Reggio Emilia, 27 febbraio 2025 – È iniziato questa mattina a Bologna il processo d’appello per l’omicidio di Saman Abbas, uccisa a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, la notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 e ritrovata un anno e mezzo dopo, seppellita sotto terra in un rudere a pochi passi da casa.
In aula, nella corte d’Assise d’Appello presieduta dal giudice Domenico Stigliano, i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, condannati all’ergastolo in primo grado: sono arrivati attorno alle 9 e questa mattina si sono rivisti per la prima volta dopo il fatto, in mezzo la lunga latitanza di lei. E proprio Nazia è la vera novità di questo processo: oggi è in aula per la prima volta. Al suo arrivo ha attraversato il cortile della Corte d’appello a capo chino, indossando un velo e con il volto coperto da una mascherina chirurgica. Shaheen non ha mai alzato lo sguardo, neppure quando il marito, anch’egli con il capo coperto dal cappuccio di un giaccone verde, è entrato in aula.
In aula anche lo zio Danish Hasnain, condannato a 14 anni e i due cugini della 18enne, Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, assolti in primo grado e per cui la Procura ha impugnato.
Nazia Shaheen, madre di Saman, con velo e volto coperto da una mascherina chirurgica prima di entrare in Tribunale (FotoSchicchi)
Le notizie in diretta
14:24
Il legale del cugino assolto: “L’appello non scalfirà la prima sentenza”
”Il mio assistito sta vivendo questo appello con grandissima serenità, come d’altronde sto facendo io. Riteniamo che la sentenza sia fatta molto, molto bene e, per quanto riguarda l’appello, che non sia in grado di scalfire il merito del provvedimento di primo grado. Non ha in previsione di tornare nel suo paese d’origine, se non per salutare i familiari che non vede da quasi 5 anni, e non ha alcun timore, è tranquillo, così come Ijaz Ikram”. Lo dice l’avvocato Luigi Scarcella, difensore di Nomanulhaq Nomanulhaq, uno dei due cugini di Saman Abbas imputati per l’omicidio della diciottenne pakistana, uccisa a Novellara nella notte tra 30 aprile e primo maggio 2021.
14:11
Lite in aula sul nuovo video
È ‘lite’ in aula sul nuovo video che mette in sequenza le registrazioni delle telecamere dell’azienda Bartoli e dell’abitazione di un vicino. L’avvocato Foti (per il padre di Saman) sta parlando del video in questione.
Interviene il giudice Domenico Stigliano: “Chi vi ha autorizzato a prendere un video che nessuno ha ancora acquisito agli atti?”
“Come avremmo potuto interloquire di questo – risponde Foti – senza prima averlo visionato?”
13:43
Processo in riapertura
Il sostituto procuratore generale Silvia Marzocchi sta ora illustrando le richieste istruttorie per riaprire il processo.
09:46
Familiari costretti a sedere vicini
I cinque familiari di Saman Abbas imputati per il suo omicidio sono stati ‘costretti’ a sedersi vicini in aula, a causa dell’interprete. Il presidente della Corte di assise di appello di Bologna Domenico Stigliano ha infatti chiesto ai cinque pachistani se comprendessero l’italiano e quindi ha assegnato un unico interprete a tutti. A questo punto la madre Nazia Shaheen, il padre Shabbar Abbas e lo zio Danish Hasnain, detenuti, sono stati fatti sedere in un’unica gabbia (sono due, ai lati opposti, quelle presenti nell’aula Bachelet). Poi però si è posto il problema dei due cugini di
Saman, Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, assolti in primo grado e a piede libero, che a loro volta hanno necessità della traduzione. Il giudice, allora, ha disposto che venissero riuniti vicini, tra i banchi, non avendo dato il difensore di Ikram Ijaz, avvocata Mariagrazia Petrelli, il consenso a far posizionare il proprio assistito all’interno della gabbia. “Non devono interloquire tra loro”, si è raccomandato Stigliano parlando con l’interprete “e devono capire tutto quello che succede”.
09:45
La lettura della vicenda
Ore 10.38: Inizia la lettura della relazione da parte del giudice a latere, relazione che riassume l’intera vicenda.
I genitori di Saman sono arrivati separatamente e si sono rivisti oggi per la prima volta dopo il fatto
09:19
Telecamere in aula
I cugini non esprimono il consenso a farsi riprendere dalle telecamere e si rimettono alla Corte. Nazia si oppone. Anche il padre di Saman, assistito dall’avvocato Sheila Foti, si oppone.
Lo zio Danish invece dà il consenso.
