Le toghe contestano la separazione delle carriere proposta nel disegno di legge del guardasigilli. «Temiamo la rivisitazione del ruolo del pm che oggi è una grande garanzia per tutti i cittadini, libero di verificare i fatti a 360 gradi. Rinunciare a questa garanzia sarebbe molto grave», ha detto il presidente di Anm Cesare Parodi
Allo scontro tra politica e magistratura si aggiunge un nuovo tassello con lo sciopero nazionale indotto dall’Associazione nazionale magistrati. La mobilitazione è stata indetta durante l’assemblea straordinaria dello scorso 15 dicembre «a difesa della Costituzione» per protestare contro il disegno di legge per la riforma costituzionale della giustizia del guardasigilli Carlo Nordio.
I magistrati contestano soprattutto la separazione delle carriere dei magistrati che prevede una distinzione per le funzioni tra i magistrati inquirenti, cioè i pubblici ministeri che conducono le indagini, e quelli giudicanti, cioè i giudici che emettono le sentenze, ma anche contro l’istituzione di un’Alta corte disciplinare, a cui viene attribuita la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, sia giudicanti che requirenti.
«Non è uno sciopero contro qualcuno ma a difesa di una serie di principi della Costituzione in cui fermamente crediamo e che sono fondamentali per i cittadini. È tutto fuorché una difesa di casta. Noi non difendiamo nessun privilegio», ha detto il presidente dell’Anm Cesare Parodi, intervistato da Radio 24.
«Che ci possa essere in prospettiva una mutazione genetica del pubblico ministero, che il pm possa essere condizionato dai poteri forti è un rischio concreto. E questo sarebbe l’aspetto più negativo per i cittadini comuni», ha aggiunto. «Temiamo la rivisitazione del ruolo del pm che oggi è una grande garanzia per tutti i cittadini, libero di verificare i fatti a 360 gradi. Rinunciare a questa garanzia sarebbe molto grave».
Sulla questione è intervenuto anche il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri: «Non riteniamo sia proporzionato dover toccare la Costituzione per quattro magistrati l’anno che da pm chiedono di diventare giudice. Mi pare sia qualcosa di davvero sproporzionato e quindi per noi è normale, ed è ovvio, che questa riforma sottenda a qualcos’altro», ha detto.
Il timore che il pm finisca assoggettato dall’esecutivo scaturisce da ciò che accade in paesi dove c’è la separazione dei carriere: «Poco dopo il pm passa sotto l’esecutivo. E di questo non si sente assolutamente l’urgenza né la necessità. I problemi della giustizia sono altri, le emergenze sono altre, non certo la separazione delle carriere».
Cosa prevede la giornata
Da Trieste a Palermo i magistrati si confronteranno con i cittadini in numerosi eventi e manifestazioni con lo scopo di spiegare le ragioni del no alla riforma costituzionale della giustizia. Il programma prevede assemblee pubbliche e manifestazioni dei magistrati in 29 città.
Secondo le prime indicazioni, ancora provvisorie, l’adesione allo sciopero a Torino supera abbondantemente, in certi settori, il 70%. A Genova l’adesione in procura sarebbe del 95% mentre per il tribunale è dell’80%. A Milano, secondo il presidente del Tribunale Fabio Roia, le adesioni sono al 90%. A Palermo siamo a circa il 70% di magistrati scesi in piazza.
A Roma c’è stato un flash mob sulla scalinata della Corte di Cassazione (i magistrati indossano la toga e la coccarda tricolore con in mano una copia della Costituzione italiana).
Dopodiché l’appuntamento è stato davanti al Cinema Adriano per un’assemblea pubblica alla quale parteciperanno il presidente dell’Anm Cesare Parodi e il segretario generale Rocco Maruotti, oltre ai componenti della Ges Roma e della Ges Cassazione, come anche personalità della società civile. Tra gli ospiti, Gianrico Carofiglio, i magistrati Giuseppe Santalucia ed Enrico Scoditti, la professoressa Tania Groppi, l’avvocato Giuseppe Iannaccone. Il dibattito sarà accompagnato dal live painting dell’illustratore Lorenzo Terranera.
Il 5 marzo è previsto un incontro tra i vertici dell’Anm e la premier Giorgia Meloni per discutere della riforma.
© Riproduzione riservata
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link