Pielle più forte dei cerotti. Che impresa con Montecatini (75-67)

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di Giorgio Billeri

Ora sappiamo cosa raccontare, tra qualche anno, ai nipotini davanti al caminetto acceso. “Sai, c’era una volta una squadra che…”. Una favola, sì: questa vittoria della Pielle è una favola sportiva. Una missione impossibile da fare impallidire Tom Cruise e le sue moto volanti. Contro la sfortuna, contro due arbitri quasi inspiegabili, contro Herons che è una signora squadra. Eppure la Pielle ha vinto, due punti che spostano una stagione. Una prestazione sontuosa, perfetta, difesa e attacco, cuore e rimbalzi, con un pubblico da serie A.
Missione impossibile. Togliete Lautaro e Calhanoglu all’Inter. Obbligate Sinner a giocare con la mano sinistra, Pogacar a correre con una ruota forata, montate il motore della Panda sulla Ferrari di Leclerc. Questa era la Pielle stasera, una zattera piena di buchi all’assalto di un incrociatore. Senza il cervello Bonacini, e il lungo che spariglia, Donzelli. Con Vedovato reduce dalla febbre e Lucarelli in panchina per fare numero. Così, piena di cerotti, di incertezze, di timori la Toscana Legno si è giocata un match chiave per l’accesso ai playoff contro Herons Montecatini, formazione con tanti punti nelle mani, esperta, talentuosa. Gettando, ad ogni azione il cuore oltre l’ostacolo. Con Leonzio a portare palla con Venucci, Cepic quattro titolare, Klyuchnyk centro, e in difesa la coperta di Linus della zona: un’arrampicata del sesto grado, come risalire controcrrente un gelido torrente di montagna. Chiera, Sgobba, Kupstas, Natali sono delle macchine da tripla e fanno subito male, gli arbitri, in stato confusionale, ci mettono del loro con decisioni cervellotiche, vedi il fallo in attacco fantasma a Vedovato che si trasforma in tecnico a Campanella o come l’antisportivo che fa esplodere via Allende come una polveriera. Saturno contro, in tutti i sensi, povera Pielle incerottata, che sbaglia troppo, aggredita dall’acido lattico, si piega ma non si spezz. E così Herons, più fresca e lucida, approfitta a piene mani dei regali della coppia in grigio per piazzare il primo allungo: 29-36 all’intervallo lungo, poteva anche andare peggio.
Eppure. Soffrendo, sudando l’impossibile, stringendo i bulloni in difesa la Pielle è ancora in partita. Mette il muso avanti con Vedovato, prima della raffica di uno Sgobba baciato dalla Musa del canestro. All’ultimo riposo è 48-48, con i tremila che cantano, grati e tremanti di speranza. Cantano, e spingono: la Pielle ha gli occhi della tigre. Parziale di 12-8, Leonzio inventa, Hazners mette 5 punti di fila, Herons fa fatica, adesso, in attacco. L’ultimo quarto è da sogno. La difesa stritola Herons mentre si scatena l’uragano Leonzio, immarcabile. Ora non la prendono più, la Pielle. Raccontiamolo ai nipotini.

PIELLE: Venucci 13, Klyuchnyk 16, Leonzio 30, Cepic 6, Del Testa, Hazners 5, Simonetti, Vedovato 4, Campori, Lucarelli.
HERONS: Mastrangelo, Arrigoni 12, Chiera 9, Paesano, Aminti, Natali 10, Dell’Uomo, Trapani 7, Sgobba 17, Giannozzi, Kupstas 7.

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Saldo e stralcio

 

LE PAGELLE
Leonzio 9: Iraddiddio, 30 punti, un tornado nell’ultimo quarto. Porta palla e segna, subisce un mare di falli. Montecatini lo picchia, lui ne esce come James Bond. Elegante, immacolato, letale. 7/16 dal campo, 10/11 ai liberi, 10 rimbalzi. Basta?

Venucci 7,5. Che cuore, che voglia. Lui ci tiene da matti, e va alle crociate da solo contro, la muraglia eretta da coach Barsotti, trova le triple, conduce la zattera petto in fuori: difficile chiedere di più al mancino di San Vincenzo.

Vedovato 6,5. Fino a poche ore dalla palla a due era a letto con la borsa dell’acqua calda. Quando entra, Jacopo fa la voce grossa in difesa contro Arrigoni, che ha gomiti e malizia. Qualcosa di buono anche in attacco, ma come sempre entra nel mirino degli arbitri.

Klyuchnyk 7.5. Titolare a tempo pieno nella Pielle vedova Donzelli. Contro il suo recente passato, non troppo felice, vorrebbe far sfracelli. E in attacco, quando la riceve pulita, fa il vuoto. Questo era l’uomo di Leopoli a Roseto: un fattore, devastante in B. Finisce arringando la folla. 16 punti, 11 rimbalzoni.

Cepic 7. Dal precariato al posto fisso, può anche girare la testa. Ma il montenegrino non trema, ha attributi e forza fisica per mettere in ambasce la difesa Herons. Gara gagliarda.

Campori 6,5. Due tiri aperti sbagliati, la solita difesa collosa, piena di esperienza.

Del Testa 6. Meritebbe l’insufficienza perché non fa canestro. Ma la difesa e il cuore lo assolvono.

Hazners 6,5. Errori banali, poi 5 punti in striscia nel momento topico.

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Foto: Simona Marzi



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