Scadenza prima rata IMU 2025: come calcolare l’importo

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Articolo aggiornato il 27 Febbraio 2025 da Nicola Di Masi

L’IMU è l’imposta municipale unica sugli immobili, istituita dal Governo Mario Monti, per tutti i possessori di case di lusso (anche se sono abitazioni principale) e per i titolari di immobili, diversi dalla prima casa di abitazione.
Quando va pagata la prima rata di Acconto nel 2025 e chi deve procedere al pagamento?

L’IMU è l’imposta municipale Unica sulle abitazioni principali definite come case di lusso (con categoria catastale A/1, A/8 e A/9) e sulle seconde case. Ha sostituito la vecchia ICI ed è stata introdotta con l’art. 13 del Decreto Legge 201/2011, dal 1° Gennaio 2012.

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Saldo e stralcio

 

Dopo l’eliminazione della Tasi, una tassa sui servizi che si pagava insieme all’Imu, quasi tutti i Comuni, hanno aumentato l’aliquota IMU, per compensare la perdita dell’incasso del tributo.

Sono obbligati a pagare l’Imu 2025, tutti i possessori di beni immobili in Italia (con esclusione della casa di abitazione e delle pertinenze), aventi diritto reale di godimento, ossia di proprietà, usufrutto, uso, enfiteusi o superficie ed abitazione. Si paga l’Imu, anche sulle abitazioni principali di lusso, con categoria catastale A/1, A/8, A/9. Quindi anche i proprietari di case in Italia residenti all’estero, devo pagare l’Imu alle scadenze previste.

L’Imu è dovuta anche:

  • sui terreni identificati come aree fabbricabili, (il valore venale dell’area fabbricabile deve essere rilasciata dal Comune dove è ubicato il terreno)
  • chi ha in concessione un’area demaniale,
  • per gli immobili concessi in comodato gratuito (la base imponibile è ridotta al 50%), solo se il contratto è registrato presso l’Agenzia delle Entrate,
  • i proprietari di immobili concessi in leasing, anche se si tratta di immobili da costruire o in corso di costruzione. I locatari devono pagare l’IMU dalla data di sottoscrizione del contratto e per tutta la sua durata,
  • gli immobili con categoria commerciale,
  • gli immobili non agibili. Si paga al 50%.

Chi non deve pagare l’IMU nel 2025?

Al contrario, non devono pagare l’Imu sugli immobili:

  • i proprietari di solo casa di abitazione e pertinenza (box, cantina o garage) situata in prossimità della casa di abitazione principale. E’ identificata come abitazione principale e non devono pagare l’imu, i proprietari con residenza anagrafica certificata dal Comune e dimora abitale,
  • il coniuge superstite o vedovo, erede della casa di abitazione principale. In questo caso i figli del coniuge superstiti non devono pagare l’imu sulla loro quota.
  • gli inquilini non devono pagare l’Imu,
  • i coniugi separati o divorzianti non residenti ed i proprietari di immobili assegnati al Tribunale all’ex coniuge,
  • gli anziani ricoverati presso case di cura, che cambiano eventualmente la residenza,
  • i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, finché permanga tale destinazione e non siano locati,
  • gli immobili destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli (con categoria catastale D/3) solo se, i relativi proprietari, siano anche i gestori delle attività.

Inoltre ci sono particolari agevolazioni per gli immobili:

  • storici o inagibili,
  • per le abitazioni concesse in comodato gratuito.

Come si calcola IMU 2025? aliquote e pagamenti

Per calcolare l’Imu 2025, bisogna prima di tutto, essere in possesso della rendita catastale dell’Immobile, indicata sull’atto di compravendita dell’immobile, sulla visura catastale (rilasciata da un ingegnere o geometra) o sulla dichiarazione di successione.

Soprattuto in caso di successione o mancata presentazione della successione, ad esempio dei nostri genitori, il nostro consulente Nicola, consiglia ai figli di pagare l’Imu, nello stesso anno del decesso, per non ricevere sanzioni dal parte del Comune.

Ad esempio, nella visura catastale seguente, ci sono tutti i dati per il calcolo dell’Imu:

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  1. il Comune dove è ubicato l’immobile,
  2. i dati identificati,
  3. la categoria catastale, (nell’esempio A/4)
  4. la rendita catastale (il valore che ci interessa),
  5. in basso, a chi è intestato l’immobile e la quota di possesso.
Visura catastale degli immobili

Bisogna anche identificare il periodo di possesso, ossia la data di proprietà dell’immobile. (Ad esempio dal 1° Gennaio 2025 al 31 Dicembre 2025).

