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In materia di Giustizia, il mese di agosto è stato piuttosto prolifico. Il Ministero della Giustizia e il Governo hanno dato fondo ad alcune “pendenze”, firmando e mandando in Gazzetta ufficiale alcuni provvedimenti che alla ripresa è necessario conoscere.
Avvocato 4.0 spera che questo sintetico recap possa essere utile!
Buon rientro!
😊

Dal primo settembre gli atti giudiziari del processo civile dovranno essere “chiari e sintetici”, rispettando la lunghezza di 80mila battute al massimo.

Il ministero della Giustizia ha messo mano alle modifiche, richieste dall’Avvocatura, al decreto ministeriale “Regolamento per la definizione dei criteri redazionali, dei limiti e degli schemi informativi degli atti giudiziari con la strutturazione dei campi necessari per l’inserimento delle informazioni nei registri del processo, ai sensi dell’articolo 46 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile”(il titolo dell’atto si presta a facili battute per la sua…lunghezza!), approvando un nuovo testo (D.M. n. 110/2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 11 agosto 2023, n. 187).

I nuovi limiti e i criteri di redazione riguardano gli atti dei processi instaurati dal 1° settembre, relativi a cause con valore inferiore a 500mila euro: si prefigura dunque un “doppio binario” a seconda che si tratti di vecchi o nuovi processi e del valore della causa.

Nella redazione degli atti, le parti del processo (privati e pubblico ministero) dovranno tenere conto di tre elementi: a) i criteri di redazione e costruzione dell’atto, insieme con alcune specifiche grafiche; b) i limiti dimensionali dell’atto; c) le regole informatiche.

Per quanto riguarda il primo aspetto, il dm specifica le parti  in cui l’atto dovrà essere costruito, con le novità, più digitali, della indicazione di keywords (al massimo 20… forse troppe) per indicare l’oggetto del giudizio; e dell’inserimento di collegamenti ipertestuali per la consultazione delle prove e dei documenti prodotti.

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Per quanto riguarda il secondo aspetto, il nuovo testo del dm ha ampliato il numero di battute ammissibili rispetto alla versione di giugno:

  • atto di citazione e ricorso, comparsa di risposta  e memoria difensiva, atti di intervento e chiamate di terzo, comparse e note conclusionali e atti introduttivi di impugnazione potranno essere di 80mila battute spazi inclusi (erano 50mila), per un massimo di 40 pagine secondo le specifiche grafiche (dimensione carattere, interlinea etc);
  • memorie, repliche  e altri atti, non dovranno superare i 50mila caratteri, per 26 pagine in totale;
  • le note scritte in sostituzione di udienza, in assenza di necessità di attività difensive in udienza, non dovranno superare i 10mila caratteri (5 pagine).

Il dm stabilisce le esclusioni dal conteggio dei limiti dimensionali (per esempio i riferimenti giurisprudenziali riportati nelle note) e le (più importanti) deroghe nei casi ritenuti di particolare complessità, che dovranno comunque essere motivati sempre sinteticamente).

Al riguardo non si comprende se la predisposizione di un indice e della sintesi del contenuto dell’atto siano obbligatori solo in questo caso (cfr articolo 5, comma 2) o invece dovranno essere sempre presenti (vedi articolo 4, comma 1, lettera b).

Per quanto riguarda il terzo aspetto, quello degli schemi informatici, il dm rimanda alle regole tecniche indicate negli articoli 11 e 34 del D.M. n. 24/2011, con una tecnica del rimando in verità molto poco efficace.

Ricordiamo che in caso di non ottemperanza a queste nuove regole di sinteticità e chiarezza, la riforma Cartabia non ha previsto sanzioni di inammissibilità o invalidità dell’atto, ma un eventuale sua ricaduta nella condanna alle spese. Val la pena di ricordare che la giurisprudenza della Corte di cassazione è stata finora abbastanza rigida.

