direzione est e ci furono per alcuni giorni pesantissimi contraccolpi sulla regolarità della circolazione aerea in Europa. Il traffico dei voli fu sostanzialmente bloccato”.
Fabrizio Geremicca
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Ateneapoli – n. 3 – 2025 – Pagina 21



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