FERNO – Alium silere quod voles, primus sile. Che, tradotto, significa: «Ciò che vuoi che un altro taccia, tacilo tu per primo». Nei giorni scorsi, il sindaco fernese Sarah Foti si è affidata alle parole di Seneca per commentare le dichiarazioni – «tra diritto d’oblio e smanie logorroiche» – dell’assessore lonatese Gennaro Portogallo (Sicurezza). A far discutere è il rapporto tra i due Comuni dopo l’assunzione dell’ex comandante della polizia locale di Ferno, Nicolò Rachele, come nuovo capo degli agenti di Lonate Pozzolo. Una vicenda che si è trasformata in un caso. Al punto che, adesso, Foti decide di rompere ufficialmente il silenzio: «Ci siamo posti da spettatori silenti non solo di fronte agli sproloqui che leggevamo sui giornali e sui social, ma anche rispetto alle deludenti condotte di chi si riempie la bocca della parola legalità e, poi, nei fatti, preferisce girare la testa dall’altra parte se non addirittura colpevolizzare chi invece della legalità fa uno dei suoi principi cardine. Ora, però, riteniamo che il segno sia stato passato e che occorra fare chiarezza una volta per tutte». L’affondo: «L’amministrazione di Lonate si è insinuata in una ferita ancora aperta della quale era perfettamente a conoscenza, suscitando in noi grave amarezza». E ancora: «Le scuse? Non sono richieste, essendo ormai palesemente tardi per qualsiasi chiarimento».
L’affondo di Foti
Ecco la nota integrale firmata dal sindaco di Ferno, Sarah Foti, e dalla sua giunta:
Per oltre un anno la mia Giunta ed io abbiamo deliberatamente scelto di non rilasciare pubblicamente commenti su una vicenda, piena di spiacevoli risvolti, che ha profondamente ferito il nostro Comune. Lo abbiamo fatto per decoro, perchè, semplicemente, su certi episodi è bene far calare un velo di pietoso silenzio. Ci siamo posti da spettatori silenti non solo di fronte agli sproloqui che leggevamo sui giornali e sui social, ma anche rispetto alle deludenti condotte di chi si riempie la bocca della parola legalità e, poi, nei fatti, preferisce girare la testa dall’altra parte se non addirittura colpevolizzare chi invece della legalità fa uno dei suoi principi cardine. Ora, però, riteniamo che il segno sia stato passato e che occorra fare chiarezza una volta per tutte.
I FATTI
Non è un mistero che uno degli obiettivi principali del nostro mandato elettorale fosse quello di costituire il Corpo della Polizia Locale di Ferno a seguito del venir meno dell’unione con il Comune di Lonate Pozzolo. Ci impegnammo sin da subito perché ciò si realizzasse; inutile dire quanto avessimo investito e puntato sul concorso per assumere nuovi agenti di P.L. che venne indetto nel mese di ottobre 2022 e che si svolse nel mese di gennaio 2023. L’attuale comandante di Lonate Pozzolo, all’epoca dei fatti nostro comandante, sul quale riponevamo la massima fiducia, era stato nominato presidente della commissione esaminatrice. Ebbene, quel concorso fu uno sfacelo: venne annullato in autotutela per errori di pubblicazione, ma, cosa più grave, divenne oggetto di un esposto contro ignoti davanti alla Procura della Repubblica perché emerse che qualcuno passò il compito a uno dei candidati prima delle prove. Se non bastasse, non fu l’attuale comandante di Lonate, presidente della commissione, a denunciare l’accaduto, come ci si sarebbe aspettato da un pubblico ufficiale venuto a conoscenza di fatti costituenti un reato, bensì la sottoscritta insieme alla Giunta. Presentato l’esposto, la vita in Comune proseguì regolarmente, sempre con l’obiettivo di costituire il nuovo Corpo della Polizia Locale di Ferno. Venne quindi indetto un secondo concorso per agenti di P.L. in programma per il mese di novembre del 2023. Anche in quel caso l’attuale