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Si potrà ancora usufruire del Sisma bonus per il 2024? Quali sono le regole da applicare per ottenere le agevolazioni legate al Sisma bonus 2024?

L’Agenzia delle Entrate, al fine di fornire chiarimenti in merito alle agevolazioni fiscali legate ai lavori per gli interventi antisismici in combinato con le agevolazioni previste per Superbonus ed Ecobonus, ha provveduto a emanare diverse guide per specificare chi sono i beneficiari, quali sono i lavori ammessi e per illustrare l’agevolazione.

L’ultima pubblicazione in ordine di tempo è nel mese di ottobre 2023 denominata “Ricostruzione post sisma Italia Centrale e Superbonus 110%”.

La guida al Sismabonus si aggiunge alle normative fissate nella Guida al Sismabonus pubblicata nel 2019, la stessa deve però essere integrata con le nuove disposizioni dettate in materia di cessione del credito e sconto in fattura.

Ecco come funziona il Sismabonus, chi può avvalersene, per quali interventi è possibile usare tale agevolazione fiscale e le aliquote previste.

Sismabonus 2024, guida ai lavori ammessi, beneficiari e novità

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Cos’è il Sismabonus 2024

Il Sismabonus è un’agevolazione fiscale che consente di ottenere detrazioni fiscali per interventi volti a migliorare la staticità degli edifici localizzati in zone sismiche a rischio.

Possono ottenere l’agevolazione in oggetto i contribuenti soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires).

Dal 2017, infatti, sono agevolabili gli interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3).

Le zone sismiche sono individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Sono escluse dall’agevolazione le zone sismiche classificate con rischio 4 (lieve).

Quanto si risparmia col sisma bonus? L’importo della detrazione

Per ottenere l’agevolazione è necessario che dai lavori derivi un reale «potenziamento» dell’immobile. Proprio per questo l’intervento agevolativo viene calibrato in base al risultato.

L’agevolazione Sisma Bonus prevede una detrazione fiscale del 50% su una spesa massima di 96.000 euro per gli interventi effettuati in zone ad elevato rischio sismico che non apportano miglioramenti significativi con riduzione del rischio sismico. Si tratta del tradizionale bonus ristrutturazione.

Le percenttuali cambiano se, invece, vi è un miglioramento significativo della staticità dell’edificio:

  • se dall’intervento deriva una riduzione del rischio sismico di 1 classe la detrazione è del 70%;
  • se dai lavori deriva il recupero di 2 classi di rischio la detrazione è dell’80%;
  • se gli interventi sono realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali la detrazione per la riduzione di 1 o 2 classi di rischio sismico è rispettivamente dell’80% o 85% .

Ricordiamo che per eseguire lavori di efficientamento energetico o miglioramento della classe di rischio sismico occorre la deliberazione dell’assemblea condominiale, adottata a maggioranza dei presenti che devono però rappresentare almeno 1/3 del valore dell’edificio.

Chi acquista un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).

Con Dl n. 34/2019 tali benefici sono stati estesi anche all’acquisto di un immobile in zona rischio classificata «2» o «3».

Affinché si possa ottenere l’agevolazione in oggetto è necessario che i lavori siano stati terminati nell’arco dei 18 mesi antecedenti alla vendita.

Tali agevolazioni restano in vigore fino al 31 dicembre del 2024. Lo sconto applicato sarà ripartito in 5 quote annuali di pari importo e rientrano tra le spese ammesse in detrazione per la realizzazione degli interventi antisismici anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

I criteri per determinare il rischio sismico nelle varie zone d’Italia sono indicati nell’allegato 1 all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003. Nell’allegato è contenuta anche la classificazione sismica per ciascun comune italiano, di conseguenza invitiamo le persone interessate a scaricare il documento in modo da conoscere la classificazione del Comune di proprio interesse.

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Rischio sismico comuni

Rischio sismico comuni

Le classi di rischio sismico di un immobile sono 8:

  • A+,;
  • A,;
  • B;
  • C;
  • D;
  • E;
  • F;
  • G.

Gli edifici in classe G si trovano nelle condizioni di rischio massimo. Mentre, gli immobili in classe A+ si trovano nelle condizioni di rischio minimo.

