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Dalla gita in slitta trainata dagli husky siberiani alle passeggiate in calesse, dalle discese in slittino o sugli sci alle tappe culinarie nei ristoranti e rifugi, fino agli assaggi in un birrificio d’alta quota, cosa fare a San Vigilio di Marebbe e San Martino in Badia, per una indimenticabile settimana bianca nelle montagne dolomitiche dei Parchi naturali altoatesini Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle.
Discese innevate per gli appassionati di sci, ma non solo. L’adrenalina sulle piste è protagonista in Val Badia, ma chi sceglie la zona per una vacanza sulla neve, trova molto altro ad attenderlo a San Vigilio di Marebbe e San Martino in Badia. Un paradiso d’alta quota per vivere le giornate con tante attività nella natura, anche slow e senza dimenticare i piaceri della gola, con cui riscoprire le ricette di una volta o assaggiando una inaspettata birra artigianale tra le vette. La settimana bianca scorre all’insegna dell’outdoor: dallo sci di fondo alle ciaspolate, dalle escursioni più particolari come l’husky sleddog, la slitta trainata dai cani siberiani, alla gita in calesse, fino alle passeggiate con “bird watching”, per osservare da vicino più di 30 specie differenti di gufi, civette e allocchi tra le vette dei Parchi naturali altoatesini Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle.
Come pilota di una slitta trainata dagli husky siberiani
Governare una slitta trascinata da energici cani da neve. Un’avventura speciale tra i panorami invernali del Passe delle Erbe, ai piedi della scenografica vetta Sas de Pütia, al confine del Parco Naturale Puez-Odle. Un’attività tipicamente nordeuropea, che si vive con l’husky sleddog, in versione italiana, dopo un mini corso per governare il veicolo pronto a sfrecciare tra boschi innevati. Ideale anche per famiglie, con bambini dai 3 anni in su. A San Martino, lo chalet Pradel Dolomites è una soluzione di pernottamento ideale, con alloggi fino a sei persone.
Gita dal sapore d’antan su un calesse trainato dai cavalli
Chi preferisce che sia il cocchiere a guidare, può salire a bordo di un calesse nei pressi di San Vigilio e lasciarsi condurre attraverso boschi incantati, al passo di possenti cavalli norici che regalano una romantica gita invernale d’altri tempi: protetti da una calda coperta, ci si gode l’esperienza magica, come una fiabesca immersione nel passato agricolo di questa terra ladina, quando lo stesso mezzo di trasporto era al centro dell’economia rurale comunitaria.
Nella natura con lo sci di fondo e le ciaspolate
Il lento scivolare sulla neve, circondati da paesaggi immacolati e silenziosi, è la bellezza dello sport che esplora, a passo lento, le piste dello sci da fondo, verso luoghi di straordinaria bellezza, lontano dal caos delle discese più adrenaliniche. Da non perdere è la Roda de Börz, che si snoda ad un’altitudine di 2.000 metri, con vista sul Sas de Pütia, al Passo delle Erbe. Il tracciato di di San Vigilio, invece, percorre la Valle di Marebbe fra boschi e prati ricoperti da un manto bianco indisturbato. Raggiunto il Rifugio Pederü, ci si ristora sorseggiando bevande calde e assaggiando le specialità ladine. Con le ciaspole ci si può addentrare in percorsi non segnalati, ma in sicurezza. Come nella neve fresca del suggestivo Parco Naturale Fanes-Senes-Braies.
Adrenalina sulle piste da sci
È uno dei tre accessi principali, con Riscone di Brunico e Valdaora, alla più vasta area sciistica di tutto l’Alto Adige, per 476 ettari di montagna a vocazione sportiva, con 32 impianti e 120 chilometri di discese per tutti i livelli tecnici. Un privilegio che rende San Vigilio di Marebbe un imperdibile paradiso del divertimento invernale. Per gli esperti, la sfida si chiama Erta, la pista nera sul versante del Piz de Plaies, con una pendenza che arriva al 61% e il cui affaccio è proprio una impareggiabile vista della cittadina di montagna.
Specialità gastronomiche tipiche e una birra in quota
Tradizione di qualità e un ambiente che profuma di intimità alpina. Lo charme e i sapori tipici sono di casa nei ristoranti Gran Ciasa e Fana Ladina, dove non manca la iconica stube, la stanza con la grande stufa di maiolica, protagonista del focolare domestico. Il primo indirizzo vanta 400 anni di storia ed è situato in una piccola frazione di San Vigilio. Unica raccomandazione, prenotare con anticipo, perché la spesa si fa in base al numero delle persone presenti. In questo modo, oltre a garantire prodotti freschi, non ci sono sprechi.
Tra i piatti da assaggiare, ci sono la zuppa d’orzo, l’insalata di patate dell’orto, i cancì di patate, le famose mezzelune tirolesi, i carrè di maiale con le coste e lo strudel. Il ristorante Fana Ladina, in paese, con vista sulla chiesa parrocchiale, era invece un antico maso del ‘700, e ha sempre puntato su una buona cucina ladina, valorizzando gli ingredienti frugali e semplici. Specialità della tradizione che si ritrovano nei rifugi Fanes e Lavarella, quest’ultimo rinomato per la birra di produzione propria all’interno, a quota 2.050 metri di altitudine. Una tappa unica: il minuscolo birrificio, rispetto agli altri, vanta la posizione più alta d’Europa.
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