F.1, Test Bahrain – Giorno 1, McLaren davanti con Norris”},{“type”:”image”,”small_url”:”https://statics.quattroruote.it/content/dam/quattroruote/it/news/sport/2025/02/26/f1_test_bahrain_giorno_1/gallery/rsmall/2025-red-bull-bahrain.jpg”,”big_url”:”https://statics.quattroruote.it/content/dam/quattroruote/it/news/sport/2025/02/26/f1_test_bahrain_giorno_1/gallery/rbig/2025-red-bull-bahrain.jpg”,”alt”:”F.1, Test Bahrain – Giorno 1, McLaren davanti con Norris”,”caption”:”
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La prima giornata di test prestagionali in Bahrain si è chiusa con Lando Norris e la McLaren davanti a tutti, grazie a un tempo di 1’30”430 che ha messo in evidenza il potenziale della MCL39. Un riferimento cronometrico che, per quanto ancora poco indicativo, conferma i buoni segnali già visti lo scorso anno. George Russell, secondo a 157 millesimi con la Mercedes, ha mostrato un ritmo interessante, mentre Max Verstappen chiude terzo con la Red Bull a 244 millesimi. Charles Leclerc, quarto, ha invece seguito un programma completamente diverso con la Ferrari, concentrandosi su long run a serbatoi pieni. Dietro i big, ottimo quinto tempo per Carlos Sainz alla prima uscita ufficiale con la Williams, seguito da Pierre Gasly con l’Alpine. Da segnalare anche la mattinata positiva di Andrea Kimi Antonelli, che ha chiuso la mattinata in testa e con il settimo crono complessivo di giornata.
Il blackout ferma tutto. Nel pomeriggio i team hanno vissuto un momento di caos quando, intorno alle 17:00 locali, un blackout elettrico ha colpito il Bahrain International Circuit, interrompendo la sessione per oltre un’ora. Il guasto, pare originato da una sottostazione elettrica, ha spento completamente ogni cosa sul tracciato, rendendo impossibile proseguire i test. Senza illuminazione, senza telemetria e senza comunicazioni con la Direzione Gara, la sessione è stata immediatamente sospesa con bandiera rossa, lasciando i team nell’incertezza. Solo dopo un’ora di attesa, il problema è stato risolto e la pista è stata riaperta alle 18:10 locali, con la direzione gara che ha deciso di prolungare l’attività fino alle 20:00 per recuperare il tempo perso. Un’ora extra che le squadre hanno sfruttato per completare le simulazioni di gara e provare il giro veloce con mescola C3.
McLaren davanti, Ferrari e Red Bull con strategie diverse. Se i tempi lasciano il tempo che trovano in questi test, le prime impressioni raccontano una McLaren molto precisa nei tre settori, con Norris che ha mostrato una monoposto stabile e reattiva. Red Bull e Mercedes, invece, si sono concentrate su prove di passo gara e long run con carichi diversi di benzina, cercando riscontri sulle nuove soluzioni aerodinamiche. Diverso il lavoro della Ferrari, che con Leclerc e Hamilton ha scelto di non inseguire la prestazione sul giro singolo, ma di testare il comportamento della SF-25 con serbatoi pieni. I tempi del monegasco, costanti sull’1’36” e 5, evidenziano come il team di Maranello abbia voluto raccogliere dati sulla gestione gomme, un aspetto critico nella passata stagione. Anche Hamilton, 13°, ha seguito lo stesso approccio, cercando di conoscere meglio la nuova vettura prima di spingere di più nei prossimi giorni.
Così in mattinata. La giornata era iniziata con Andrea Kimi Antonelli davanti a tutti. Il giovane pilota bolognese ha chiuso la mattinata con il miglior tempo, completando 78 giri e mostrando già un approccio maturo. Il suo programma si è sviluppato in due fasi: prima brevi stint di 4-5 giri per testare il setup, poi long run. Dietro di lui, Liam Lawson con la Red Bull ha sfiorato la vetta prima di finire in testacoda in curva 2, fortunatamente senza danni. Alex Albon (Williams) e Yuki Tsunoda (Racing Bulls) hanno chiuso in terza e quarta posizione, mentre Lewis Hamilton, quinto, ha portato al debutto ufficiale la sua SF-25 con una sessione focalizzata sulla raccolta dati. Carlos Sainz, con la Williams, si è messo in evidenza sin dal mattino, mostrando un buon feeling con la monoposto che lo ha poi, come detto, portato a chiudere il pomeriggio in quinta posizione. Nel complesso, il primo giorno di test ha fornito indicazioni interessanti, ma per i veri valori in campo è decisamente ancora troppo presto.
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