“Sul maltempo parlano i fatti, forse vogliono un aumento della Tari”

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Tra le tante volte in cui Pescara si è allagata ci sono gli eventi di settembre 2014, del 5 marzo 2015, del 27 novembre dello stesso anno, del 15 e 16 luglio del 2016, del 15 novembre 2017 e del 22 ottobre 2018. Le date le tirano fuori gli assessori comunali alla Protezione civile Massimiliano Pignoli e l’assessore all’Ambiente Cristian Orta per replicare al Pd mettendo in campo una sorta di “senti da chi viene la predica” per chiedere ai consiglieri di opposizioni di spiegare perché quando alla guida della città c’erano loro si poteva parlare di emergenza, e oggi invece di prevedibilità. Una replica in cui chiedono anche al centrosinistra se vogliono che si aumenti la Tari (tassa sui rifiuti) ai cittadini dato che, affermano, per poter destinare ulteriori fondi ad Ambiente per pulire tutti i circa 30mila tombini presenti in città si dovrebbero investire ingenti risorse.

Un centrosinistra che, replicano, “sale in cattedra per dare lezioni alla giunta, ad Ambiente, alla protezione civile e all’Aca sulla gestione delle emergenze legate al maltempo e sulle opere da realizzare per migliorare il sistema città, dimenticando che Pescara ha vissuto momenti davvero tragici quando – ribadiscono Pignoli e Orta snocciolando le date – il Comune era guidato proprio dalla stessa sinistra che oggi grida allo scandalo”. Giorni di anni passati in cui “Pescara – incalzano – , si è trovata impotente con l’acqua piovana che scorreva a fiumi nelle strade, ribolliva nei tombini e invadeva case e negozi. Allora si poteva di parlare di emergenza e oggi no?”, chiedono reiterando la domanda.

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“Si continua a puntare l’indice accusatore contro Ambiente, tirando in ballo la pulizia dei tombini che non verrebbe effettuata regolarmente o con la dovuta efficienza. E invece la pulizia è regolare, sono stati acquistati anche macchinari ad hoc, lo dicono i report di Ambiente, che già dal 2023 noi abbiamo messo in rete, e che chiunque può consultare sul sito del Comune alla voce ‘Trasparenza’”, proseguono riferendosi a quegli stessi rapporti da cui, ha denunciato il consigliere comunale Carlo Costantini (Costantini sindaco) emergerebbe che solo parte dei 30mila tombini presenti in città sarebbero oggetto di pulizia a causa delle scarse risorse che l’ente destinerebbe ad Ambiente per poter eseguire efficacemente gli interventi in tutta la città. Così dunque non sarebbe secondo quanto riferiscono Pignoli e Orta tanto che, chiosano “chi sostiene il contrario afferma il falso”.

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“Oltre a questo lavoro quotidiano, che si snoda nell’arco di un anno, c’è quello straordinario, che viene effettuato nei giorni di pioggia su indicazione della protezione civile nelle zone più a rischio, per evitare gli allagamenti, e anche queste operazioni sono riportate sul sito del Comune, seppur a titolo esemplificativo – specificano -: sarebbe impossibile riportare un report di tutti i tombini puliti di giorno in giorno, essendocene circa 28 mila, ma nel sito citato si vede che l’attività di pulizia avviene costantemente. Pensare di destinare altri fondi a questi interventi vorrebbe dire aumentare la Tari – dicono ancora Pignoli e Orta -: allora la sinistra lo dica chiaramente, ma sicuramente non è il nostro obiettivo”.

“Se alcune strade della città si sono allagate sabato scorso al punto da diventare impraticabili non è perché i tombini erano otturati, ma perché tutte le reti fognarie hanno un limite di assorbimento dell’acqua, il che vuol dire che a un certo punto la nostra rete non assorbe più, il fiume e il mare diventano un tappo anziché uno sfogo. Quando si raggiunge il limite, l’acqua piovana fuoriesce dai tombini e li scardina, non perché siano otturati ma perché è stata raggiunta la capacità massima di accoglimento”.

“Ciò che è accaduto sabato ne è la dimostrazione concreta – aggiungono i due assessori comunali -: finite le precipitazioni, quel flusso inatteso di pioggia è defluito. E diciamo inatteso perché non c’era una allerta meteo e solo sabato stesso, alle 13.34, è stata comunicata una criticità, che però era ordinaria (allerta gialla)”.

“A quell’ora i mezzi e le squadre della protezione civile e del Comune erano già in azione da un pezzo, il monitoraggio del territorio era stato avviato, ma nonostante l’operatività sia stata assicurata prontamente, con il passare dei minuti la situazione è peggiorata ed è stato attivato il Coc (Centro operativo comunale)”. Nessun ritardo dunque “anzi – proseguono – eravamo in strada già da un pezzo, come hanno potuto constatare i cittadini in difficoltà, e con la protezione civile c’erano Ambiente e Pescara Multiservice, oltre alle squadre del Comune, alla polizia locale e all’Aca, insieme a sindaco, assessori e consiglieri”.

“Qualcuno dall’opposizione, ma non certo il consigliere Donato Di Matteo, che è amministratore dell’Aca – sottolineano – contesta le vasche di prima pioggia dell’Aca che invece permetteranno di porre un freno agli allagamenti, raccogliendo grandi quantità di acqua piovana, fino a 30mila metri cubi, anche nella zona vicina allo stadio, tra via Pepe e viale Marconi, che strutturalmente è più bassa rispetto a quelle limitrofe e quindi riceve una maggiore quantità di acqua”. Concetto questo espresso anche dalla presidente dell’Azienda acquedottistica Giovanna Brandelli.

L’affondo i due lo affidano alle nuove piazza Sacro Cuore e corso Umberto sulla cui pavimentazione tante sono state le critiche. Una pavimentazione drenante che “ha assorbito tutta la pioggia senza creare neanche una pozzanghera. Un progetto contestato un giorno sì e l’altro pure dalla sinistra, quando, invece, con quell’intervento realizzato per il contrasto al cambiamento climatico, e con il ‘depaving’, che faremo in via della Bonifica, per unire i comparti della pineta, e in altre aree che stiamo individuando, stiamo realizzando, per la prima volta in assoluto a Pescara, proprio quello che loro, a parole, ci contestano di non fare”.

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Quindi la replica sulla mancanza di visione. “La nostra di visione è chiara, più piante e più verde, nel senso di infrastrutture ambientali, e per questo abbiamo messo in bilancio somme mai riservate da nessuno a tali voci. Lavori pubblici che alla sinistra non piacciono – affermano Pignoli e Ora – , ma che la sinistra non ha mai realizzato quando governava, e di certo non c’è da andare fieri delle immagini degli allagamenti di allora che ancora oggi troviamo online”.

“Le emergenze non hanno un colore politico e i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova tante città, molti Comuni d’Italia hanno registrato autentiche tragedie, e in queste occasioni nessuno dovrebbe salire in cattedra per dare lezioni. Noi, oramai è chiaro a tutti, anche all’opposizione – concludono -, non facciamo solo parole, di cui l’opposizione è espertissima, ma fatti concreti”.



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