Intercettazioni: infrastruttura centralizzata a livello distrettuale e archivio digitale

Sappiamo che il tema delle intercettazioni è oggetto, dal punto di vista sostanziale, sia di norme di modifica contenute nel decreto legge n. 105/2023 (il decreto d’agosto) sia di una ulteriore e nuova proposta di revisione, contenuta nel ddl Nordio, approdato a fine luglio al senato con il numero AS 808.

Per quanto riguarda gli aspetti della digitalizzazione, il decreto legge n. 105/2023, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 11 agosto 2023, n. 187, contiene una norma sulla Istituzione delle infrastrutture digitali centralizzate a livello distrettuale per le intercettazioni.

Queste infrastrutture digitali interdistrettuali sono dirette a realizzare, per le attività d’intercettazione, più elevati ed uniformi livelli di sicurezza, un aggiornamento tecnologico adeguato alla delicatezza della materia, una maggiore efficienza, economicità e capacità di risparmio energetico dei sistemi informativi.

Il dl disciplina un progressivo percorso al fine di consentire di localizzare presso le nuove infrastrutture digitali l’archivio digitale previsto dalle norme vigenti e, successivamente, di effettuare le stesse intercettazioni mediante tali infrastrutture. È espressamente ribadito che il Ministero della giustizia, pur nell’ambito delle suddette attività, non può avere accesso ai dati in chiaro, che restano coperti dal segreto investigativo. Sarà un decreto del ministro, da approvare entro 60 giorni dalla entrata in vigore del dl a individuare le infrastrutture e le regole tecniche, a cui seguirà un ulteriore decreto ministeriale  (entro 90 giorni) per la definizione dei requisiti tecnici specifici per la  gestione dei  dati, al fine di assicurarne   l’autenticità,   l’integrità e   la riservatezza anche in relazione al  conferimento  e ai  sistemi  di  ripristino. Viene inoltre disciplinato il  collegamento telematico tra le infrastrutture e  i  luoghi  di ascolto presso le procure della  Repubblica,  garantendo – assicura il Ministero – “ il  massimo livello di sicurezza e riservatezza”.

In tema di intercettazioni va segnalato ancora il Provvedimento 31 luglio 2023 (testo in calce) del direttore generale per i sistemi informativi automatizzati, che riguarda proprio l’Archivio digitale. Il provvedimento modifica e sostituisce specifiche tecniche relative alle modalità di conferimento delle registrazioni delle intercettazioni nell’archivio stesso (di cui all’art. 269, comma 1 del codice di procedura penale). Del provvedimento in questione si è data notizia nella Gazzetta Ufficiale del 5 agosto n. 183.

Le specifiche tecniche sono definite in modo da tener conto delle misure in materia di sicurezza delle attività di intercettazione di conversazioni e comunicazioni già prescritte dal Garante per la protezione dei dati personali con provvedimento del 18 luglio 2013 (!).

L’Archivio Riservato Informatico è il sistema informatico (hardware e software) che consente di conservare tutte le conversazioni e comunicazioni disposte nell’ambito del procedi- mento, nonché di classificarle, in conformità alla relativa disciplina procedimentale; il sistema rende altresì disponibili le funzioni di accesso e di ascolto delle conversazioni o comunicazioni registrate. Con conferimento si intende l’operazione con la quale il pubblico ministero inserisce nell’Archivio Riservato Informatico i verbali e le registrazioni disposte nell’ambito del procedimento, ai sensi dell’articolo 268, comma 4, del codice di procedura penale.

Dati aperti (open data) delle pubbliche amministrazioni: pubblicate le Linee guida

Per gli Avvocati 4.0 sarà interessante sapere che nella Gazzetta Ufficiale del 14 agosto n. 189 è stata segnalata la pubblicazione il provvedimento dell’Agenzia dell’Italia digitale n. 183/2023 di «Adozione delle Linee guida recanti regole tecniche per l’apertura dei dati e il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico”.