Dopo aver sottomano tutti i dati necessari, per calcolare l’Imu bisogna:

  1. rivalutare la rendita catastale del 5% (309,87 + 5% = 340,85)
  2. moltiplicare il risultato di 340,85 (rendita catastale del 5%) per 160 (coefficiente catastale per le abitazioni) per determinare il valore IMU di 52057,60.
  3. Dividere questo valore per la quota di proprietà, ad esempio 1/4 (25%).
  4. 13014,40 (il 25% del valore Imu) lo moltiplichiamo per l’aliquota IMU del Comune dove è ubicato l’immobile, ossia 9,10 e lo dividiamo per 1000.

Il contribuente dell’esempio dovrà pagare 59,00 come acconto entro il 16 Giugno 2025.

I coefficienti catastali per il calcolo dell’Imu 2025, variano a seconda della categoria del catasto e del tipo di immobile:

  1. Coefficiente 160 per categoria da A/1 a A/11 (escluso A/10),
  2. Coefficiente 80 per categoria A/10,
  3. il coefficiente 140 per le categorie da B1 a B8,
  4. il coefficiente 55 per categoria C/1,
  5. coefficiente 160 per categoria C/2, C/6, C/7,
  6. coefficiente 140 per categoria C/3, C/4, C/5,
  7. il coefficiente 65 da categoria D/1 a D/10 (escluso D/5).

Le aliquote IMU 2025, si possono già ricercare nelle delibere approvate dai Consigli Comunali, sul sito del Dipartimento delle Finanze de MEF, oppure contattando l’ufficio IMU del Comune dove è situato l’immobile.

IMU 2025 scadenza prima rata: quando si paga?

L’Imu 2025, come gli scorsi anni, si versa con un modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate denominato F24, ordinario o semplificato. Per identificare l’immobile, il contribuente deve comunicare obbligatoriamente, entro l’anno successivo (entro il 30 Giugno) il possesso di immobili nel territorio nazionale, attraverso una dichiarazione IMU.

Il modello F24 è elaborato dal commercialista o dal Caf, o lo stesso contribuente potrebbe compilare l’imposta IMU da pagare, con i tantissimi programmi gratuiti, messi a disposizione su internet come il sito amministrazioni comunali.

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L’importante è inserire i dati corretti e versare la prima rata, entro la seguente scadenza:

  • 16 Giugno 2025 (primo acconto del 50% dell’imposta o per la rata unica dell’interno anno).

Sul modello F24 bisogna inserire dei codici tributo, per il pagamento dell’Imu. I codice tributo sono:

  1. 3912 per IMU, imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze, articolo 13, c. 7, d.l. 201/2011,
  2. 3913 per IMU, imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale,
  3. 3914 per IMU, imposta municipale propria per i terreni,
  4. 3916 per IMU, imposta municipale propria per le aree fabbricabili – comune,
  5. 3918 per IMU, imposta municipale propria per gli altri fabbricati – comune,
  6. 3930 per IMU, imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D.

Ravvedimento operoso IMU cos’è e come calcolarlo?

Nel caso di ritardo del versamento dell’imposta Imu, il cittadino può pagare, in ritardo, con il ravvedimento operoso. Infatti la legge permette di versare le imposte in ritardo, con la maggiorazione degli interessi e sanzioni.

Il ravvedimento è disciplinato dall’art. 13 del DLgs n.472/97 e consente la regolarizzazione della posizione fiscale del contribuente entro:

  • 14 giorni, con la sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo di 1.4%, più gli interessi legali,
  • dal 15° giorno fino al trentesimo giorno, con la sanzione del 1,5%, più gli interessi per ogni giorni di ritardo,
  • dopo i trenta giorni ed entro i novanta giorni, con la sanzione del 1,67%, più gli interessi per ogni giorni di ritardo,
  • oltre i novanta giorni ed entro un anno dalla scadenza, con una sanzione fissa del 3,75%.

Ogni Comune italiano può stabilire la regolarizzare dei pagamenti anche oltre i termini previsti dalla legge.

Riferimenti normativi: Circolare Mef n. 3/DF del 18/05/2002, Software per il calcolo dell’Imu e della Tasi.

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