Botta e risposta tra le consigliere regionali: “Esiste uno schema di bozza che è ancora sottoposto al lavoro incessante dei coordinatori degli Ats e che quindi subisce integrazioni o modifiche continue”
CAMPOBASSO. Piano sociale: non si è fatta attendere la replica della delegata regionale Stefania Passarelli all’attacco mosso dalla consigliera del PD Alessandra Salvatore all’indomani dei lavori del Consiglio regionale che ha trattato la mozione presentata dai consiglieri di minoranza. “Punto per punto, ho risposto – in qualità di consigliere delegato alle Politiche sociali – alle richieste di impegno che la stessa mozione riportava. Sul presunto mancato coinvolgimento dei sindaci, diventato ormai un tormentone, mi fa specie che la consigliera regionale, nella sua nota stampa, non abbia fatto menzione dell’esistenza di una delibera di Giunta regionale che ha istituito, nel febbraio scorso un gruppo operativo del quale sono parte integrante, per la prima volta, i presidenti dei Comitati dei Sindaci degli Ambiti territoriali sociali”.
Poi la questione relativa al mancato coinvolgimento dei sindaci. “Lo ribadisco per l’ennesima volta – continua Passarelli – i sindaci sono ampiamente rappresentati posto che partecipa la figura che ne è espressione. Senza dimenticare che i sindaci hanno preso parte al primo incontro informativo tenuto il 24 gennaio scorso alla presenza del presidente della Giunta regionale, Francesco Roberti. E che dalla prossima settimana, sempre su indicazione del presidente, iniziamo una serie di incontri specifici con ogni Ambito territoriale sociale. Cominciamo dagli Ats di Venafro, Agnone, Larino e Riccia-Bojano incontrando tutti i sindaci dei Comuni che fanno parte. Quindi, consigliera Salvatore, questo sarebbe un punto di arrivo e non, invece, il punto di partenza che lei invoca nella sua nota stampa? Sono costretta, evidentemente, a ribadire anche che allo stato attuale esiste uno schema di bozza di Piano sociale regionale che è ancora sottoposto al lavoro incessante dei coordinatori degli Ats e che quindi subisce integrazioni o modifiche continue: motivo questo per il quale non è stata ancora inviata la bozza definitiva ai componenti del tavolo tecnico allargato (come da Dgr 88/2024) del quale fanno parte i presidenti dei Comitati dei Sindaci degli Ats che avranno il tempo per studiarla, condividerla con i primi cittadini, proporre modifiche o integrazioni. Nell’argomentare le risposte alle richieste di impegno proposte nella mozione poi respinta dalla maggioranza, ho spiegato ai consiglieri di opposizione che nel Piano sociale nazionale la coincidenza tra Ats, Distretti sanitari e Centri per l’Impiego non è più e solo una raccomandazione. Ho anche indicato il numero della pagina dove poter leggere quello che cerco di spiegare da giorni: pagina 46, Priorità 1. Come si fa a sostenere che si tratti di una raccomandazione che per il Molise non può valere? Ho cercato altresì di spiegare ai colleghi che il mancato raggiungimento dei livelli delle prestazioni sociali, soprattutto per quanto attiene alle assunzioni a tempo pieno e indeterminato degli assistenti sociali è causa di mancata erogazione di fondi aggiuntivi e, soprattutto, possibile motivo di commissariamento dell’Ambito territoriale sociale, con tutto quello che significa in ordine alle prestazioni sociali in favore degli aventi diritto. In ordine alle altre questioni poste su un documento che oggi è ancora allo stato embrionale – motivo per il quale ho rimarcato che si stava parlando ‘del nulla’, intendendo proprio che non esiste ancora una bozza definitiva, ovviamente – ho spiegato che la forma giuridica che ogni Ats intenderà assumere esula dalle prerogative della Regione in quanto è una facoltà in capo proprio agli Ambiti territoriali sociali.
Preciso, inoltre, che anche il ricorso alle società esterne per l’erogazione dei servizi esula dal Piano sociale regionale essendo attività specifica in capo agli Ats. Ancora: per chi lamenta la carenza di opportunità lavorative, causa dello spopolamento, ho affrontato il tema delle assunzioni a tempo pieno e indeterminato degli assistenti sociali (il famigerato Leps) che consente di attivare un percorso virtuoso per l’internalizzazione del personale, così da evitare forme di precariato e, perché no, anche di ‘sfruttamento’. Niente da fare: oggi leggo che per la consigliera Salvatore l’assessore Cefaratti concorderebbe con la minoranza di centrosinistra. La consigliera Salvatore, però, dimentica che lo stesso assessore Cefaratti, nel sottolineare la bontà dell’iter – e non potrebbe essere diversamente posto che quella delibera è nata proprio dalla volontà, sua e della Giunta regionale, di consentire, per la prima volta, la partecipazione diretta al tavolo del ‘livello politico’ tanto caro a chi oggi finge che nulla sia cambiato – abbia rimarcato come la possibilità di commissariamento per gli Ats che non raggiungono i Leps non sia affatto campata in aria, smentendo i contenuti della ‘filippica’ della sua collega Fanelli. L’assessore Cefaratti ha ricordato che in questi mesi è stato avviato un processo diverso rispetto a quello seguito in passato dove si procedeva con un ‘copia e incolla’ dei Piani sociali regionali, che questo iter deve essere contraddistinto da “coinvolgimento, coraggio e integrazione socio sanitaria” e che la programmazione di incontri sul territorio consentirà di arrivare ad una sintesi. Alla consigliera Salvatore – sottolinea infine Passarelli – ricordo che la sua mozione è stata respinta e che, per discutere della bozza del prossimo Piano sociale regionale, dovrà necessariamente aspettare che il tavolo tecnico la licenzi”.
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