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Secondo il direttore dell’AIE Fatih Birol la geotermia “potrebbe coprire l’8% del fabbisogno globale di elettricità entro il 2050. È una fonte rinnovabile che diventerà strategica per la transizione ecologica, e l’Italia è un Paese chiave per guidare questo salto di qualità”
Sei comuni toscani in prima linea per l’energia del futuro. Enel ha infatti proposto un piano pluriennale di investimenti, approvato dalla Regione Toscana, per il rinnovo delle concessioni geotermiche.
I comuni interessati sono Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora e Roccalbegna, in provincia di Grosseto, e Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio, in provincia di Siena.
IL PIANO DI ENEL PER LA GEOTERMIA IN TOSCANA
Il piano di Enel prevede lo stanziamento di risorse che saranno gestite direttamente dai Comuni e dalle due Province, oltre a quelle governate dalla società energetica. Si tratta di circa 150 milioni di euro destinati a interventi specifici, proposti dagli enti locali o da Enel, a cui, aggiungendo i fondi di compensazione, portano l’importo complessivo a quasi 200 milioni.
Le azioni finanziate sono differenziate: dal teleriscaldamento alla viabilità, dalla rigenerazione urbana dei centri storici agli impianti sportivi fino al recupero di terreni incolti. Previsti anche ingenti investimenti per la riduzione delle emissioni e la tutela dell’ecosistema e della salute dei cittadini.
LA GEOTERMIA IN ITALIA
In Italia la geotermia è arrivata all’inizio del Novecento, soprattutto in Toscana. Qui, in particolare a Larderello, in provincia di Pisa, è stato costruito il primo impianto geotermico italiano. Inizialmente veniva utilizzato il vapore che fuoriesce dalla terra come un’alternativa alle macchine a vapore alimentate a carbone; poi si è andati sempre più nella direzione di trasformare il calore in energia elettrica trasportabile.
Per quanto riguarda gli impianti, se in passato il cuore della centrale geotermica era il cosiddetto “lagone” – la sorgente diretta di acqua calda mescolata a vapore, con temperature fino a 150°C – oggi si realizzano pozzi di iniezione e di estrazione nel terreno profondi anche 4 km. Qui, attraverso il fluido geotermico, viene captato e sfruttato direttamente il calore (vapore) che alimenta le turbine, generando energia elettrica.
Negli ultimi anni la quantità di energia geotermica prodotta e la potenza installata sono cresciuti, ma lentamente: tra il 2007 e il 2017 l’aumento complessivo della potenza installata è stato di appena il 10%.
DOVE SONO LE CENTRALI GEOTERMICHE ITALIANE
La regione regina del geotermico italiano è, come detto, la Toscana, che oggi ospita il più grande impianto geotermico d’Europa. La maggior parte dell’energia geotermica toscana proviene dal calore che si genera sotto il complesso vulcanico del Monte Amiata, e le province che producono più energia elettrica dal geotermico sono Pisa, Siena e Grosseto.
Vi sono però anche aree che dispongono di abbondanti risorse geotermiche, come il Veneto, soprattutto nel padovano, il Friuli-Venezia Giulia, la Campania, la Sicilia e l’Emilia Romagna.
BIROL (AIE): “L’ITALIA è UN PAESE CHIAVE PER GUIDARE LA GEOTERMIA”
Il mese scorso, in un’intervista al Corriere della Sera, anche il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Fatih Birol aveva spiegato le potenzialità del geotermico nel nostro Paese. “La geotermia – ha affermato Birol – attualmente soddisfa meno dell’1% della domanda globale, ma con adeguati investimenti potrebbe coprire l’8% del fabbisogno globale di elettricità entro il 2050. È una fonte rinnovabile che diventerà strategica per la transizione ecologica, e l’Italia è un Paese chiave per guidare questo salto di qualità, perché dispone delle competenze per farlo”.
Secondo il direttore dell’AIE, “il costo dell’energia geotermica tra 10 anni scenderà a circa 50 dollari per megawattora, simile al costo dell’energia idroelettrica, e questa competitività della geotermia potrebbe liberare 800 GW di potenziale elettrico da installare.
I VANTAGGI DELL’ENERGIA GEOTERMICA
“La geotermia – ha detto ancora Birol – può contribuire in maniera determinante al mix energetico globale, italiano, americano e cinese, perché è disponibile h24 e 7 giorni su 7. È una fonte di elettricità stabile e più efficiente di altre rinnovabili. Il fattore di utilizzo di un impianto geotermico è di circa il 75%, contro il 15% del solare e il 30% dell’eolico”.
GLI INVESTIMENTI NELLA GEOTERMIA
Dopo aver ricordato che “siamo solo all’inizio della rivoluzione tecnologica della geotermia” e che “il settore è in grandissimo fermento”, Birol ha detto che “negli Stati Uniti ci sono enormi investimenti, ma anche in Cina, in India, in Turchia e in alcuni Paesi europei. Il boom arriverà presto, molte grandi aziende stanno investendo nel settore”. Infine, per quanto riguarda il nostro Paese, Birol ha spiegato che “l’Italia dispone di un enorme potenziale e il governo potrebbe aumentare la quota di mercato della geotermia nel sistema energetico”. Per farlo, però, “bisogna abbattere alcune barriere, come semplificare i processi autorizzativi e dare garanzie di lungo termine ai fornitori geotermici”.
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