comandante di Lonate Pozzolo, all’epoca dei fatti nostro comandante, sul quale malgrado tutto continuavamo a riporre la nostra fiducia, era stato nominato presidente della commissione esaminatrice. Ebbene, anche quel concorso fu uno sfacelo: fu annullato in quanto arrivò la notizia che il Comandante, presidente della commissione esaminatrice, era indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta relativamente al concorso di gennaio. Ribadisco che l’esposto fu da noi presentato contro ignoti e fu la PM ad individuare le persone che riteneva opportuno indagare. Si può immaginare lo stato d’animo mio e dei miei assessori da quel momento in poi. Oltre alla delusione, nell’arco di un anno non eravamo riusciti ad assumere nemmeno un agente. Fu di pochi mesi dopo la tragica scomparsa dell’agente Francesco Grigolon, che in una situazione tanto delicata si era subito messo a disposizione con grande senso di responsabilità per rimettere insieme un comando in grave difficoltà. Non entriamo, come non siamo mai entrati, nei dettagli della vicenda giudiziaria che riguardò l’ex comandante, perché non ci compete. Sta di fatto che le indagini non si sono concluse, come sostiene l’assessore Portogallo nell’articolo di Malpensa 24 “con il proscioglimento”, bensì con l’archiviazione, richiesta dal PM è vero, ma come si venne a sapere dalle pagine de La Prealpina con un atto, che “non decreta l’infondatezza del sospetto che qualcuno avesse fornito le risposte del quiz […] né sancisce l’estraneità del comandante nell’eventuale fuga delle soluzioni” e con la seguente motivazione: “sebbene l’anomalia della vicenda, valutata parallelamente ai dati acquisiti nel corso degli accertamenti, induca a ritenere la verosimiglianza di condotte fraudolente o favoritrici degli indagati, lo standard probatorio imposto dalla riforma Cartabia non consente di superare il vaglio dimostrativo”.I RAPPORTI TRA FERNO E LONATE POZZOLO
Non crediamo ci sia molto da aggiungere. Rispondiamo a chi continua a sostenere che i rapporti tra Ferno e Lonate siano compromessi a causa dello scioglimento dell’Unione voluto da Lonate: in realtà, la mia Giunta ed io ci siamo insediati quando ormai erano trascorsi più di sei mesi dallo scioglimento dell’Unione e, francamente, con il senno di poi, seppur non nascondiamo che la scelta inizialmente comportò gravi disagi anche per il nostro Comune, non vediamo perché, alla luce della situazione attuale, dovremmo covare del rancore per il Comune limitrofo, tra l’altro oggi retto da un’amministrazione che nulla ha a che vedere con la decisione di sciogliere l’Unione stessa.
Per quanto riguarda, invece, le scelte del Comune di Lonate riguardo l’assunzione di personale, vede assessore Portogallo, di queste poco ci importa. Da quanto scritto sopra si potrà, tuttavia, capire come l’amministrazione di Lonate si sia insinuata in una ferita ancora aperta della quale era perfettamente a conoscenza, suscitando in noi grave amarezza. E tutto ciò senza un confronto, come la cortesia istituzionale avrebbe preteso, anche perché le nostre polizie locali operano in Comuni limitrofi e necessariamente hanno occasione di contatto. Per quanto riguarda eventuali scuse, infine, rassereniamo l’assessore Portogallo sul fatto che non sono richieste, essendo ormai palesemente tardi per qualsiasi chiarimento. In ogni caso ci preme solo sottolineare che, quando ci si rivolge alla massima autorità di un’amministrazione comunale per situazioni di questa portata e delicatezza, sarebbe bene che lo facesse direttamente il primo cittadino.
Comandante di Lonate, l’assessore Portogallo: «La migliore scelta possibile»
ferno lonate scontro foti – MALPENSA24
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