Costituente Terra: una rete globale per contrastare l’eclissi del diritto

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Ieri si è tenuta a Roma, nella Biblioteca Vallicelliana, l’assemblea annuale di Costituente Terra dal titolo Progettare il Futuro. Per una alternativa democratica al fascio liberismo e al tecno-feudalesimo dei nuovi padroni del mondo. Ha aperto i lavori Luigi Ferrajoli, riconfermato presidente dell’associazione e professore emerito di Filosofia del diritto a RomaTre, autore del testo Per una Costituzione della Terra (2022). La tesi fondamentale del libro è che l’unico modo per salvare la democrazia e la pace, in un mondo sempre più globalizzato, sta nell’«espansione del paradigma costituzionale all’altezza dei poteri globali», come si legge nella convocazione dell’assemblea.

In sala circa 50 persone, in collegamento membri dell’associazione dalla Colombia, Brasile, Perù, Cile, Uruguay, Messico, Spagna, Irlanda e tanti altri paesi. Dalla fondazione di Costituente Terra nel 2020 sono stati realizzati incontri e percorsi con università, scuole secondarie, movimenti e associazioni in tutto il pianeta, ha ricordato la vicepresidente Paola Paesano.

Nell’ordine del giorno dell’assemblea anche la crescente preoccupazione per la presidenza Trump, che nel primo mese alla guida degli Stati Uniti ha mosso duri attacchi a istituzioni e legislazioni internazionali.

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Ferrajoli ha iniziato il suo intervento con un bilancio dell’anno passato, e dei primi mesi di quello corrente, sottolineando l’aggravarsi di «tutte le catastrofi globali che minacciano il futuro dell’umanità», a cominciare dalle guerre in Ucraina e in Palestina, passando per la catastrofe ecologica. La crisi dell’ordine mondiale, a suo parere, è riscontrabile in primo luogo nel «disprezzo per il diritto e l’esibizione della crudeltà» da parte della maggioranza dei capi di stato occidentali, in ragione di una logica amico-nemico. Secondo Dario Ippolito, professore di filosofia e sociologia del diritto a RomaTre, abbiamo superato tale logica nella sua forma più grave: «quella del servo-padrone».

Federica Borlizzi (avvocata e dottoranda presso RomaTre) ha poi spiegato che si tratta di «fondare una democrazia cosmopolita», sancita da una Costituzione della terra in 100 articoli, «per rifondare le costituzioni nazionali».

Nel quadro delineato, il presidente di Costituente Terra ha constatato che «il diritto sembra scomparso dall’orizzonte della politica mondiale: diritti fondamentali e principio di legalità, separazione dei poteri e controlli giudiziari sono diventati estranei al linguaggio del potere politico e di quello economico, tra loro sempre più alleati e talora confusi». Più che mai necessario, dunque, un intervento legislativo su scala globale.

Ferrajoli non ha mancato di criticare il «vuoto programmatico, lo sradicamento sociale e la subalternità al pensiero liberista» delle sinistre occidentali. L’obiettivo dell’associazione è, dunque, di riempire questo vuoto con l’istituzione di un federalismo garantista. Partendo dalla garanzia della pace con la messa al bando delle armi (produzione e commercio), passando per il riconoscimento di un demanio planetario dei beni comuni vitali (aria, acqua, cibo, foreste, ghiacciai), insieme con l’istituzione di una sanità e un’istruzione pubbliche mondiali e di un fisco globale progressivo.

L’assemblea ha formulato un progetto organico di formazione di una democrazia mondiale di contro a un regresso pre-moderno e una gestione neo-feudale dell’economia, dove la libertà è libertà di mercato e l’autocrazia non conosce limiti.

L’associazione è ancora piccola, ma dalla sua nascita il progetto ha incontrato un generale consenso in tutte le occorrenze in cui ha avuto occasione di essere esposto, nella speranza dei promotori che possa raggiungere un seguito tale da essere applicato all’ordine mondiale. La metodologia di Costituente Terra consiste nel «partire dalle persone e raggiungere poi gli stati», ha spiegato Luigi Marini (già magistrato alla corte di Cassazione).

Venendo al «Che fare?», Borlizzi ha invitato a trasformare la Costituente Terra in un agire politico, connettendosi «con quei pezzi di società che più soffrono delle diseguaglianze e quelli che stanno già portando avanti delle mobilitazioni. A partire dalle lotte in Italia contro il Ddl sicurezza, il Ddl Bernini, la lotta transfemminista. Su scala mondiale, invece, esistono dei grandi movimenti femministi ed ecologisti». La proposta è stata accolta calorosamente.



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