A livello pratico, se abito in un Comune classificato in zona sismica 2 e alla mia abitazione è attribuito un rischio sismico «G» posso ottenere agevolazioni fiscali del 70% se in seguito ai lavori raggiungo la classe «F» e 80% se raggiungo la classe «E». Se gli stessi interventi sono effettuati in un Comune in «zona 4» non posso ottenere agevolazioni legate al Sismabonus.

Per determinare la classe di rischio sismico dell’edificio conseguita in seguito ai lavori occorre il collaudo statico.

Chi può avvalersi del sismabonus 2024?

I soggetti che possono beneficiare dell’agevolazione sisma bonus 2024 sono:

Le agevolazioni sono estese a:

  • familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • componente unione civile;
  • convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1°gennaio 2016.

Tali soggetti possono effettivamente portare in detrazione le spese nel caso siano state sostenute da loro.

Sismabonus 2024 e Superbonus

Con l’entrata in vigore delle agevolazioni previste per il Superbonus (legge 34 del 2020), il Sismabonus è stato combinato con il Superbonus. Dobbiamo però ricordare che dal 1° gennaio 2024 entrano in vigore le nuove percentuali di detrazione fiscale ottenibili con il Superbonus.

Quando è entrato in vigore il Superbonus, si poteva ottenere il 110% della spesa, fino al 31 dicembre 2023 l’agevolazione consente di ottenere fino al 90% della spesa sostenuta. A partire dal 1° gennaio 2024 e fino al 31 gennaio 2024, la percentuale è al 70% della spesa sostenuta. La stessa diminuirà ancora nel 2025. Naturalmente del cambiamenti normativi nel tempo sono sempre possibili.

Al fine di ottenere questo maggiore beneficio sono necessarie due condizioni:

Questa particolare agevolazione non si applica se l’intervento viene eseguito in un comune classificato in zona sismica 4.

Sismabonus 2024 rafforzato per i comuni dei crateri sismici

Il Superbonus rafforzato è una combinazione tra Superbonus e Sismabonus e si applica esclusivamente agli immobili ubicati nei crateri sismici.

Si tratta di un bonus ricostruzione che permette di usufruire delle agevolazioni fino al 31 dicembre 2025.

Le norme del Sismabonus rafforzato, o Superbonus rafforzato, prevedono che il contribuente possa scegliere di intervenire nella ricostruzione dell’immobile colpito dal sisma sfruttando il contributo ricostruzione, a questo si aggiungono le agevolazioni del Superbonus per gli importi eccedenti a quanto riconosciuto come contributo alla ricostruzione.

In alternativa, il beneficiario può optare per un unico contributo sotto forma di Superbonus 110% ma con il limite di spesa agevolabile aumentato del 50% (144.000 euro).

Nel caso di Superbonus rafforzato non si applica il divieto di cessione del credito e sconto in fattura previsto dal decreto legge n°11 del 2023 (decreto Cessioni), di conseguenza il beneficiario potrà scegliere tra le detrazioni, oppure lo sconto in fattura o cessione del credito.

Superbonus rafforzato con cessione del credito fino al 2025, cos'è, chi può avvalersene e vantaggi

Sisma bonus 2024, cambia la ritenuta sui bonifici

Per il 2024 la legge di Bilancio non prevede particolari novità per i bonus edilizi, ciò a differenza degli altri anni. In molti avevano sperato in una proroga del Superbonus che non è arrivata. Vi è però un piccolo cambiamento, che sarà poco gradito alle imprese: cambia la ritenuta sui bonifici utilizzati per il pagamento dei lavori in favore delle imprese.

Dal 1° marzo 2024 l’importo della ritenuta effettuata sui bonifici utilizzati per il pagamento dei lavori edilizi, tra cui il sisma bonus, passa dall’8% all’11%.

Tale ritenuta effettuata sui bonifici per ristrutturazioni costituisce un acconto dell’imposta sui redditi dovuta dalle imprese. Viene quindi poi scorportata dalle imposte da versare, ma di fatto limita la liquidità a disposizione delle imprese edili, già provate dagli effetti del blocco della cessione del credito e dello sconto in fattura entrato in vigore a febbraio 2023.

Interventi antisismici riconosciuti dal Sismabonus 2023: lavori ammessi

Il Sismabonus viene riconosciuto nel caso in cui gli interventi effettuati nell’immobile situato in zona sismica 1, 2 e 3 portano al recupero di 1 o 2 classi.

Quali sono però gli interventi che possono aiutare a raggiungere tale risultato?