Le linee guida, volte a rendere condivisibili e aperti i dati pubblici secondo i criteri di Open data, richiederebbero una disamina ad hoc che qui non faremo. Era importante però segnalare la loro adozione con un atto politico di indirizzo per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico.

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Le linee guida forniscono alcune indicazioni che le pubbliche amministrazioni dovranno implementare obbligatoriamente:

  • formati e modalità di pubblicazione dei dati di tipo aperto, in generale, e delle specifiche categorie di dati individuate, in particolare;
  • richieste di riutilizzo;
  • licenze, tariffazione e accordi di esclusiva;
  • strumenti di ricerca.

Altri aspetti comunque ritenuti importanti per il processo di apertura dei dati sono trattati come raccomandazioni.

Molto interessante la lettura delle liste dei documenti pubblici esclusi dalla applicazione delle Linee guida, tra cui i documenti dei procedimenti tributari (anche dei processi?).

PNRR e digitalizzazione della Giustizia

In questo recap, riprendiamo sinteticamente anche gli adempimenti relativi alla digitalizzazione dei processi. Per quanto riguarda il processo penale telematico, ricordiamo i due decreti ministeriali (D.M. 4 luglio 2023 e D.M. 18 luglio 2023, con i quali è iniziata, rocambolescamente c’è da dire, la fase di sperimentazione del Portale per il deposito di atti penali al posto della originaria obbligatorietà, che era stata fissata dal 20 luglio.

Per tutto il 2023, dunque, il deposito telematico degli atti del processo penale avverrà su base facoltativa, in attesa che vengano adottati e pubblicati (entro il 31 dicembre) i regolamenti di cui ai commi 1 e 3 dell’art. 87 del Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150 (Legge Cartabia). In particolare il primo regolamento è destinato a definire le regole tecniche riguardanti il deposito, la comunicazione e la notificazione con modalità telematiche  degli atti del procedimento penale; mentre il secondo dovrà  individuare  gli uffici giudiziari e le tipologie  di  atti  per  cui  possano  essere adottate anche modalità non telematiche di deposito, comunicazione o notificazione, nonché i termini di transizione al  nuovo  regime  di deposito, comunicazione e notificazione.

Circa la digitalizzazione del processo civile, rimandiamo all’articolo PCT dei giudici di pace, caos alla partenza, augurandoci che l’estate abbia portato consiglio.

Contrasto alla diffusione online dei contenuti terroristici

Segnaliamo, ancora, il decreto legislativo n. 107/2023, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’11 agosto n. 187 e entrato in vigore il 28 agosto scorso.

Ne avevo già parlato nell’articolo Contenuti terroristici online: sanzioni pesanti per gli hosting provider, per segnalare che saranno i pubblici ministeri a dover emettere un ordine di rimozione rivolto ai prestatori di servizi di hosting provider, i quali dovranno provvedere il prima possibile, e in ogni caso entro un’ora dal ricevimento dell’ordine. I contenuti rimossi dovranno poi essere conservati dagli intermediari per 6 mesi ai fini delle indagini.

Codice della Proprietà industriale

Nella Gazzetta Ufficiale 8 agosto 2023, n. 184 sono state pubblicate le modifiche al codice della proprietà industriale, che sono entrate in vigore il 23 agosto scorso.

Il Capo II è dedicato alla semplificazione e alla digitalizzazione delle procedure. Tra le norme sostanziali di maggior impatto il ribaltamento del c.d. professor privilege, al fine di agevolare il trasferimento tecnologico al sistema produttivo, attraverso la previsione dell’attribuzione della titolarità delle invenzioni realizzate dal personale di ricerca in ambito universitario in prima battuta alla struttura di appartenenza e, solo in caso di inerzia di quest’ultima, al ricercatore; la possibilità di pagare i diritti di deposito della domanda di brevetto non solo contestualmente al deposito della domanda, ma anche successivamente, entro un mese, come attualmente consentito da molti Paesi europei, dall’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) e dall’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO), mantenendo in ogni caso ferma la data di deposito.

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