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Mentre l’insufficienza renale è in regressioni Jorge Mario Bergoglio convoca i cardinali. Come fece Benedetto XVI per dire addio al soglio pontificio. Il Pre-Conclave in atto e i papabili che scaldano i motori
Le condizioni di salute di Papa Francesco sono in lieve miglioramento. E l’insufficienza renale è rientrata. Mentre a Buenos Aires l’obelisco si illumina per fargli gli auguri di pronta guarigione. Ma intanto Jorge Mario Bergoglio convoca un concistoro. Ovvero una riunione formale tra il pontefice e i cardinali. Ufficialmente per le prossime canonizzazioni da calendarizzare per quest’anno. Ma c’è chi ricorda che proprio durante una di queste riunioni Joseph Ratzinger decise di formalizzare la scelta di dare le dimissioni dal papato. «Significa che guarda avanti con speranza. Cosa molto utile per la Chiesa intera», dice il cardinale Edoardo Menichelli. In Vaticano però c’è già chi organizza un pre-Conclave. Con cinque papabili.
La salute del Papa
Il bollettino dell’ospedale Gemelli ieri ha confermato il lieve miglioramento. L’insufficienza renale è rientrata perché ora il rene viene irrorato in modo adeguato. Il Corriere della Sera spiega che emocromo, funzione renale e epatica si stanno normalizzando. L’anemia, ovvero la carenza di globuli rossi, è stata corretta con le due unità di sangue trasfuse nella giornata di sabato. Poi non si è ripresentata. Anche il dato sulle piastrine, la componente del sangue che sovrintende alla coagulazione, è assente nell’ultimo bollettino. Così come sembrano superate le complicanze ematologiche che si possono presentare nei pazienti con polmoniti gravi. Il tutto sembrerebbe effetto della seconda terapia antibiotica che ha dato i suoi frutti. La Tac del 14 febbraio ha mostrato «una normale evoluzione del quadro flogistico (infiammatorio), polmonare».
La polmonite sta regredendo?
Sembrerebbe quindi che la polmonite stia regredendo. Ma nel bollettino non c’è scritto esplicitamente che il focolaio dell’infezione si è ridotto. In ogni caso il quadro clinico ipotizza un consolidamento della condizione. Ma non si può affermare ancora che sia significativo. Il problema respiratorio non è (ancora) risolto. La prognosi rimane riservata. D’altro canto il paziente ha 88 anni e già prima della polmonite soffriva di una malattia cronica respiratoria. Francesco usufruirà anche di un fisioterapista della respirazione. Che aiuta i pazienti a liberare le vie respiratorie e a usare meglio la muscolatura per la respirazione. Intanto l’emoglobina, la proteina che trasporta ossigeno in tutto l’organismo, è risalita. Il Papa non ha mai fatto trasfusione di piastrine.
Il Concistoro
Ma intanto in Vaticano si parla molto della convocazione del Concistoro. È una riunione abituale nella Chiesa. E serve in principio a tutt’altro che alla rinuncia di un Papa. È un ente morale ecclesiastico dotato di personalità giuridica, avente fini di culto, istruzione e beneficenza. Dirige le attività ecclesiastiche, esercita il ministero pastorale e la disciplina, adempie le funzioni amministrative. A Francesco servirà per «chiudere delle questioni aperte», spiega Adriano Prosperi, accademico dei Lincei e professore emerito alla Normale di Pisa a Repubblica. Il Concistoro «dimostra che il Papa è consapevole della sua condizione, della precarietà del suo stato, ed evidentemente vuole chiudere delle questioni aperte e ha ancora l’energia ammirevole di concepire un Concistoro dal letto di ospedale».
Le dimissioni
A Prosperi non pare che il pontefice sia intenzionato a dimettersi. Mi pare che un Concistoro intanto sia un atto di governo, il Papa vuole fare approvare decisioni a cui tiene, è una manifestazione di forza, di volontà di governare. Poi può darsi che si dimetta se le condizioni resteranno così precarie da non poter proseguire. Benedetto XVI si ritrovò davanti l’esplosione del problema degli abusi, ma questo Papa per cosa si dovrebbe ritirare? Può darsi lo faccia, ma dopo avere esercitato ancora il suo potere. Francesco sa che quello che lascia è in pericolo e vuole tutelarlo».
Il Giubileo
Anche il cardinale Edoardo Menichelli dice che la convocazione del Concistoro non è per forza un preludio alle dimissioni: «Significa che guarda avanti con speranza. Cosa molto utile per la Chiesa intera». Sulle fake news riguardo la sua salute Menichelli dice al Messaggero: «Di voci malevole non ne voglio parlare, non voglio entrare in questa verbalità sciocca, inutile e dannosa». Ma per un cristiano arrivare ad augurare la morte a qualcuno non è una contro testimonianza grave: «Questa verbosità sparsa è una malevolenza. Il peccato lo giudicherà il buon Dio». E si ritorna alla frase del “pregare contro” attribuita nei giorni scorsi a Bergoglio. Oltre che ai cardinali presenti alle veglie a San Pietro. Tra i quali ci sono tutti i suoi “nemici”.
Il Conclave prossimo venturo
Il rosario serale in Vaticano è infatti un’idea della segreteria di Stato. Ed è servito a rispondere a Matteo Zuppi, che ne ha organizzato uno a Bologna da presidente della Cei. Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha preso le redini delle preghiere. E per il Fatto Quotidiano si tratta di una risposta, nemmeno tanto velata, da quello che emerge nei sacri palazzi, per esporre subito colui che sarà chiamato a presiedere il Conclave. Le nomine proclamate nei giorni scorsi, spiega il giornale, erano state firmate l’8 febbraio. Tranne una, che è stata anticipata al 24. E la memoria torna al primo aprile 2005, vigilia della morte di Giovanni Paolo II. All’epoca il Vaticano pubblicò una lista chilometrica di nomine.
Chi sarà il prossimo Papa?
In questa situazione il pre-Conclave è entrato nel vivo. In piazza a San Pietro c’era anche il cardinale Angelo Bagnasco, ex presidente della Cei e arcivescovo emerito di Genova. Non ha l’età per entrare in Conclave ma è in campo per il nuovo papa. In curia crescono le quotazioni di due cardinali capidicastero: Prevost e Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali. Tutti e due sono nati nel 1955, come Parolin e Zuppi.
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