inaugurazione a San Paolo d’Argon

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Dalla musica elettronica al duo chitarra-mandolino, dall’arte barocca al contemporaneo, dai percorsi di narrazione al sound & light design, passando per il teatro.

Oltre venti gli artisti coinvolti, accanto a tanti giovani. L’inaugurazione della terza edizione delle Settimane della Cultura, in programma il 28 febbraio all’Abbazia di San Paolo d’Argon, sarà un grande evento aperto a tutti. Un concentrato di cultura, in ogni sua forma, capace di concretizzare un’ideale sinossi di ciò che poi man mano si svilupperà, per un mese, sull’intero territorio della Diocesi di Bergamo.

Speranza è un attender certo. Cammini di bellezza e perdono” è il titolo scelto per questa nuova edizione delle Settimane della Cultura, divenute un appuntamento atteso da grandi e piccini. Oltre centoventi le iniziative in programma in tutte le CET (Comunità Ecclesiali Territoriali), pronte a offrire gratuitamente occasioni di crescita culturale aperte al pubblico più ampio. Dalle visite guidate agli spettacoli teatrali, dalle conferenze ai laboratori, dall’arte alla musica.

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L’inaugurazione inizierà venerdì alle ore 18.30 presso l’Abbazia di San Paolo d’Argon. Un primo momento sarà dedicato alla presentazione ufficiale dell’iniziativa diocesana. “Dal 5 marzo al 5 aprile tornano le Settimane della Cultura, un’occasione per riflettere sul bisogno profondo di speranza di cui il mondo in cui viviamo ha urgente bisogno.

Una Speranza che si fa perdono, ovvero occasione di riconciliazione con noi stessi, con gli altri, col mondo, con la natura, con Dio -spiega Don Davide Rota Conti, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Cultura e dell’Ufficio Beni Culturali-. Invitiamo tutti gli operatori culturali a partecipare all’inaugurazione, per un momento importante di condivisione”.

“Un ringraziamento va a tutte le parrocchie, che anche quest’anno si sono messe in gioco in questa iniziativa studiata per loro, per alimentare un’esperienza che valorizzi la bellezza custodita nelle nostre comunità – sottolinea Sabrina Penteriani, Delegato Vescovile per la Cultura e la Comunicazione -. Un’occasione preziosa per creare un ponte che unisca le tante realtà che operano sul territorio”. 

Alla presentazione seguirà poi una serata che si svilupperà tra itinerari d’arte alla scoperta dell’Abbazia. Divisi in gruppi, i partecipanti scopriranno a rotazione sei “postazioni”, ognuna pronta a declinare una speciale forma d’arte ricca di suggestioni.

“La serata è stata pensata come un’anticipazione di ciò che accadrà durante le Settimane della Cultura – riassume Giovanni Berera, responsabile Progetti e Eventi della Fondazione Adriano Bernareggi -. Ha quindi un carattere pluridisciplinare, spazierà dal teatro alla musica, includendo anche i linguaggi delle arti digitali, con il coinvolgimento dei giovani”.

Una prima postazione sarà dedicata al teatro, con “Una lettura per il Cireneo”: ispirato a un testo di Ermanno Bencivenga, filosofo e saggista italiano, scritto per Luciano Bertoli, straordinario interprete di personaggi e temi sacri, lo spettacolo sarà in scena in forma integrale e in anteprima nazionale nella Pieve S. Maria Assunta a Solto Collina, giovedì 3 aprile alle ore 20.45.

In un dialogo serrato tra Simone di Cirene, noto nei testi biblici come “Il Cireneo”, e i suoi figli Alessandro e Rufo, Simone racconta loro del fatale incontro con Gesù condotto al Golgota. Un fatto che ha sconvolto il Cireneo fino a decidersi di partire per annunciare al mondo il messaggio del Nazareno. Lo spettacolo è con Luciano Bertoli, Matteo Bertuetti, Gabriele Reboni, la produzione di deSidera Teatro.

In una seconda postazione sarà presentato “Don Bepo Vavassori e don Antonio Seghezzi. Primo studio per una drammaturgia”, un progetto che porterà a uno spettacolo teatrale dedicato a due importanti figure della Chiesa di Bergamo, per le quali ricorrono speciali anniversari.