Ecco alcuni esempi di lavori edilizi che consentono di rendere l’edificio maggiormente stabile in relazione a eventuali sollecitazioni provenienti da scosse di terremoto:

  • consolidamento delle murature, questo risultato si può ottenere in diversi modi, ad esempio iniezione di malte o resine epossidiche, risanamento di crepe o lesioni con barre di carbonio o acciaio, ancoraggio della struttura lignea di copertura con le pareti perimetrali, fasciatura della cortina muraria con tessuti per impedire spanciamenti e ribaltamenti, inserzione di lamelle d’acciaio;
  • inserimento di rinforzi in fibre di carbonio che aumentano i carichi della struttura senza aumentare peso e volume;
  • rinforzo delle strutture in cemento armato;
  • ripristino di parti ed elementi dell’edificio danneggiati, ci sono fattori che nel tempo possono determinare un peggioramento delle prestazioni di un immobile, ad esempio umidità o semplicemente vecchiaia dell’immobile, in questo caso l’obiettivo è riportare la struttura dell’edificio alle condizioni in cui si trovava prima del danneggiamento;
  • miglioramento della capacità di resistenza e duttilità (o adattabilità) di specifiche parti o elementi, anche nel caso in cui non siano stati danneggiati;
  • interventi su coperture al fine di aumentare la capacità portante o ridurre il peso;
  • interventi di consolidamento utili a prevenire crolli, come inserimento di catene o tiranti tra opere murarie o solai.

Tra i lavori ammessi vi sono anche demolizione e ricostruzione di edifici adibiti ad abitazioni private o ad attività produttive purché l’intervento possa essere comunque considerato di “conservazione del patrimonio edilizio esistente” e non in un intervento di nuova costruzione (risoluzione n. 34/E del 27 aprile 2018).

Per ottenere il Sismabonus è necessario allegare l’asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi classe di rischio dell’edificio precedente l’intervento e

quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento progettato. Occorre, infine, la copia dell’attestazione della conformità degli interventi eseguiti al progetto depositato, come asseverato dal progettista.

Possono essere portate in detrazione anche le spese di progettazione, spese per le certificazioni, bolli.

Sismabonus 110%: agevolazione senza cambiare classe di rischio

Come pagare le spese per gli interventi del sismabonus?

Il recupero delle spese sostenute per migliorare la staticità degli edifici avviene attraverso le detrazioni fiscali da Irpef e Ires, nella misura della propria capienza fiscale. Gli importi sono divisi in 5 rate annuali di pari importo.

Per fruire delle detrazioni legate al sismabonus è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico “dedicato”, bancario o postale (anche “on line”), dal quale risulti:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Si ricorda che in assenza dei requisiti anche formali si può decadere dai benefici delle detrazioni per Sismabonus, ad esempio è bene verificare se per i lavori da eseguire è necessaria la preventiva comunicazione alla ASL.

C’è decadenza anche nel caso in cui siano violate le norme sulla sicurezza luoghi di lavoro o gli obblighi contributivi e in caso di falsa attestazione dei costi sostenuti.

In allegato lasciamo la guida al sismabonus dell’Agenzia delle Entrate. L’ultimo aggiornamento risale a luglio 2019.

SISMA BONUS: LE DETRAZIONI PER GLI INTERVENTI ANTISISMICI

Clicca qui per scaricare la guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a luglio 2019.

Superbonus villette, come funziona nel 2023: le nuove regole per il calcolo del reddito

Sismabonus 2024 con cessione del credito e sconto in fattura?

A partire dal 17 febbraio 2023 le agevolazioni fiscali previste per Superbonus, Ecobonus, Bonus ristrutturazioni, Sismabonus, Sismabonus acquisti, installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per le auto elettriche potrà essere fruita esclusivamente attraverso le detrazioni fiscali. Non sono più attive le agevolazioni tramite sconto in fattura e cessione del credito.

Resta la possibilità di sfruttare tali ultimi due strumenti solo in caso di Superbonus rafforzato, cioè per la ricostruzione post sisma.

A fornire chiarimenti sulle residue ipotesi di cessione del credito è l’Agenzia delle Entrate con la circolare 27 del 2023. La circolare stabilisce che a decorrere dal 17 febbraio 2023 il divieto di cessione del credito e sconto in fattura opera per

adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies, del d.l. n. 63 del 2013 e di cui al comma 4 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio

Cessione del credito e sconto in fattura, quando si possono esercitare? Chiarimenti dell'AdE



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