Gli errori da evitare nella pianificazione finanziaria

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Gestire il proprio patrimonio non è semplice ma è un processo che richiede consapevolezza.

di Gabriele Zeloni CFP®

Spesso si pensa che basti accantonare risparmi o fare qualche investimento per garantirsi un futuro sereno, ma la realtà è più complessa. Senza una vera pianificazione, si rischia di commettere errori che possono compromettere i risultati nel medio-lungo termine.
Dalla mancanza di obiettivi chiari alla scarsa diversificazione, fino alla sottovalutazione dell’aspetto fiscale e successorio, ci sono molte insidie che possono ridurre l’efficacia delle decisioni finanziarie. Alcuni errori si ripetono spesso tra i risparmiatori, e, generalmente, possono essere evitati con qualche semplice accorgimento.

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Gli errori più comuni

Non avere obiettivi chiari
Molti risparmiatori accumulano denaro senza una vera strategia, pensando solo all’idea generica di “far crescere il capitale”. Ma senza obiettivi precisi, non si va da nessuna parte.
Le domande che una persona si deve porre sono sempre le stesse: “Perché sto investendo? Per cosa mi serve questo capitale? Qual è il mio orizzonte temporale?” L’obiettivo è avere un piano concreto, con scadenze e strategie adeguate.

Puntare tutto su pochi strumenti finanziari
Uno degli errori più frequenti è quello di concentrare tutto il patrimonio in un unico investimento. È un comportamento comprensibile: se un titolo o un determinato asset ha dato buoni risultati in passato, sembra opportuno continuare in quella direzione.
Ma i mercati cambiano. Mi capita spesso di incontrare persone che hanno investito prevalentemente in immobili e poi si trovano in difficoltà nel momento in cui serve liquidità. Diversificare in modo intelligente permette di ridurre sempre questo rischio.

Ignorare il passaggio generazionale
La successione è un tema che spesso si rimanda, ma, così facendo, le possibilità di scelta si riducono e, spesso, si devono accettare soluzioni non efficienti.
Mi capita di vedere famiglie che scoprono troppo tardi che la successione legittima non rispecchia le loro reali intenzioni e crea tensioni tra gli eredi. Pianificare in anticipo, consente sia di garantire un passaggio generazionale sereno, sia di ridurre l’impatto fiscale sulle persone care.

Sottovalutare l’impatto della fiscalità
L’aspetto fiscale è uno degli elementi più trascurati nella gestione del patrimonio ma, un’attenta pianificazione, permette di ottimizzare anche questo, evitando che una parte significativa dei guadagni venga erosa dalle tasse. Spesso servono davvero piccoli accorgimenti, come la scelta del regime fiscale più adeguato, per ottenere un beneficio significativo nel lungo periodo.

Un caso pratico di un cliente
Un cliente di 55 anni mi ha contattato perché la gestione del suo patrimonio non lo soddisfaceva. Aveva circa 800.000 euro suddivisi tra immobili e titoli di Stato a lunga scadenza, ma si trovava in difficoltà ogni volta che aveva bisogno di liquidità. Inoltre, non aveva mai pensato ad una vera pianificazione successoria.
Abbiamo riorganizzato il suo portafoglio con la vendita di un immobile secondario, allo scopo di migliorare la liquidità. La parte finanziaria è stata rivista in un’ottica di maggiore diversificazione. Inoltre, abbiamo studiato una strategia di trasmissione patrimoniale che ha permesso al cliente di avere maggiore controllo da questo punto di vista.

Pensare di poter fare tutto da soli
Con la grande quantità di informazioni disponibili oggi, è facile pensare di poter fare tutto da soli. Tuttavia, la pianificazione finanziaria, è un processo che va oltre la scelta di un fondo o un etf: richiede una visione d’insieme e un monitoraggio costante.
Spesso, chi si affida solo a se stesso, finisce per prendere decisioni sbagliate e trascura aspetti fondamentali. Il supporto di un professionista può veramente fare la differenza.

Come costruire una strategia efficace
Dopo aver visto gli errori più comuni, il punto fondamentale è capire quali accorgimenti possono fare la differenza. La pianificazione non è statica, ma deve adattarsi ai cambiamenti personali. I passaggi chiave sono:
• Capire dove siamo. Prima di iniziare, è essenziale avere un quadro chiaro del proprio patrimonio e degli obiettivi finanziari.
• Mettere giù una strategia che non può essere uguale per tutti. Ogni situazione richiede un piano personalizzato.
• Diversificare sempre perché un portafoglio ben bilanciato riduce i rischi.
• Monitorare e adattare il piano nel tempo.

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Conclusione
Gestire il proprio patrimonio significa costruire una strategia che sia coerente con gli obiettivi personali. Evitare gli errori più comuni è il primo passo per una pianificazione vincente.
Nel mio lavoro noto spesso che le persone si concentrano solo sugli investimenti senza considerare il quadro generale. Ma la vera differenza la fa la programmazione, che permette di affrontare il futuro con maggiore sicurezza e serenità.



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