La Procura generale non si oppone alla presenza delle telecamere e ricorda che in primo grado le telecamere sono state ammesse. La procura generale dà quindi il consenso ed evidenzia la rilevanza sociale del processo e invita la corte sulla base dell’articolo 21 della Costituzione di superare anche il dissenso espresso dagli imputati.
Gli avvocati delle parti civili si associano alla procuratore generale o si rimettono alla corte. La corte si ritira.
09:14
Comune di Novellara parte civile
Presenti in aula anche l’ex sindaca di Novellara, Elena Carletti, e l’attuale sindaco Simone Zarantonello. Il Comune di Novellara è parte civile.
09:07
La vera novità è la presenza in aula di Nazia
L’avvocato Liborio Cataliotti assiste Danish Hasnain, lo zio di Saman: “Lo zio Danish è l’unico imputato a trovarsi in una posizione ambivalente – le sue parole subito prima dell’udienza di questa mattina -. Ha proposto appello chiedendo l’assoluzione e subisce anche l’appello della Procura che chiede di riapplicarsi le aggravanti disapplicate su mia richiesta in primo grado. Se fosse una partita di calcio si direbbe zero a zero, palla al centro, perché può succedere di tutto, da assoluzione fino all’ergastolo”.
Per gli altri, sottolinea Cataliotti, “la partita è diversa, ci sono due fronti contrapposti. Shabbar e Nazia hanno fatto appello e per converso la Procura ha appellato avverso l’assoluzione degli altri due imputati (i cugini, ndr). Io penso che le prove raccolte in primo grado siano ampiamente sufficienti, non credo sia necessario il rinnovo dell’istruttoria, ritengo ineccepibile la sentenza che pone un solo dubbio: se Danish sia arrivato prima dell’esecuzione dell’efferato omicidio o immediatamente dopo ed è un dubbio dichiaratamente irrisolto dalla sentenze e che secondo me può fare la differenza”.
La variabile impazzita sono le dichiarazioni degli imputati, Abbas ha già parlato, la vera novità è la presenza in aula di Nazia che non avendo partecipato al dibattimento di primo grado sarebbe elemento dirompente e nuovo del processo.
08:59
Udienza sospesa
Ore 9.55. L’udienza viene sospesa per risolvere la questione interprete: il punto è che i due cugini di Saman (assolti in primo grado e quindi a piede libero, ma comunque ora imputati in questo processo d’appello) non vogliono stare nella gabbia.
Nella gabbia ci sono invece gli altri imputati – padre, madre e zio di Saman. Ora gli avvocati si devono consultare tra loro per trovare un accordo.
08:56
La Corte decide per un interprete unico
Ore 9.50, la Procura generale si oppone alla richiesta del giudice sulla nomina dell’interprete di fiducia. La Corte infine respinge la richiesta: ci sarà un interprete unico per tutti.
08:51
Al via il processo
Alle 9.42 si apre il processo, con l’ingresso del giudice Domenico Stigliano. Si deve affrontare subito la questione della lingua. A domanda se capisca bene l’italiano, il padre risponde: “Non tanto”, gli altri quattro imputati hanno risposto no. Per cui si è proceduto alla nomina degli interpreti. La madre di Saman, difesa dall’avvocato Simone Servillo, ha chiesto di avere un interprete di fiducia.
Lo zio Danish all’arrivo in tribunale a Bologna (FotoSchicchi)
08:49
La consulenza tecnico-informatica della difesa
All’esame della Corte, la consulenza tecnico-informatica della difesa di Shabbar Abbas, assistito dall’avvocata Sheila Foti, secondo cui l’uomo, ripreso dalle telecamere, non era in possesso dello zaino che la ragazza aveva al momento della sua scomparsa, ma una busta.
Lo zio Saman e il padre Shabbar (incappucciato e con mascherina) a Bologna per il processo di Appello (FotoSchicchi)
08:45
I video sugli ultimi giorni di vita della giovane
Al centro dell’udienza di oggi ci sono gli spezzoni di video sugli ultimi giorni di vita della giovane, che i carabinieri del nucleo investigativo hanno raccolto: hanno realizzato un nuovo elaborato dando una scansione cronologica alle riprese fatte dalla videosorveglianza nel periodo di fine aprile 2021. Il dvd è stato depositato dalla Procura reggiana.
08:38
L’arrivo dei genitori di Saman in tribunale
Prima la madre, poi il padre. I genitori di Saman si rivedono oggi in tribunale per la prima volta dopo la condanna di primo grado, dove sono stati condannati all’ergastolo per l’uccisione della figlia 18enne, nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021.
L’arrivo separato della madre e dello zio di Saman in tribunale
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