Approvato il progetto di fattibilità di Snam per la creazione di un’area di rinaturalizzazione che ospiterà 70 mila specie differenti e diversi percorsi ciclabili e pedoanali
Ravenna sarà presto dotata di un nuovo “polmone verde” di 80 ettari, attraversato da percorsi ciclopedonali e abitato da circa 70 mila piante, tra cui 11 mila pini. Il progetto fa parte delle misure compensative e di riequilibrio ambientale legate alla realizzazione dell’impianto rigassificatore e la realizzazione sarà a carico di Snam, che metterà in campo un investimento di 8,9 milioni.
La nuova area occuperà il posto di alcuni terreni agricoli di Punta Marina, tra il parcheggio scambiatore e via dell’Idrovora, a lato di via Trieste. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica presentato dall’azienda milanese è stato approvato dalla giunta comunale e si procederà ora alla progettazione esecutiva e all’avvio dell’intervento. Secondo quanto stabilito dal decreto di autorizzazione, i lavori dovranno essere completati entro un anno dall’entrata in funzione dell’impianto di rigassificazione (prevista ad aprile). Una volta terminato il periodo di gestione iniziale di tre anni da parte di Snam, l’area rinaturalizzata diventerà di proprietà comunale. L’area di Punta Marina sarà caratterizzata da dune morbide, prati che si inondano periodicamente, boschi, siepi e habitat tipici della zona costiera. In particolare, saranno creati prati salmastri sfruttando la presenza di suoli a contatto con le acque sotterranee della vicina Piallassa, e saranno ricostruiti piccoli boschi che rievocano la natura originaria del territorio.
«Si tratta di un’ingente opera di rigenerazione ambientale, che consegnerà non solo alla località di Punta Marina ma a tutta la comunità ravennate un vero e proprio polmone verde caratterizzato dagli ambienti tipici del nostro territorio – sottolinea il sindaco facente funzioni Fabio Sbaraglia – In generale, gli interventi di compensazione e mitigazione ammontano a circa 20 milioni di euro e rappresentano tutti un’importante opportunità di valorizzazione del territorio. Oltre alla rinaturalizzazione si guarda anche al progetto di un percorso ciclabile di collegamento tra via Canale Molinetto e in via Trieste; all’adeguamento e al collegamento del percorso ciclabile fra via Molinetto e via delle Americhe; all’intervento di riqualificazione urbana di viale dei Navigatori a Punta Marina e l’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica sostituendo oltre 10mila punti luce con impianti a tecnologia led, intervento già in corso e che comporta un risparmio complessivo annuo di circa 3 milioni 200 mila kilowattora».
Il piano prevede diverse fasi operative: inizialmente si procederà con la rimozione e risistemazione del terreno superficiale, seguita dalla creazione di un bacino allagato: un canale scavato darà origine a piccole depressioni che verranno inondate per favorire la crescita di piante tipiche dei prati umidi. Accanto a questo, verranno modellate delle dune in elevazione che guidano la disposizione dei filari di piante e piccoli boschi, riprendendo le forme naturali del passato. Sul fronte della vegetazione, il progetto prevede l’impiego di specie autoctone per ricreare fedelmente l’ecosistema storico della zona. Verranno distinti tre ambienti principali: nella zona dei “prati inondati” si utilizzeranno miscele di piante erbacee, seminando tramite tecniche come l’idrosemina per ottenere tappeti verdi che, con il tempo, accoglieranno anche arbusti e qualche albero; per i “boschi costieri” saranno impiegati alberi quali il Populus alba (pioppo bianco) e il Quercus robur (farnia), affiancati da arbusti come il Fraxinus excelsior (frassino comune), il Juniperus communis (ginepro) e il Rubus ulmifolius (mora selvatica). Anche nelle zone retrocostiere verranno riproposte ulteriori specie autoctone, tra cui 11 mila pini, selezionate in base alla loro capacità di resistere sia a periodi di siccità sia ad allagamenti, e saranno realizzate schermature di piante a crescita rapida per attenuare l’impatto visivo dell’area tecnica. Complessivamente è prevista la piantumazione di circa settantamila piante tra alberi, arbusti e specie erbacee.
Un ulteriore elemento chiave del progetto è rappresentato dalla rete dei percorsi. L’area verrà attraversata da sentieri pensati sia per chi desidera camminare che per i ciclisti. Questi percorsi, realizzati con materiali drenanti (con tratti in terra stabilizzata e in conglomerato cementizio drenante), si estenderanno per diverse centinaia di metri, collegando il parco al sistema ciclopedonale esistente e creando un collegamento diretto con Ravenna e la costa. Nei punti nodali saranno previste aree di sosta attrezzate con sedute, pergole in legno e torrette per l’osservazione della natura, arricchite da pannelli informativi che illustrano la storia e le peculiarità del territorio.
Essendo l’area già percorsa da vari impianti tecnologici (rete elettrica, telefonica, ecc.) e da un reticolo idrologico esistente, gli elementi naturali verranno ricostituiti conservando tutti i servizi esistenti, mediante un moderno approccio di progettazione integrata e grazie alla collaborazione e disponibilità degli enti gestori. Inoltre, utilizzando prese irrigue esistenti, in accordo con il Consorzio di Bonifica della Romagna, verrà garantita la derivazione di acqua dolce da marzo a ottobre per favorire il massimo attecchimento delle piantumazioni.
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