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Di e con Stefano Panzeri, ricerca storica di Marialuisa Miraglia, il progetto è a cura di Fondazione Adriano Bernareggi e deSidera Teatro. “Presentare un progetto in fieri, che troverà compimento nei prossimi mesi, consente di comprendere come nasce l’idea per uno spettacolo teatrale, dalla ricerca dei testi alla stesura della drammaturgia.

Un lavoro complesso e affascinante”, racconta Berera. Ottant’anni fa moriva a Dachau don Antonio Seghezzi, e cinquant’anni fa si spegneva al Patronato San Vincenzo don Bepo Vavassori.

L’amicizia che li legava e il ruolo non secondario che ebbero nelle vicende della Resistenza hanno ispirato uno spettacolo. La drammaturgia si basa su fatti che legarono indissolubilmente la vita dei due, raccontati dai testimoni dell’epoca e dai documenti ritrovati.

La terza postazione vedrà la musica protagonista, con un suggestivo concerto del Duo Lamçja – Magoni, “La speranza è una musica antica”: Stefano Magoni alla chitarra e Redi Lamçja al mandolino suoneranno musiche di Gaetano Donizetti, Giovanni Battista Gervasio, Carlo Munier, Angelo Mazzola, Nicola Piovani. Il duo recupera il repertorio concertistico tradizionale per la formazione mandolino-chitarra, sperimentando la contaminazione di linguaggi appartenenti a periodi storici e contesti lontani fra loro, rievocando sonorità spesso dimenticate. 

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Un quarto spazio, “Amare ciò che non è ancora e che sarà”, incanterà con una performance di sound e light design ispirata a “Il portico del mistero della seconda virtù” di Charles Peguy.

Il sound designer bergamasco grijselle realizzerà una sonorizzazione spaziale utilizzando un modular rack, col quale l’elettronica hardware diventa strumento per creare paesaggi sonori imprevedibili e non replicabili.

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L’opera di grijselle nasce dalla libera rilettura di un testo composto nel 1911 da Charles Péguy, in uno dei momenti più bui della sua vita, dedicato alla Speranza. Alle parole di Peguy faranno da controcanto la sonorizzazione di grijselle e il light design dei giovani dell’oratorio di Pedrengo, che, trasfigurando il cinquecentesco chiostro del monastero, offriranno un libero spazio di meditazione. La performance è una nuova produzione Le Vie del Sacro / Fondazione Adriano Bernareggi.

Nella quinta postazione, “Speranza e riconciliazione”, saranno esposti due dei dipinti che la Diocesi di Bergamo ha commissionato a Maurizio Bonfanti per accompagnare gli itinerari di Avvento/Natale e Quaresima/Pasqua di quest’anno pastorale. Le due opere sono dedicate ai temi che il vescovo Francesco ha indicato alle comunità cristiane per la riflessione e la preghiera nell’anno in cui la Chiesa celebra il giubileo dedicato, appunto, alla Speranza.

Tutti insieme. La stessa speranza” sarà, infine, la specialissima sesta area culturale, nella quale si snoderanno otto narrazioni che intrecciano pagine della grande letteratura dedicate alla speranza, storie personali e la storia di un luogo millenario come l’Abbazia, dando così corpo a esperienze singole e comunitarie di uomini e donne, legati in modi diversi al monastero benedettino di San Paolo d’Argon.

Narrazioni di Chiara Bolis, Silvia Bramati, Amar Farooq, Nadia Gargano, Concetta Tiziana Passaniti, Donatella Personeni, Laura Spreafico, Catello Vitaglione. Testi di Gioconda Belli, Benedetto XVI, Italo Calvino, Antonio Catalano, Emily Dickinson, Vito Mancuso, Cesare Pavese, Mariusz Szczygiel, David Maria Turoldo, Oziewicz Zajac. Laboratorio condotto da Candelaria Romero, a cura di Fondazione Adriano Bernareggi e Associazione Il Cerchio di Gesso APS / Il circolo dei narratori.

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