ecco lo spaventoso numero di atleti keniani sospesi negli ultimi 10 anni! – Queen Atletica

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Il mondo dell’atletica leggera è stato scosso oggi, 25 febbraio 2025, ancora una volta. dalla notizia della sospensione provvisoria di Brimin Kipkorir, maratoneta keniano di alto livello, dopo un test risultato positivo ad alcune sostanze proibite. L’Athletics Integrity Unit (AIU) ha annunciato infatti che l’atleta è risultato positivo all’EPO (eritropoietina) e al furosemide, un diuretico usato spesso come agente mascherante, in un controllo fuori competizione effettuato il 22 novembre 2024. La sospensione getta un’ombra su una carriera che, fino a questo momento, era stata sinonimo di successi e record.

Nato il 20 ottobre 1989, Brimin Misoi Kipkorir la sua notorietà a livello internazionale è iniziata a livello competitivo nel 2010, ma è stato negli ultimi cinque anni che ha raggiunto l’apice, conquistando podi e riconoscimenti in alcune delle maratone più prestigiose al mondo. Uno dei momenti più alti della sua carriera è stato il trionfo alla Maratona di Francoforte nel 2022, dove ha chiuso con un tempo di 2:06:12, dimostrando una straordinaria capacità di gestione della gara.

L’anno successivo, nel 2023, ha bissato il successo nella stessa competizione, abbassando ulteriormente il suo personale a 2:04:53, un crono che lo ha collocato tra i maratoneti più veloci al mondo e che gli è valso il 26° posto nella classifica mondiale di sempre della maratona dell’epoca. Il 2024 è stato un altro anno d’oro per Kipkorir. A settembre, ha lasciato il segno alla Maratona di Sydney, vincendo con un tempo record del percorso di 2:06:18. Quella vittoria, ottenuta su un tracciato non certo semplice, ha rappresentato un momento di gloria, tanto più significativo considerando che la gara è entrata a far parte dei World Marathon Majors a novembre, appena due mesi dopo il suo trionfo. Solo poche settimane dopo il test incriminato, il 15 dicembre, Kipkorir ha corso e vinto anche la Maratona di Taipei, fermando il cronometro a 2:11:41 e incassando il premio di 67.500 dollari. Ora, però, quel risultato è destinato con ogni probabilità a essere annullato.

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Il fenomeno doping in Kenya sembra ancora fuori controllo. Anche se non esiste un conteggio ufficiale e aggiornato ad oggi, ecco la nostra ricostruzione basata da fonti affidabili.

Tra il 2004 e agosto 2018, secondo l’Athletics Integrity Unit (AIU), 138 atleti keniani di varie discipline sportive sono risultati positivi a sostanze vietate. Tuttavia, il problema si è intensificato negli ultimi anni. Solo nel 2022, 25 atleti keniani hanno ricevuto sanzioni per doping, con altri 19 casi ancora in sospeso, come riportato da varie testate. Nel 2023, la situazione non è migliorata: a novembre di quell’anno, la direttrice dell’Anti-Doping Agency of Kenya (ADAK), Sarah Shibutse, ha dichiarato che oltre 50 atleti sarebbero stati presto inseriti in una “lista della vergogna” per violazioni delle norme antidoping. A giugno 2024, ADAK ha sospeso 33 atleti, di cui 26 provenienti dall’atletica leggera, portando il totale di keniani attualmente sospesi o squalificati a un numero che alcuni stimano tra i 70 e gli 80, considerando anche le sanzioni in corso.

Se si considera un arco temporale più ampio, come gli ultimi 5-10 anni, il totale supera facilmente i 200 casi. Nomi di spicco come Rita Jeptoo, Jemima Sumgong, Asbel Kiprop e, più recentemente, Rhonex Kipruto (squalificato per sei anni nel 2024) si aggiungono a una lista che include molti atleti meno noti, spesso coinvolti in corse su strada e maratone dove i premi in denaro sono un forte incentivo. Nel 2015, ad esempio, il numero di casi in tre anni era già salito a 40, e da allora è cresciuto costantemente.

Il Kenya è sotto stretta sorveglianza come paese di “Categoria A” da World Athletics, il che significa controlli più rigidi e frequenti. La combinazione di test migliorati, un approccio multi-agenzia e la pressione internazionale ha portato a un aumento delle rilevazioni di positività, ma il numero esatto che stiamo cercando di stimare può variare a seconda delle indagini in corso e delle sanzioni definitive.

Sommando i dati noti, comunque —138 fino al 2018, più almeno 25 nel 2022, 33 nel 2024 e decine di altri tra il 2019 e il 2023—si può stimare che tra i 250 e i 300 atleti keniani siano finiti nella rete dell’antidoping negli ultimi dieci anni, con un’accelerazione negli ultimi cinque proprio grazie al giro di vite su quello che succede in Kenya. 



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