Comune, Unitus e Apea insieme per la realizzazione del centro di ricerca al Poggino
Un progetto di collaborazione per supportare le imprese locali e favorire l’integrazione tra ricerca, innovazione e sviluppo economico del territorio
VITERBO – Il Comune di Viterbo avvia i lavori per la realizzazione del nuovo centro di ricerca al Poggino, un progetto che vedrà la collaborazione tra Apea Viterbo e l’Università degli Studi della Tuscia. L’obiettivo è supportare le imprese locali nell’affermarsi sia a livello nazionale che internazionale, offrendo agli studenti dell’Unitus l’opportunità di entrare in contatto diretto con le aziende, contribuendo così alla creazione di un tessuto produttivo solido all’interno del territorio.
La sindaca Chiara Frontini ha espresso grande soddisfazione per il progetto: ‘Questa amministrazione ha fatto del rapporto con l’imprenditoria un pilastro della sua attività, sia in termini di spazi che di supporto istituzionale, favorendo la nascita di collaborazioni come quella che stiamo avviando.’
L’assessore Emanuele Aronne ha spiegato il percorso che ha portato alla realizzazione del progetto, ripercorrendo le tappe principali. Nel 2016, infatti, il Comune ottenne il finanziamento e avviò una manifestazione d’interesse per la creazione del centro. Sebbene l’idea fosse già valida durante l’amministrazione Michelini, Aronne ha sottolineato che non si può giustificare il fatto che un progetto finanziato nel 2017 non fosse ancora stato realizzato. ‘È ora di portare a termine un progetto che va avanti da troppo tempo. Abbiamo bisogno di un centro che faccia crescere delle potenzialità che restino nel nostro territorio, e finalmente tutto questo sta per partire’, ha dichiarato.
Il centro di ricerca, intitolato a Piero Angela in omaggio al celebre divulgatore scientifico, sarà un punto di incontro tra tre principali realtà: l’università, l’amministrazione e le imprese del territorio. ‘Creare questo progetto al Poggino significa riqualificare l’area e avviare il quarto atto dei lavori – afferma il consigliere delegato alle attività produttive, Marco Nunzi – Arrivare al Poggino vuol dire entrare in una zona completamente trasformata, e ora non abbiamo più timore ad attirare gli imprenditori che vogliono investire nell’area industriale viterbese.’
L’Università degli Studi della Tuscia avrà un ruolo centrale in questo ambito, coinvolgendo docenti e studenti in attività di ricerca e sviluppo a supporto delle aziende. Come sottolineato dal vicerettore Alvaro Marucci: ‘La nostra è un’università che si sta aprendo al mondo che ci circonda e ci stiamo inserendo in un contesto sempre più internazionale. Fino ad ora, le iniziative di supporto alle aziende erano limitate ai docenti, ma ora questo progetto mira a rendere efficace il contatto tra l’università, quindi i giovani studenti, e il mondo delle imprese’. Marucci ha anche evidenziato che le collaborazioni tra università e imprese sono state finora sporadiche, ma con la creazione del centro si intende rendere questa cooperazione strutturata e duratura, aprendo anche la possibilità di intercettare nuove fonti di finanziamento.
Apea Viterbo ha recentemente cambiato nome, passando da Acquarovit a Apea Viterbo, per consolidare la propria presenza sul territorio. Il presidente Gian Matteo Panunzi ha sottolineato l’importanza di una governance strutturata per rispondere alle esigenze delle imprese locali, che operano in settori diversi: ‘Il nostro obiettivo è mantenere le imprese competitive attraverso l’innovazione e la valorizzazione delle risorse umane’, ha dichiarato Panunzi. Il centro Piero Angela diventerà un punto di riferimento per l’incontro tra ricerca, formazione e progettazione, catalizzando lo sviluppo delle imprese locali.
Dopo la firma dell’accordo tra i due enti, il Comune avvierà la costruzione, con l’auspicio di inaugurare il centro entro la fine del 2026. L’opera sarà finanziata in gran parte da un contributo governativo di 1 milione e 250mila euro, mentre il Comune contribuirà con un importo di 447mila euro, a cui si aggiungeranno eventualmente ulteriori 350mila euro.
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