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Claudia Alessandrelli, vicepresidente di Confprofessioni

di Giovanni Francavilla

«A distanza di 44 mesi dall’entrata in vigore del Superbonus 110%, auspichiamo l’adozione di un indirizzo definitivo, in un’ottica di stabilizzazione delle agevolazioni fiscali nel settore dell’edilizia». Così la vicepresidente di Confprofessioni, notaio Claudia Alessandrelli, lo scorso 16 gennaio in audizione davanti alla Commissione Finanze della Camera, dove si sta discutendo il “decreto salvabonus” (Dl. 212/2023). per trovare una soluzione anche per gli edifici condominiali che devono ancora terminare i lavori ammessi a detrazione.

Secondo gli ultimi dati comunicati dall’Enea, al 31 dicembre 2023 erano 104.856 gli edifici condominiali che hanno maturato un totale di investimenti pari a circa 64,47 miliardi di euro, di cui ammessi a detrazione circa 64 miliardi di euro. Il totale dei lavori realizzati è pari a 54,33 miliardi di euro, che corrisponde all’84,9%. Sempre sulla base dei dati Enea, il totale dei lavori realizzati ammessi a detrazione per gli edifici unifamiliari è pari al 94,6%, per un importo pari a circa 26 miliardi di euro, e al 95,8% per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti, per un importo pari a circa 10,74 miliardi di euro. All’appello mancano, tuttavia, anche gli edifici condominiali che devono ancora realizzare circa il 15% dei lavori ammessi a detrazione, per un importo di circa 10 miliardi di euro.

Per accelerare i lavori, il decreto all’esame del Parlamento ha individuato una “sanatoria fiscale” che mette al riparo chi non ha terminato gli interventi entro il 31 dicembre 2023, prevedendo che le detrazioni spettanti, sulla base di stati di avanzamento dei lavori effettuati fino al 31 dicembre 2023 (minimo del 30%), non siano oggetto di recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate. Una soluzione che, sottolinea Confprofessioni, non sembra idonea ad evitare eventuali contenziosi che potranno sorgere tra imprese, professionisti e condominii a causa del rallentamento o della sospensione dei cantieri. Senza contare che la sanatoria non tiene conto della complessa realtà tecnica che sta dietro al mondo dell’edilizia ed è altamente probabile che si renderanno comunque necessarie alcune opere di completamento nel 2024 i cui costi dovrebbero essere chiarire in sede di conversione del decreto.

«L’impatto dei bonus e del sistema di detrazioni fiscali nel settore dell’edilizia andrebbe valutato oggettivamente, prendendo in considerazione non il solo calcolo dell’impatto sulla spesa pubblica e sul disavanzo per lo Stato, ma anche le ripercussioni economiche e sociali, di medio-lungo periodo, che hanno generato una serie di esternalità positive», ha sottolineato Alessandrelli, auspicando una revisione complessiva del sistema di detrazioni fiscali nel settore dell’edilizia, magari accorpando tutti i bonus sotto un’unica detrazione fiscale di portata inferiore. «In questa direzione – ipotizza la vicepresidente di Confprofessioni – si potrebbe valutare la possibilità di trasformare il bonus in “credito d’imposta” per compensare altri debiti fiscali in un arco temporale più lungo, o rimodulando gradualmente i meccanismi, con modalità di incentivazione differenziata, in base alle classi energetiche almeno per raggiungere la classe energetica D, ed alle classi di rischio delle costruzioni».

La proposta lanciata da Confprofessioni va al di là del “decreto salvabonus” e punta dritto alla Direttiva case green. Se infatti fino a oggi il superbonus 110% ha riguardato meno di 500 mila edifici, la nuova direttiva europea investirà circa 1,8 milioni di edifici residenziali. «È impensabile raggiungere gli obiettivi della Direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici senza un sistema di incentivi, che possa contribuire alla realizzazione delle opere di efficientamento energetico con una prospettiva di lungo termine», ha concluso Alessandrelli. «E in questa fase così delicata i liberi professionisti assumono il ruolo di facilitatori della transizione ecologica e sono in prima linea, da un lato, per la progettazione e, dall’altro lato, per la certificazione dei lavori a garanzia della legalità e della sicurezza collettiva».

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