“Nuove regole, importante allenare forza e trasferimenti”Waterpolo Development World

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Si è chiuso lunedì al Centro Federale di Ostia l’annuale convegno per gli allenatori di pallanuoto organizzato dalla Federnuoto: l’edizione 2025 ha visto una larga partecipazione, con oltre 150 tecnici presenti, e interventi di relatori dall’illustre curriculum che hanno alternato lezioni in aula ad altre a bordovasca. Tra gli speaker del convegno hanno figurato i c.t. di Settebello e Setterosa Sandro Campagna e Carlo Silipo, Yiannis Giannouris – tecnico dalla lunga esperienza internazionale nonché co-fondatore di Waterpolo Development e dell’HaBaWaBa – gli staff delle nazionali giovanili coordinati da Riccardo Tempestini e Maurizio Mirarchi ed anche un ospite speciale come il c.t. dell’Italvolley Ferdinando De Giorgi. 

Il c.t. dell’Italvolley Ferdinando De Giorgi e quello del Settebello Sandro Campagna durante il convegno di Ostia. In alto il prof. Giovanni Melchiorri (foto A. Staccioli – DeepBlueMedia).

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Tra gli interventi più attesi, quello di Giovanni Melchiorri, coordinatore tecnico-scientifico del settore pallanuoto FIN e professore associato all’Università di Roma Tor Vergata. Waterpolo Development ha intervistato Melchiorri per ripercorrere alcuni dei punti salienti del suo intervento, centrato sull’impatto delle nuove regole introdotte a novembre da World Aquatics sul gioco e sule prestazioni atletiche dei pallanuotisti.        

“In Nazionale cerchiamo di allenare gli atleti con un modello di allenamento che è strettamente dipendente dal modello di prestazione che si vuole ottenere e che dipende anche dalle regole – la premessa di Melchiorri -. Se cambia il modello di prestazione durante la gara, deve necessariamente cambiare il modello di allenamento. Il primo passo, dunque, è stato identificare il nuovo modello di prestazione”. 

Professore Melchiorri, su quali misurazioni si basa il suo lavoro e quello dello staff delle Nazionali? 

Durante i primi tre collegiali stagionali del Settebello abbiamo valutato complessivamente 72 atleti in 4 partite. Abbiamo approfittato della squalifica post-Olimpiadi degli azzurri per portare avanti questo lavoro: col Setterosa non abbiamo avuto il tempo, perché la Nazionale di Silipo ha partecipato alla World Cup, ma contiamo di recuperare in futuro. 

Come avete realizzato il vostro studio?

Melchiorri con lo staff azzurro a bordovasca durante il convegno (foto A. Staccioli - DeepBlueMedia).

Melchiorri con lo staff azzurro a bordovasca durante il convegno (foto A. Staccioli – DeepBlueMedia).

Abbiamo effettuato una misurazione in tempo reale della frequenza cardiaca. Ai cambi, quando un giocatore usciva dalla partita, abbiamo misurato la concentrazione del lattato ematico e poi realizzato un’analisi nuotazionale e di match analysis, per vedere cosa succede durante la gara dal punto di vista proprio del gioco. Abbiamo analizzato il numero di azioni, le azioni concatenate – che noi chiamiamo ‘treni di azione’ – la velocità dei trasferimenti, il numero di trasferimenti, il numero di tiri e la frequenza dei treni di azione.

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Da questa analisi cosa è venuto fuori? 

Il primo aspetto su cui riflettere riguarda le nuove dimensioni del campo: il passaggio ai 25 metri porta una riduzione di circa 10 metri quadrati di spazio d’azione per ogni singolo giocatore. Ciò vuol dire che il contatto con l’avversario diventa più frequente, anche durante la fase di trasferimento. In secondo luogo abbiamo registrato un aumento del numero dei trasferimenti: siamo passati da circa 70 con le vecchie regole fino a 90 con quelle attuali. Anche la velocità a cui avvengono i trasferimenti è aumentata di circa il 20%. Riassumendo: abbiamo più trasferimenti, che avvengono più frequentemente a contatto con l’avversario e in più vengono svolti a velocità maggiore. Altro aspetto interessante riguarda le azioni concatenate, i treni di azione, che diventano meno lunghi. Parliamo di sequenze di azioni senza interruzioni legate a gol, 2 metri o altro: prima questi treni contavano più ‘vagoni’, ovvero più azioni, ora invece sono più brevi. Si tende cioè a fare gol con meno azioni, motivo per cui aumentano anche i tiri e i gol.  

Il c.t. del Setterosa Carlo Silipo durante il convegno (foto A. Staccioli - DeepBlueMedia).

Il c.t. del Setterosa Carlo Silipo durante il convegno (foto A. Staccioli – DeepBlueMedia).

In base a questo nuovo modello di prestazione come dovrebbe cambiare l’allenamento del pallanuotista?

Con le nuove regole i pallanuotisti presentano una frequenza cardiaca più elevata. Poi certo c’è una certa variabilità in funzione del tipo di atleta, perché in ogni squadra c’è chi gioca 7 minuti e chi 28. È possibile però fare alcune considerazioni generali. In un gioco più veloce, con più azioni, i trasferimenti diventano un elemento ancora più fondamentale. Di conseguenza, l’allenamento natatorio deve tenere in considerazione sempre più il cosiddetto nuoto per la pallanuoto. I vecchi allenamenti con 10 volte i 200 non servono più. E poi c’è il discorso sulla forza: con il tiro che diventa ancora più importante (se ne effettuano di più), con lo spazio che diminuisce e con il contatto che aumenta sia in fase posizionale che nei trasferimenti, aumenta l’importanza dell’allenamento in palestra, volto ad aumentare la forza dei pallanuotisti.

La sua relazione si chiudeva con una parte dedicata ai portieri: come cambia il loro modello d’allenamento?

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La grande partecipazione al convegno allenatori FIN 2025 (foto A. Staccioli - DeepBlueMedia).

La grande partecipazione al convegno allenatori FIN 2025 (foto A. Staccioli – DeepBlueMedia).

La premessa a questo discorso è che mai nessuno in questi 30 anni ha studiato il modello di prestazione del portiere. E anche i nostri dati in questo caso sono preliminari: abbiamo analizzato solo 6 portieri, troppo pochi per trarre considerazioni di carattere generale. La cosa interessante è che è vero che ricevono più tiri, e quindi hanno bisogno di un’attenzione ancora più protratta, ma è anche vero che le azioni sono più brevi e più frequenti: per questo motivo tendono ad avere un affaticamento fisico minore durante la partita. Sintetizzando, a questo minore affaticamento fisico corrisponde però una maggiore richiesta di attenzione e di prontezza. Durante l’allenamento, quindi, sarebbe opportuno curare di più l’aspetto tecnico e attentivo e meno l’alta intensità.  

Queste indicazioni tratte su atleti ai massimi livelli come quelli del Settebello sono valide anche per i giovani pallanuotisti?   

Certo, oggi questo cambiamento riguarda le nazionali, ma a stretto giro coinvolgerà tutto il mondo della pallanuoto. L’auspicio è che anche nei settori giovanili si inizi a svolgere una transizione verso un nuovo modello di allenamento. Intervenire su atleti già formati è difficile, questi modelli vanno applicati già sui giovani. L’ho sottolineato all’apertura dei lavori: quando cambiano le regole, ottiene un vantaggio chi si evolve adattandosi più rapidamente.   

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